Economia

Popolare Sondrio e Popolare Bari, ecco come si muoverà il governo

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Mosse già approvate e prossimi obiettivi su Popolare di Sondrio, Popolare di Bari e non solo secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

 

Sulle popolari «il Governo è vigile e pronto», ha affermato il premier Giuseppe Conte ricevendo ieri in Senato il premio Donato Menichella.

E’ in questo contesto che Conte, oltre a tessere le lodi della funzione delle banche locali per lo sviluppo delle pmi, focalizza l’attenzione del governo sugli istituti italiani proprio.

IL DOSSIER RIMBORSI POPOLARE VICENZA E VENETO BANCA

Conte, innanzitutto, ha ribadito che le norme per i rimborsi ai risparmiatori truffati ci saranno e saranno inserite nel decreto crescita, approvato la settimana scorsa salvo intese. “Voglio rassicurare tutti che le norme che abbiamo predisposto consentiranno la liquidazione degli indennizzi diretta o comunque rapida a tutti i risparmiatori. Queste norme saranno inserite nel dl crescita e saranno soluzioni innovative”, resistenti al vaglio dell’Ue”, ha sottolineato il capo del governo.

CHE COSA PENSA IL GOVERNO DI POPOLARE SONDRIO E POPOLARE BARI

Ma è sulle banche popolari che il premier quindi si concentra. “Il governo è vigile e pronto a fare quanto necessario per il loro rafforzamento, nell’ambito dei suoi poteri e nel rispetto delle regole di mercato”, ha spiegato Conte toccando uno dei capitoli del dl crescita.

ECCO I PERCHE’ DEL RINVIO PER POPOLARE DI SONDRIO E POPOLARE DI BARI

Nel provvedimento, infatti, si prevede il rinvio al 2020 per la trasformazione degli istituti spa in modo da poter attendere la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla riforma voluta dal governo Renzi. Un provvedimento ritagliato di fatto su misura per la Popolare di Sondrio e la Popolare di Bari, le uniche due maggiori banche popolari che ancora non si sono trasformate in società per azioni nonostante una chiara previsione normativa della dibattuta riforma Renzi-Boschi.

COME SI MUOVERA’ IL GOVERNO IN EUROPA DOPO LA SENTENZA TERCAS

E il premier Conte ha anche annunciato battaglia in Europa dopo che la sentenza della Corte di Giustizia sul caso Tercas ha rovesciato la decisione della commissione che impedì all’Italia di attingere al Fondo Interbancario in quanto aiuto di Stato.

La sentenza “riapre la strada per l’uso di uno strumento nazionale nella gestione delle crisi di banche di minori dimensioni”, ha sottolineato Conte, schierandosi contro quella “liquidazione atomistica” a cui, in passato, l’Italia è stata costretta.

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