Economia

Davide Leone, chi è lo scalpitante socio di Banco Bpm

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Cosa sta accadendo in Banco Bpm dopo l’elezione di Tononi alla presidenza, le forti critiche dei fondi al capo azienda Castagna e l’ascesa nell’azionariato di Davide Leone

Una forte critica ai vecchi vertici di Banco Bpm che hanno male operato e che non hanno preso la porta per lasciare spazio ad altri. Questa in sostanza la critica rivolta dal finanziere italiano attivo a Londra, Davide Leone, durante l’assemblea del 6 aprile scorso.

Il fondo Davide Leone & Partners LLP Attestato con il 4,7% è il secondo azionista di Piazza Meda dopo Capital Research (4,98%) e davanti a Invesco (2,575%9, a Enpam (1,95%), Fondazione Crt (1,78%), Fondazione Carilucca (1,24%), Calzedonia (1,5%).

La lista dei fondi, capitanata da Assogestioni, ha raccolto in assemblea il 22,6% dei voti mentre la lista del board uscente il 76,7%. In tal modo il vecchio consiglio d’amministrazione ha ottenuto l’elezione di due dei suoi tre candidati nel cda, tra cui la riconferma dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna, più la presidenza del collegio sindacale. I fondi hanno eletto l’avvocatessa internazionale Nadine Faruque e l’ex direttore dell’Aise, Alberto Manenti.

L’assemblea del 6 aprile si è svolta a porte chiuse, presenti soltanto i vertici e il rappresentante designato che nei giorni precedenti aveva raccolto i voti degli azionisti.

CHI E’ DAVIDE LEONE

Di Davide Leone si sa molto poco e anche online ci sono scarsissime tracce. Il sito di riferimento del suo gruppo (www.dlpartners.com) è praticamente spoglio. Le poche notizie arrivano dal sito della Sec (Securities and Exchange Commission), l’ente federale Usa che vigila sulla Borsa, dove il gruppo è registrato. La Sec riferisce che Davide Leone & Partners LLP è una società di investimenti fondata il 2 settembre 2011. “La società – si legge – offre servizi di consulenza per investimenti e di gestione del portafoglio. Davide Leone & Partners opera per clienti nel Regno Unito”. La sede del gruppo è a Londra, al 9-10 Savile Row. Davide Leone è managing partner, Gianni Mion presidente, Stephen Michael Glasper, consigliere.

COS’HA DETTO LEONE AI VERTICI DI BANCO BPM

Nella sua dura critica Leone ha fatto sapere che secondo lui Banco Bpm “necessita urgentemente di un radicale cambio di marcia, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni, a cominciare dalle truffe ai clienti sugli investimenti in diamanti, e da affidamenti imprudenti, che hanno portato la banca, dopo la disastrosa acquisizione del Banco Popolare, ad uno dei più alti tassi di sofferenze (npe ratio) tra le banche italiane”.

Il fondo ha poi espresso “sorpresa e delusione per il fatto che – fatta eccezione per la prestigiosa candidatura di Massimo Tononi alla presidenza – il consiglio abbia deciso di proporre una lista che di fatto replica la governance degli ultimi tre anni”. E invece sarebbe stato “fondamentale, dopo anni così travagliati, dare un forte segnale di cambio di direzione, eleggendo persone nuove in consiglio, sia per rassicurare i clienti, sia per rafforzare la credibilità della banca di fronte al mercato”. Diretto l’attacco all’amministratore delegato, Giuseppe Castagna: “Il consiglio uscente, guidato dal pur confermato Castagna, ha scelto di non farlo”.

COS’E’ SUCCESSO ALL’ULTIMA ASSEMBLEA DI BANCO BPM

La recente assemblea di Banco Bpm ha visto il passaggio ufficiale alla presidenza di Massimo Tononi al posto di Carlo Fratta Pasini che aveva annunciato di non volersi ricandidare. Tononi, reduce dalle esperienze in Montepaschi e in Cassa Depositi e Prestiti, è molto fiducioso nelle possibilità dell’istituto tanto che, nella prima intervista in qualità d presidente del Banco, ha ricordato di esserne diventato subito azionista. Sul ruolo del suo gruppo il banchiere trentino ha osservato che “un mercato troppo frammentato difficilmente può essere efficiente” ma lo stesso potrebbe accadere “se un mercato è troppo concentrato”: “Banco Bpm – ha aggiunto – è il frutto di una serie di aggregazioni, che l’hanno condotta a diventare il terzo gruppo bancario del Paese; non credo che il consolidamento sia finito e noi speriamo di poterne essere protagonisti”. In merito all’eventualità di scalate, Tononi è stato molto chiaro: “Il manuale del buon presidente prevede che si presti sempre attenzione all’ipotesi di un’operazione ostile. Io cerco di essere diligente, ma confesso di dedicare quasi tutte le mie attenzioni ad altri aspetti” soprattutto in tempi di emergenza pandemica.

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