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Google Appen

Alphabet (Google) scarica Appen che l’ha aiutata con l’IA e il suo chatbot Bard

Alphabet non lavorerà più con Appen, società di dati sull'IA, che annovera tra i clienti anche Microsoft, Apple, Meta e Amazon. Ma tra le due già prima non scorreva buon sangue... Tutti i dettagli

 

Arrivederci e grazie. È quanto detto da Alphabet, società madre di Google, ad Appen, azienda australiana di dati sull’intelligenza artificiale (IA) che ha contribuito all’addestramento del chatbot Bard, dei risultati di Google Search e di altri prodotti di IA. La decisione riguarderà almeno 2.000 lavoratori in subappalto.

LE CONSEGUENZE DELLA ROTTURA TRA ALPHABET E APPEN

Appen, che non era stata precedentemente avvisata da Alphabet delle sue intenzioni, ha comunicato ieri la fine dei rapporti: “Appen Limited ha ricevuto sabato 20 gennaio 2024 la notifica da parte di un cliente importante, Google LLC, che nell’ambito di un processo di revisione strategica intende rescindere il contratto di servizi globali inbound con Appen, con conseguente cessazione di tutti i progetti entro il 19 marzo 2024”.

Alphabet rappresentava circa un terzo delle entrate di Appen, il che significa che la decisione di porre fine al rapporto avrà un impatto su “almeno 2.000 lavoratori di Alphabet in subappalto”, secondo il sindacato dei lavoratori della società madre di Google. Appen conta circa 1 milione di lavoratori freelance in più di 170 Paesi.

“Nel 2023, le entrate derivanti dal lavoro con Alphabet ammonteranno a 82,8 milioni di dollari sui 273 milioni di dollari di fatturato di Appen per l’anno in corso”, si legge nella nota dell’azienda australiana.

LA DISPUTA SUI SALARI

I rapporti tra le due società non sono sempre stati rose e fiori. Nel 2019, infatti, Google ha dichiarato che i suoi appaltatori avrebbero dovuto pagare i loro lavoratori 15 dollari l’ora ma Appen, secondo alcuni lavoratori, non avrebbe soddisfatto questo requisito almeno fino all’inizio dell’anno scorso quando le tariffe dei freelance di Appen che lavoravano al chatbot Bard e ad altri prodotti di Google sono salite a 14-14,50 dollari l’ora.

A giugno, però, Appen ha dovuto affrontare le accuse del National Labor Relations Board degli Stati Uniti per aver presumibilmente licenziato 6 freelance – successivamente reintegrati – che avevano espresso pubblicamente le loro frustrazioni per le condizioni del posto di lavoro.

I SUPER CLIENTI DI APPEN…

Ma Alphabet, non è – o meglio, era – l’unico grande cliente di Appen, che infatti ha contribuito all’addestramento di modelli di intelligenza artificiale per colossi tecnologici del calibro di Microsoft, Nvidia, Meta, Apple, Adobe e Amazon. In passato, afferma Cnbc, Microsoft, Apple, Meta, Google e Amazon hanno rappresentato in passato l’80% del fatturato di Appen.

…E LE RECENTI DIFFICOLTÀ

Tuttavia, l’emittente ricorda che nonostante l’invidiabile elenco di clienti, dovuta anche al maggiore interesse per l’IA, e la storia quasi trentennale di Appen, negli ultimi anni l’azienda ha dovuto affrontare una perdita di clienti, una serie di partenze di dirigenti e un crollo delle finanze, con “il fatturato [che] è sceso del 30% nel 2023, dopo il calo del 13% dell’anno precedente, attribuito in parte alle ‘difficili condizioni operative e macroeconomiche esterne'”.

Le azioni di Appen, che nell’agosto 2020 hanno raggiunto il picco di 42,44 dollari australiani all’Australian Securities Exchange, portando il suo valore di mercato all’equivalente di 4,3 miliardi di dollari, ora vengono scambiate a circa 28 centesimi australiani, con un calo di oltre il 99% dal suo picco.

IL MONDO CHE CAMBIA

La ragione del crollo di Appen, secondo alcuni ex dipendenti, dipende da “anni di controlli di qualità carenti e da una struttura organizzativa disarticolata” che la stanno facendo arrancare nel passaggio all’IA generativa, Infatti, sebbene in passato abia lavorato su progetti come la valutazione della pertinenza dei risultati di ricerca, l’aiuto agli assistenti IA per comprendere le richieste in diversi accenti, la categorizzazione di immagini di e-commerce con l’aiuto dell’AI e la creazione di mappe delle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici, ora i grandi modelli linguistici di oggi operano in modo diverso (LLM) e, come scrive la Cnbc, le aziende preferiscono spendere “molto di più per i processori di Nvidia e meno per Appen”.

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