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Banca Popolare Bari, cosa è successo alla famiglia Jacobini

Banca Popolare Di Bari

Le novità giudiziarie per la famiglia Jacobini nel processo sulla Banca Popolare di Bari. Archiviata la posizione del figlio Luigi. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Prosegue l’inchiesta avviata nel 2017 per il crac della Banca Popolare di Bari, l’istituto di credito del Mezzogiorno che a dicembre del 2019 è stato commissariato e sottratto alla governance della famiglia Jacobini e che oggi è di proprietà di Mediocredito Centrale (di Invitalia, Mef), guidato dall’amministratore delegato Bernardo Mattarella. L’ultima novità riguarda proprio Luigi Jacobini, la cui posizione è stata archiviata, uno dei figli dell’ex deus ex machina della banca, Luigi Jacobini.

COS’HA DECISO IL GUP PER LUIGI JACOBINI

Dunque, come racconta l’edizione barese del quotidiano La Repubblica, la gup Paola Angela De Santis ha accolto la richiesta di archiviazione arrivata dai pm Savina Toscani e Federico Perrone Capano per Luigi Jacobini, finito sotto inchiesta insieme ad altri sei dirigenti della Popolare di Bari e al padre Marco e al fratello minore Gianluca a gennaio 2020, ancora sotto processo per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza dopo essere stati messi per due volte agli arresti domiciliari. Prima della sua è stata archiviata la posizione del presidente dell’allora collegio sindacale, Alberto Longo.

A scagionare il figlio maggiore di Marco Jacobini i suoi rapporti non idilliaci con la famiglia, testimoniati da una serie di intercettazioni effettuate dalla Guardia di Finanza durante le indagini e dalle dichiarazioni rese negli interrogatori. Luigi Jacobini ha infatti asserito di essere “stato tagliato fuori da qualsiasi scelta” e ha consegnato ai pm alcune mail da cui si evincono i suoi punti di vista ben diversi da quelli del padre e del fratello in merito alla governance dell’istituto di credito, su cui chiese – vanamente – di intervenire, spalleggiato anche da Longo.

Chiusa la vicenda penale, ora per Luigi Jacobini inizia quella davanti al giudice del lavoro: ha fatto ricorso contro il licenziamento deciso dai commissari della Popolare di Bari – dopo essere stato sospeso – a seguito del coinvolgimento nell’inchiesta. Nella banca ricopriva l’incarico di responsabile della direzione Operation.

LE SANZIONI DI BANCA D’ITALIA

Mentre la vicenda giudiziaria prosegue il suo corso, sono arrivate anche le sanzioni della Banca d’Italia contro gli ex vertici della Popolare di Bari, ora in mani pubbliche visto che Mcc è controllato da Invitalia che appartiene al ministero dell’Economia.

In totale si tratta di 3,37 milioni di euro di sanzioni – irrogate con 3 provvedimenti adottati tra aprile e giugno 2021 e pubblicati il 12 ottobre sul sito di via Nazionale – di cui la quota maggiore tocca a Marco Jacobini (1,5 milioni), l’ex presidente cui è toccata anche la sanzione accessoria dell’interdizione dall’assunzione di incarichi presso intermediari vigilati per 3 anni. Le sanzioni riguardano comunque tutti gli ex vertici, l’ex consiglio d’amministrazione e l’ex collegio sindacale decise a causa di “carenze nell’organizzazione e nei controlli interni e connessi riflessi sull’adeguatezza patrimoniale” e di anomalie nella erogazione e nella gestione del credito da parte dei vecchi componenti del comitato Crediti.

Oltre a Jacobini, a dover pagare sono anche l’ex direttore generale Giorgio Papa (375mila euro e l’interdizione per due anni ad altri incarichi), l’ex condirettore generale Gianluca Jacobini (285mila euro e due anni di interdizione), l’ex amministratore delegato Vincenzo De Bustis, pure rinviato a giudizio per falsa testimonianza. Fra gli altri manager multati ci sono l’ex direttore generale Gregorio Monachino (51mila euro) e l’ex vice direttore, poi cfo della banca pugliese, Luigi Jacobini (60mila euro).

LE RICADUTE SU MEDIOCREDITO CENTRALE

In tutto questo occorre anche considerare che per la gestione e per la ristrutturazione dell’istituto di credito, Mediocredito Centrale sta penando non poco.

Dai conti del primo semestre dell’anno emerge infatti che la perdita di 101 milioni della Popolare di Bari ha provocato in Mcc un rosso di gestione di 48 milioni.

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