Economia

Banchi rotanti per le scuole, perché le aziende contestano Arcuri

di

mazzucato

Tutti i subbugli sull’esito della gara per i banchi speciali indetta dal commissario Arcuri. Fatti, numeri e polemiche

“Quantitativi e tempi di consegna non risultano essere quelli indicati nel bando iniziale. E ci risulta che lo staff del commissario stia contattando le imprese partecipanti per verificare la possibilità di offerte migliorative, per quanto possibile, di questi due parametri. È possibile una cosa simile?”.

E’ quello che dice Gianfranco Marinelli, presidente di Assufficio (che raggruppa oltre 140 aziende produttrici di mobili per ufficio, di pareti attrezzate e sedute in rappresentanza dell’80% del fatturato nazionale) aderente alla federazione Federlegno

Alla domanda se è possibile una cosa del genere lo stesso Marinelli risponde: «Nella mia lunga esperienza direi di no, e cioè che se non arrivano offerte esattamente in linea con le richieste, allora la gara ha delle criticità. Da parte nostra siamo sempre stati coerenti nel fare notare che tempi e quantità appartenevano a un libro dei sogni per ogni produttore, e abbiamo mantenuto questa posizione anche incoraggiando le aziende a partecipare con proposte, però, realizzabili».

TEMPI E CONSEGNE PER I BANCHI

Dunque, le offerte che sono arrivate – 14 in tutto – prevedono consegne in tempi più lunghi, fino a ottobre, e quantitativi inferiori, sottolinea oggi il Sole 24 ore: «Va anche detto che tuttora non ci risulta un piano di distribuzione geografica del prodotto, e questo è un fattore critico. Un conto è dover consegnare una fornitura su camion da Milano a una scuola lombarda, un altro discorso è pianificare un trasporto a Pantelleria. Sono informazioni decisive di cui le aziende hanno bisogno al più presto», aggiunge il vertice di Assoufficio.

IL TIPO DI BANDO

L’ipotesi è che il bando, che fin dal principio nasce come una «Procedura aperta semplificata, di massima urgenza, predisposta in deroga alle disposizioni del Codice dei Contratti Pubblici», possa lasciare spazio per scelte come quella di accettare proposte non pienamente conformi alla richiesta”, scrive il Sole.

LE PAROLE DI MARINELLI

«Questa sarà materia per giuristi, non è il nostro compito», fa notare Marinelli. Resta però la possibilità che a presentare un ricorso sia una delle aziende che ha deciso di non partecipare perché nell’impossibilità di esaudire le richieste della procedura di gara, ma che oggi vede commissionare la gara anche a chi ha offerto una fornitura con regole meno severe, chiosa il quotidiano di Confindustria.

CHE COSA HA ANNUNCIATO ARCURI

La sera del 12 agosto il commissario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri ha firmato i contratti di affidamento. Saranno banchi perlopiù made in Italy a giudicare da chi ha vinto la fornitura. I tre esclusi sono stati certificati al di sotto dei requisiti richiesti. Le offerte pervenute, pari a 2,6 milioni di banchi, superano la stessa richiesta che, nel dettaglio, era di 2.013.656 banchi tradizionali e di 435.118 sedute innovative.

ESITO DELLA GARA

Ecco i numeri finali della gara. Undici vincitori sulle quattordici imprese o raggruppamenti temporanei che si erano fatti avanti. Per produrre sino a 2,5 milioni di banchi, monoposto e con le famigerate rotelle, necessari alle scuole italiane per la riapertura a settembre.

DIBATTITO E POLEMICHE

banchi saranno consegnati a partire dai primi giorni di settembre fino a ottobre. «La distribuzione nei diversi istituti avverrà secondo una programmazione nazionale e una tempistica che terrà conto delle effettive priorità scolastiche e sanitarie dei vari territori, garantendo in tal modo il normale avvio dell’anno scolastico» assicura Arcuri. Anche se il punto rimane critico. Nell’indizione di gara c’è l’impegno alla consegna dal 31 agosto al 12 settembre, pena l’inadempimento del contratto. Come si concilia con la distribuzione ammessa anche dopo? «Il cambio in corsa della data di consegna non rende il bando nullo?» attacca Assoufficio.

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