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Le banche spagnole terze in Europa per esposizione al conflitto in Medio Oriente. Report

Le banche spagnole presentano un’esposizione complessiva di 18.563 milioni di euro verso il Medio Oriente (Iran, Iraq, Israele, Giordania, Libano e altri Paesi della regione) L'articolo di Cinco Dias tratto dalla rassegna di Liturri.

(Cinco Días, Álvaro Bayón, 24 marzo 2026)

Le banche spagnole presentano un’esposizione complessiva di 18.563 milioni di euro verso il Medio Oriente (Iran, Iraq, Israele, Giordania, Libano e altri Paesi della regione) a fine 2025, collocandosi al terzo posto in Europa dopo la Francia con 60.825 milioni e praticamente alla pari con la Germania con 18.954 milioni. L’esposizione è cresciuta del 33% nel secondo semestre dell’anno scorso, trainata soprattutto dai prestiti alle imprese per 18.385 milioni, ripartiti quasi equamente tra settore finanziario e imprese non finanziarie.

I depositi di clienti della zona presso le banche spagnole hanno raggiunto i 16.638 milioni di euro, in aumento del 22% rispetto all’anno precedente, posizionando gli istituti iberici al secondo posto in Europa per legami sul fronte del passivo, subito dopo la Francia. Il dato non include l’esposizione in Turchia attraverso Garanti di BBVA, che farebbe salire ulteriormente il totale complessivo.

La BCE sta monitorando con particolare attenzione l’impatto potenziale della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sul settore bancario europeo. La preoccupazione principale non riguarda tanto il rischio diretto, stimato nello 0,7% del capitale CET1 fully loaded e nello 0,6% del passivo, quanto gli effetti di seconda round legati al rincaro dell’energia, al rallentamento della crescita europea, all’inflazione e ai tassi di interesse, oltre alla possibilità di cyberattacchi contro i servizi di banca digitale. Parallelamente, l’Autorità sta conducendo test di stress geopolitici in cui le banche devono simulare scenari capaci di erodere fino a 300 punti base di capitale; i risultati saranno pubblicati in forma aggregata in estate.

Esposizione record della Spagna

«La banca spagnola registra un’esposizione di 18.563 milioni di euro al conflitto in Medio Oriente alla fine dell’esercizio scorso, secondo i dati diffusi dall’Agenzia Bancaria Europea (EBA). Il volume complessivo la colloca come il terzo Paese europeo con un settore finanziario più esposto, dopo la Francia e praticamente alla pari con la Germania.»

Aumento del 33% in sei mesi

«I dati dell’EBA indicano che l’esposizione delle banche spagnole alla zona è aumentata del 33% nel secondo semestre dell’anno scorso. La maggior parte di questa esposizione corrisponde a prestiti a imprese in quei territori, che ammontano a 18.385 milioni, ripartiti quasi equamente tra crediti al settore finanziario e a imprese non finanziarie.»

Preoccupazione del BCE

«L’analisi immediata dell’impatto dell’escalation della tensione in Medio Oriente è una delle priorità delle istituzioni europee. In particolare, il BCE ha chiesto ai principali banche della zona euro la loro esposizione alla zona. La preoccupazione per il BCE non è tanto l’esposizione diretta quanto piuttosto i cosiddetti effetti di seconda round. Vale a dire, l’impatto economico dell’aumento dei prezzi dell’energia e ciò che questo può causare alla crescita europea, all’inflazione e ai tassi di interesse.»

Depositi in crescita

«Sul lato del passivo, i depositi di clienti di quella zona presso le entità spagnole raggiungono i 16.638 milioni, dopo aver registrato un aumento del 22% nell’ultimo esercizio. Ciò significa che, nella parte del passivo bancario, le entità spagnole sono le seconde con maggiore legame con questa regione. Solo la Francia la supera.»

Test di stress geopolitici

«Tutto ciò avviene mentre il BCE sottopone il settore ai cosiddetti test di stress geopolitici. In essi, le entità devono spiegare quali eventi di questo tipo potrebbero sottrarre loro 300 punti base di capitale. Il supervisore ha avviato questo processo alcune settimane fa e sta attualmente lavorando con le banche su questi scenari, che dovranno inviare ufficialmente questa primavera.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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