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Aerospazio: il buco nero di Cira (Asi) è Aspen Avionics

Cira

Che cosa ha sottolineato la Corte dei Conti sulla partecipazione societaria del Cira nella Aspen Avionics Inc.

La Corte dei Conti striglia il Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira) per la partecipazione societaria nella Aspen Avionics Inc.

La società consortile per azioni, con sede a Capua, è presieduta da Giuseppe Morsillo. È controllata dall’Asi (Agenzia Spaziale Italiana, socio di maggioranza relativa con il 47%). Il centro ha il compito di attuare il Prora (Programma nazionale di Ricerche Aerospaziali), provvedimento governativo elaborato in coerenza con il Programma Nazionale della Ricerca (Pnr).

L’esercizio finanziario 2019 del Cira ha chiuso con un utile pari a 5,23 milioni a fronte della perdita di 3,15 milioni nel 2018. Il risultato deriva, sostanzialmente, dalle azioni di recupero dei crediti intraprese già dai precedenti esercizi.

Tuttavia, in relazione alla partecipazione societaria nella Aspen Avionics Inc., la Corte ribadisce i considerevoli pregiudizi economici arrecati al Cira e ai fondi Prora.

Lo si legge nella relazione sulla gestione finanziaria 2019 del Cira, approvata dalla Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti.

Tutti i dettagli.

I RILIEVI SULLA PARTECIPAZIONE IN ASPEN AVIONICS

I magistrati contabili hanno rilevato criticità sulla partecipazione del Cira in Aspen Avionics.

Nel 2013 il Cira insieme a Simest (la finanziaria partecipata da Cdp) avevano firmato un contratto per sottoscrivere l’aumento di capitale in Aspen Avionics, società Usa leader nel settore aerospaziale.

L’investimento complessivo è pari a 3 milioni di euro: 2,4 dal Cira e 0,6 da Simest, pari al 12,9% del capitale della società statunitense.

“In relazione alla partecipazione societaria nella Aspen Avionics Inc., la Corte ribadisce i considerevoli pregiudizi economici arrecati al Cira e ai fondi Pro.R.A.”.

“La quota di acquisto di 3,14 milioni euro è stata azzerata nel bilancio 2019 — sottolinea la Corte — e l’ammontare delle consulenze affidate dall’Azienda per le numerose problematiche emerse si attesta a oltre 379 mila euro”.

COSA FA ASPEN AVIONICS

Come si legge sul sito, Aspen Avionics, con sede ad Albuquerque, New Mexico, è stata fondata da appassionati di aviazione nel 2004. La società produce sistemi elettronici per velivoli.

Aspen Avionics ha raccolto il suo primo round di capitale di rischio nel dicembre 2005 e ha chiuso un round di serie B nel giugno 2007. Gli investitori della società includono: Granite Ventures; vSpring Capital; Wasatch Venture Fund; Fort Washington Capital Partners e Sun Mountain Capital.

E dal 2013 anche il Cira entra nel board of directors e nel comitato tecnico della società statunitense grazie all’investimento di 3 milioni di euro con Simest.

L’INVESTIMENTO SECONDO L’EX PRESIDENTE DEL CIRA

L’investimento “certifica di fatto la volontà dei partner di dar vita a un progetto innovativo presentato dal Cira, che prevede iniziative strategiche volte alla promozione del concetto di technology transfer, ovvero il trasferimento della tecnologia da un centro di eccellenza come il Cira all’industria” aveva dichiarato all’epoca l’allora presidente del Cira Enrico Saggese.

LA QUOTA AZZERATA

Tuttavia, oggi la relazione integrale la Corte dei Conti evidenzia che il “valore di acquisto della quota di 3.137.009 mln, pari al 12,9 per cento del capitale sociale, svalutata nel bilancio 2016 a 0,8 mln e nel bilancio 2017 a 0,4 mln, nonché ad euro 66.357,34 nel bilancio 2018 è azzerata nel bilancio 2019, approvato nella seduta assembleare del 3 dicembre 2020”.

