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Agenzia spaziale (Asi), ecco numeri e pecche. Report Corte dei Conti

Asi

Luci e ombre nell’Asi (Agenzia spaziale italiana) secondo la Corte dei Conti. Tutti i dettagli che emergono dalla relazione della magistratura contabile sull’Agenzia presieduta da Saccoccia

 

La Corte dei Conti sollecita l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e il Mur.

Sale l’utile nel 2019 per l’Asi: 52.064.180 euro contro i 39.470.455 del 2018. Tale risultato è dovuto al miglioramento del dato relativo al valore della produzione, che evidenzia una variazione positiva del 12,20 per cento, pari ad euro 82,9 in termini assoluti.

È quanto emerge dalla Relazione al Parlamento sulla gestione dell’Asi, l’ente pubblico con il compito di promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale, approvata dalla Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti con delibera n. 91/2021.

Tuttavia, la Sezione del controllo ha evidenziato che l’Asi deve ancora consolidare un adeguato sistema di indicatori di risultato (come previsto dal d.lgs. n. 91/2011) e deve ancora implementare un idoneo sistema di valutazione dei programmi di ricerca (di cui al d.lgs. n. 128 del 2003). Entrambi sono necessari per misurare compiutamente il reale impatto sul sistema economico, industriale e sociale del Paese delle ingenti risorse poste annualmente a disposizione dell’Agenzia, sottolinea la magistratura contabile.

La mancata elaborazione da parte dell’Asi degli indicatori di risultato è da ascrivere, però – come fatto rilevare dalla stessa Agenzia, rimarca la magistratura contabile – alla mancata ricezione di un sistema minimo di indicatori di risultato da parte del ministero vigilante (il Mur presieduto dalla ministra Maria Cristina Messa), d’intesa con il Mef.

Quanto alle partecipazioni dirette di Asi con Altec Spa, e-Geos Spa, Spacelab Spa e Cira Spa, esse non rientrano tra quelle che devono essere oggetto delle misure di razionalizzazione che, invece, riguardano le partecipazioni indirette per Asi detenute dal Cira.

A questo proposito ricordiamo che il mese scorso la Corte dei Conti ha strigliato il Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira) per la partecipazione societaria nella Aspen Avionics Inc. (Qui l’approfondimento di Start).

Tutti i dettagli.

SALE L’UTILE NEL 2019

La gestione finanziaria 2019 dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) evidenzia: un utile pari ad 52.064.180 euro (nel 2018 era di 39.470.455 euro). Merito soprattutto del saldo favorevole della gestione caratteristica, un avanzo finanziario di competenza di 203.772.267 euro che ripiana e migliora il disavanzo di 63.928.862 euro del precedente esercizio, in parte per effetto dei maggiori contributi statali (+38,87 per cento), e un patrimonio netto di 679.032.869 euro aumentato dell’8,30 per cento rispetto ai 626.968.689 euro del 2018.

RIDOTTA LA SPESA

Nel 2019, l’Asi ha stipulato 381 contratti per una spesa complessiva pari a 13,2 milioni di euro. Nel 2018, l’Asi aveva ha stipulato 716 contratti, per una spesa complessiva di impegni pari a 115,4 milioni.

RIGUARDO GLI IMPEGNI PER I PROGRAMMI CO-GESTITI INSIEME ALL’ESA

La magistratura contabile ha, poi, rilevato che gli impegni per i programmi nazionali e per quelli co-gestiti insieme all’Agenzia spaziale europea (Esa), che rappresentano circa il 74 per cento della spesa complessiva dell’Asi, sono diminuiti del 5 per cento circa rispetto al 2018. Gli impegni complessivi per contratti spaziali e di ricerca sono stati, nel 2019, pari a 207,3 milioni di euro ( 254,2 milioni nel 2017).

I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI

Tuttavia, la Sezione del controllo ha evidenziato che l’Asi deve ancora consolidare un adeguato sistema di indicatori di risultato (come previsto dal d.lgs. n. 91/2011) e deve ancora implementare un idoneo sistema di valutazione dei programmi di ricerca (di cui al d.lgs. n. 128 del 2003).

IN ATTESA DI RICEVERE UN SISTEMA DI INDICATORI DI RISULTATO DAL MUR

L’Ente, infatti, a rinnovata richiesta della Corte, ha dichiarato di essere ancora in attesa di ricevere sia un sistema minimo di indicatori di risultato da parte del ministero dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il ministero dell’Economia e delle Finanze, sia le istruzioni tecniche e i modelli, da parte del dipartimento della Funzione pubblica d’intesa con il Mef, da utilizzare per la predisposizione del piano, ma di aver, nel frattempo, approntato autonomamente un documento di carattere sperimentale per la redazione di un programma per l’elaborazione degli indicatori, nelle more di ricevere indicazioni e linee guida da parte dei soggetti competenti.

Sul punto, la Corte ritiene che occorra quantomeno “classificare” l’intero budget annuale a disposizione al fine di perseguire e monitorare gli “obiettivi strategici” nei “settori programmatici prioritari” mediante gli “strumenti attuativi” previsti, così da poter apprezzare agevolmente i risultati della gestione.

LA SOLLECITAZIONE AL MUR

Pertanto, nella relazioni i magistrati contabili richiamano “ancora una volta l’attenzione del Mur sulla necessità, a distanza di ormai, rispettivamente, diciotto e dieci anni dall’entrata in vigore dei citati decreti legislativi, di assolvere compiutamente agli evidenziati adempimenti di legge”.

A PROPOSITO DELLE PARTECIPAZIONI INDIRETTE (CIRA)

Infine, l’Agenzia ha ulteriormente approfondito la situazione delle partecipazioni indirette detenute tramite Cira S.c.p.A, già oggetto di analisi nei precedenti provvedimenti, sottolinea la Corte dei Conti.

I magistrati contabili avevano rilevato infatti criticità sulla partecipazione del Cira in Aspen Avionics, società di diritto statunitense, ribadendo i considerevoli pregiudizi economici arrecati al Cira e ai fondi Prora.

Con riferimento ad Aspen Avionics inc., nella deliberazione n. 233 del 2020 Asi ha confermato il contrasto con la normativa recata dal d.lgs. n. 175 del 2016 e quindi la necessità che Cira proceda alla cessione della partecipazione a titolo oneroso, secondo criteri di economicità ed efficienza, a tutela del Cira stesso.

Ove questa non avesse trovato condizioni utili per la sua realizzazione, al recesso dalla società.

In conclusione, Asi ha ribadito, all’esito della razionalizzazione delle partecipazioni indirette, con nota del 21 gennaio 2021, l’invito a Cira S.C.p.A. di “proseguire e portare a termine senza indugio le azioni di razionalizzazione specifiche per ciascuna società, come individuate in esito alla revisione periodica 2020”, richiamando anche quanto indicato da questa Corte, nella relazione relativa all’esercizio 2018, nella quale è stata sottolineata “la cogenza delle disposizioni di cui agli artt. 24 e 20 del TUSP”.

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