Economia

Assicurazioni Generali, Mediobanca, Unicredit. Ecco chi teme (e chi non teme) il filotto francese

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Fatti, nomi, indiscrezioni e scenari sull’asse Italia-Francia tra Unicredit, Mediobanca e Assicurazioni Generali

Come cambierebbe Unicredit in caso di acquisto da parte dei francesi di Société Générale? Il gruppo creditizio con base in Italia continuerà a comprare con la stessa lena i titoli di Stato italiano nel caso gli investitori stranieri si dileguassero sui bond italiani? E che cosa succederebbe nella filiera che da Unicredit passa da Mediobanca e arriva ad Assicurazioni Generali?

Sono alcune delle domande che stanno attanagliando da giorni esponenti di spicco della maggioranza di governo. Gli interrogativi, pregni di scenari negativi, albergano in particolare ai vertici della Lega di Matteo Salvini e meno ai piani alti del Movimento 5 Stelle.

CHE COSA HA SCRITTO DAGOSPIA SU UNICREDIT, MEDIOBANCA E GENERALI

Le preoccupazioni stanno lievitando dopo le ultime indiscrezioni riportate dal sito Dagospia. Secondo Dagospia, infatti, da un lato c’è un forte interesse dei francesi di Société Générale (come qui approfondito da Start Magazine), dall’altro lato ci sarebbe la volontà dell’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, di evitare a Unicredit di essere considerata a tutti gli effetti preda.

GLI OBIETTIVI RECONDITI DI MUSTIER NELLA TRATTATIVA UNICREDIT-SOCIETE GENERALE

“Il manager francese – ha scritto oggi Dagospia – ha un problema: fare cassa e diventare più ”grande” finanziariamente per far sembrare che è Unicredit a prendersi SocGen e non viceversa (attualmente la banca italiana capitalizza 33 miliardi contro i 32 dei francesi, quindi si tratterebbe di un matrimonio tra pari). Per fare questo ha pensato di vendere la quota in Mediobanca che ha al suo interno quel tesoretto del 13% di Assicurazioni Generali”.

I RISCHI DI UN FILOTTO UNICREDIT-MEDIOBANCA-ASSICURAZIONI GENERALI

Il filotto francese che da Unicredit arriverebbe alla compagnia assicurativa Generali sarebbe una sciagura, secondo molti esponenti della maggioranza di governo.

GLI ALLARMI DI CROSETTO VIA TWITTER

A esternare in pubblico questo stato d’animo è Guido Crosetto, già sottosegretario nel governo Berlusconi, d’impostazione liberale, esponente di spicco del movimento Fratelli d’Italia. Crosetto da tempo – anche come presidente di Aiad – l’associazione delle imprese che operano nella difesa – è preoccupato delle ricadute in Italia delle mosse francesi in campo industriale e finanziario.

Gli auspici di Crosetto, secondo le informazioni di Dagospia, sono flebili: “Mustier ha dato mano libera all’ad di Mediobanca Alberto Nagel di trovare qualsiasi tipo di compratore purché paghi. Fuori gioco, per ora, la cordata italica formata dai tre azionisti di Generali Caltagirone-Benetton-Del Vecchio, vista la tempesta di calcinacci che si è abbattuta sui magliari di Ponzano Veneto. Segnali di distacco sono arrivati anche dal boss Luxottica: i suoi contanti preferisce investirli nella Fondazione e nello Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, per il quale ha già stanziato la cifretta di 500 milioni ed è pronto a ”mettere a disposizione le mie risorse” per  trasformare il centro in un polo di eccellenza globale”.

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