Pertanto, i magistrati contabili ricordano che “in data 27 marzo 2013 il Cira ha avviato un accordo di collaborazione industriale con la società Aspen Avionics, acquisendo in essa una quota di minoranza (inizialmente fissata al 12,9 per cento, poi progressivamente scesa, a causa della mancata adesione da parte del Cira ad aumenti di capitale, all’attuale 7,7 per cento) con un investimento di 4 mln dollari effettuato a valere sugli “utili della Società al 2012 accantonati nel Fondo di cui all’art. 10 della legge 237 del 1993” (nota dell’allora Presidente del Cira del 22 marzo 2013)”.

I COSTI SOSTENUTI

Inoltre, la Corte evidenzia che il riepilogo dei costi sostenuti dal Cira per Aspen ammontano complessivamente a oltre cinque milioni.

Solo, l’ammontare “complessivo delle consulenze affidate dall’Azienda per le numerose problematiche emerse in relazione alla Aspen si attesta a oltre 379.000 euro” rilevano i magistrati contabili.

IL RECESSO DAL SOCIETÀ

Ma il Cira sta lavorando alla cessione della quota nella società statunitense.

In data 29 agosto 2019, il Cira ha pubblicato “sul sito internet aziendale un “Avviso pubblico” ai sensi dell’art. 36, comma 2 lett. b) del d.lgs. 50 del 2016, finalizzato alla selezione di uno studio legale dotato di competenza specialistica nell’ambito del diritto commerciale-internazionale, con particolare riferimento agli Stati Uniti, per l’affidamento delle attività di supporto legale finalizzate alla cessione a titolo oneroso della quota di partecipazione detenuta in Aspen e, in subordine, al recesso dalla società” segnala la Corte dei Conti.

LA SOLLECITAZIONE DELL’ASI

Per di più, nella sua relazione la Corte ricorda che “con nota del 21 gennaio 2021 l’Asi ha comunicato al Cira gli esiti della revisione periodica delle partecipazioni, ai sensi dell’art. 20 del d. lgs. n. 175 del 2016 e s.m.i., evidenziando che. “..le partecipazioni detenute dal Cira (indirette per l’Asi) continuano a presentare elementi di contrasto con i requisiti di mantenimento ai sensi del D. Lgs. n. 175/2016, nonostante le indicazioni già fornite negli anni precedenti circa le misure e le azioni da adottare per la loro razionalizzazione. Per tale ragione, … invita codesta società a proseguire e portare a termine senza indugio le azioni di razionalizzazione specifiche per ciascuna società …”.

IL CIRA TORNA IN UTILE

Nonostante il buco rappresentato dalla quota di Aspen, l’esercizio finanziario 2019 del Cira chiude con un utile pari a 5,23 mln euro (a fronte della perdita di 3,15 mln euro nel 2018) dovuto al fattore, sostanzialmente una tantum, rappresentato dai positivi riscontri delle azioni di recupero dei crediti intraprese già dai precedenti esercizi.

Il patrimonio netto della società a fine esercizio 2019, con un valore di 111,33 mln euro, mostra un incremento rispetto al 2018 (+4,9 %).

Nel 2018 infatti il Centro italiano di ricerche aerospaziali aveva chiuso il bilancio con un rosso da più di 3,1 milioni di euro, saliti a 10,2 milioni se si tiene conto dei bilanci del triennio 2016-2018.

L’utile netto di esercizio è destinato al fondo di riserva denominato “Fondo reinvestimento ambito PRORA” così come previsto dallo Statuto della società.

LA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI

Infine, per attuare il Programma nazionale di ricerche aerospaziali, affidato al Cira, sono stati spesi – al 31 dicembre 2019 – 429,3 mln su un totale di 428,7 stanziati.

A settembre 2020 è stato varato l’aggiornamento del Programma la cui copertura finanziaria è costituita da 113 mln di fondi ministeriali e 80 mln dall’utilizzo delle risorse già nelle disponibilità della società iscritte nel bilancio.

Per il triennio 2020-2022 il Cira è destinatario di un contributo aggiuntivo annuale di 4 mln euro.

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