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Fine del roaming, bisogna aspettare il 2018

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Fine del roaming, puntata numero due. Sino a qualche mese fa sembrava fatta, ma la scadenza della fine del roaming viene spostata ancora

La fine del roaming sarà spostata al 2018? Sarebbe questa la proposta della nuova presidenza europea al Consiglio Ue, della Lettonia. Secondo Innocenzo Genna, esperto di policy Tlc a Bruxelles, si tratterebbe di una bozza che “ha ottenuto un certo consenso all’interno del Consiglio Ue, come non capitava da tempo. Proprio l’opposto della proposta italiana, accolta con molta freddezza”. L’Italia aveva, infatti, proposto che da luglio 2014 gli utenti non dovessero pagare più per ricevere telefonate sul cellulare in un altro paese UE.

La presidenza del Consiglio Ue ha il compito di mediare tra le posizioni dei diversi Governi, sul testo di legge in analisi, che in questo caso è il Telecom Package. Il Parlamento Ue ha già votato un testoche ha stabilito che dal prossimo Natale i consumatori paghino in Europa la stessa tariffa di casa e ha posto regole a difesa della neutralità di rete (ossia dell’esistenza di una rete a banda larga che non abbia alcun tipo di restrizione dal punto di vista della fruizione dei contenuti di rete da parte dell’utente finale). Di fatto ha favorito i consumatori rispetto agli operatori telefonici mettendo in difficolta la realizzazione di canali preferenziali su internet per applicazioni o servizi. Ora il testo è nelle mani del Consiglio Ue che, dopo aver deciso le modifiche necessarie, lo invierà al Parlamento per sancire l’accordo finale.

Per la fine del roaming bisognerà ancora aspettare. Tutto dipenderà se la nuova presidenza riuscirà a trovare un accordo sulla revisione dei prezzi all’ingrosso. Si intende modificare prima i costi che gli operatori devono affrontare per dare il roaming ai propri utenti. L’obiettivo è evitare che gli operatori vadano in perdita perché a loro volta devono pagarlo a un prezzo maggiore all’ingrosso. Per eliminare i sovrapprezzi roaming al dettaglio, però, sono necessari tre ulteriore anni. Per quanto riguarda la neutralità della rete la presidenza lettone intende ripartire dalla bozza già redatta dalla presidenza italiana, che in un primo momento nella sua bozza aveva evitato di trattare il tema della neutralità della rete, e “continuare con un approccio basato sui principi” anziché scendere nei dettagli.

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