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Il superdollaro mette in difficoltà le major del tech

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Il super dollaro mette in difficoltà le major del tech, ne risentono Google, Microsoft, Amazon, un pò meno Facebook

Ad accusare maggiormente il colpo è stato il gigante dei motori di ricerca Google, che se non fosse stato per il superdollaro sarebbe cresciuto del 20%. Mountain View viaggia al di sotto delle aspettative degli analisti accontentandosi di una crescita, nell’ultimo quarto trimestre, del 15%.

Il cambio della valuta ha bruciato 400 milioni dal fatturato, generando nel quarto trimestre entrate per 14,5 miliardi conto i 14,7 previsti. L’utile netto è salito a 4,76 miliardi dollari, o 6,91 dollari per azione, da 3,38 miliardi dollari, o 4,95 dollari per azione, dell’anno precedente. L’utile per azione si è ridotto a 6,88 dollari discostandosi quindi dalle aspettative degli analisti che prevedevano 7,11 dollari.

Ad aggiungersi alle cause della frenata è stato il crollo degli introiti pubblicitari di Google sofferente per il mutare delle abitudini degli utenti che preferiscono accedere ai propri servizi online su dispositivi mobili come smartphone e tablet, dove il numero di annunci è in genere inferiore. Aspetto quello della pubblicità che non preoccupa Facebook, che rimane il N.1 per popolarità dei dispositivi mobili riuscendo ad attirare numerosi inserzionisti. Facebook ha riferito il Mercoledì che gli annunci per cellulari sulla sua rete raddoppiati anno su anno nel quarto trimestre.

Google Plus

Google

Sabbene i Paid Click siano aumentati del 14%, le entrate tramite click sono scese del 3%, decisivo in questo è sicuramente il cambio dei tempi, che vede in tanti preferire gli smarthphone ai pc desktop rendendo meno efficaci le inserzioni.

Google comunque non è la sola, a deludere le attese trimestrali sono state altre grandi come Microsoft – che ha subito il maggior contraccolpo nella “guerra delle valute” – e Amazon, punita dai cambi valutari, che ha visto scendere i propri profitti del 10,5% a 214 milioni

Le vittime del superdollaro non si limitano tuttavia al settore del tech, soffrono anche altri giganti americane. Ad esempio Procter & Gamble vede i propri profitti ridursi a causa di un crollo delle vendite del 31%, Caterpillar che nell’utlimo trimestre riduce il fatturato del 1,1%, o United Technologies che prevede entro l’anno perdite per 1,5 miliardi.

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