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Astrazeneca

AstraZeneca gode di ottima salute (grazie anche alla Cina)

Con un utile netto 2023 doppio rispetto all'anno precedente, AstraZeneca non soffre il crollo delle vendite del suo vaccino anti Covid e punta su diversificazione e mercato cinese. Fatti, numeri e commenti degli analisti

 

I vaccini anti Covid hanno trainato le vendite di molte case farmaceutiche e il calo della loro domanda in certi casi ha pesato sui conti, ma non è il caso dell’anglo-svedese AstraZeneca, il cui utile netto del 2023 è raddoppiato rispetto all’anno precedente.

Ecco come ha chiuso l’anno e cosa si aspetta da quello in corso.

IL 2023 DI ASTRAZENECA

Il gruppo farmaceutico con sede a Cambridge ha chiuso il 2023 con un utile di competenza di 6 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, grazie all’andamento della sua divisione oncologica e nonostante il rallentamento delle vendite dei farmaci anti Covid – quelle del suo vaccino, lo scorso anno, sono crollate oltre il 99%, arrivando a soli 12 milioni di dollari.

I ricavi, invece, sono aumentati del 3% a 45,8 miliardi di dollari (+13% senza considerare i farmaci anti Covid).

Tuttavia, questa mattina le azioni della società sono scese dell’1,5% nei primi scambi perché, come spiegato da Reuters, “gli utili sono stati inferiori alle stime degli analisti, penalizzati da un aumento degli investimenti in R&S e dalla riduzione dei prezzi di alcuni farmaci nei mercati emergenti”.

PREVISIONI PER IL 2024

Per quest’anno, AstraZeneca prevede un’ulteriore forte crescita con ricavi stimati in progresso del 10% (a tassi di cambio costanti), secondo quanto indicato dal direttore generale, Pascal Soriot, nella nota sui conti. Attesa inoltre una crescita percentuale a due numeri anche per gli utili dalle attività core.

Sono fiduciosi gli analisti di JP Morgan, i quali affermano che “le solide prospettive dovrebbero dissipare le preoccupazioni di alcuni osservatori sul rallentamento della crescita”.

Gli analisti di Citi e Jefferies, invece, hanno segnalato “alcuni potenziali problemi per il 2024, tra cui un numero inferiore al normale di importanti aggiornamenti in materia di ricerca e sviluppo attesi dalla casa farmaceutica”. E, in una nota ai clienti, gli esperti di Jefferies hanno scritto che le previsioni sono solide per quanto riguarda le vendite, ma “appena sufficienti” in merito agli utili, suggerendo una minore espansione dei margini di profitto rispetto alle aspettative.

I FARMACI SU CUI PUNTA ASTRAZENECA

L’azienda confida di raggiungere tali obiettivi grazie alla domanda di farmaci contro il cancro e le malattie rare. Come ricorda infatti Reuters, in quasi un decennio da quando AstraZeneca ha respinto l’acquisizione da parte della rivale statunitense Pfizer, Soriot ha ricostruito la pipeline della casa farmaceutica anglo-svedese, includendo prodotti di successo come Tagrisso per il tumore ai polmoni, Calquence per la leucemia e Farxiga per il diabete.

Nel 2023, precisa l’agenzia di stampa, le vendite di Tagrisso sono cresciute del 9% (pari a più di 5 miliardi di dollari) e quelle di Calquence del 23%; mentre i ricavi di Imfinzi, un altro farmaco antitumorale, sono aumentati del 55%.

Ma AstraZeneca ha anche diversificato, per esempio, con il vaccino per il virus respiratorio sinciziale (Rsv) sviluppato in collaborazione con Sanofi. E nel 2023 ha puntato su diverse acquisizioni e su un accordo di licenza che l’ha introdotta nel promettente mercato dei farmaci anti-obesità.

Per gli analisti di Barclays, l’azienda ha “la pipeline più ampia e approfondita di qualsiasi altra azienda farmaceutica [europea]”, ma a preoccupare gli analisti di Citi nel lungo termine è proprio la sua diversificazione terapeutica.

I FORTI LEGAMI CON LA CINA

Non è poi da sottovalutare la ben radicata presenza di AstraZeneca in Cina, dove i suoi ricavi sono aumentati del 16% nell’ultimo trimestre del 2023, raggiungendo 1,38 miliardi di dollari. “La Cina è diventata una parte fondamentale del nostro settore”, ha dichiarato Soriot in un’intervista a Bloomberg Television, sottolineando l'”enorme innovazione” del Paese.

Ed è in Cina che la casa farmaceutica ha stretto lo scorso novembre un accordo di licenza con l’azienda cinese Eccogene per sviluppare una pillola contro l’obesità, entrando nel vivo della competizione con Novo Nordisk ed Eli Lilly. Intesa seguita poi dall’acquisizione dello sviluppatore locale di terapie cellulari Gracell Biotechnologies.

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