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Banda larga, cresce l’attesa. Al varo del CDM

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Banda larga, qualcosa si muove dopo la bocciatura dell’Italia nell’Indice dell’Economia digitale. Sarà al vaglio del Consiglio dei Ministri il piano sulla banda larga Ring, acronimo di rete italiana di nuova generazione. Sarà un decreto?

La Banda larga rientra nella strategia per colmare il gap con gli altri paesi europei in tema di digitale. Il piano riguarda primariamente il passaggio alla fibra ottica entro il 2030 prevedendo passaggi intermedi per lo switch-off della rete in rame di Telecom. Si tratterebbe in realtà di un posticipo dei tempi, dato che l’abbandono lo “spegnimento” del rame era inizialmente previsto per il 2024. Il programma a intende estendere la connessione di 30 mega al secondo entro il 2018 per tutta la popolazione e raggiungere il 50% con un collegamento a più di 100 mega.

Il piano sulla Banda larga, dovrebbe prevedere anche piani di investimento con ciascun operatore di tlc in modo da coordinarli per il raggiungimento dei fini preposti dall’Agenda Digitale.

Il caso Telecom: Sul testo vige ancora riserbo, ma negli ultimi giorni sono trapelate alcune indiscrezioni costate care a Telecom. Il testo conterrebbe una strategia di abbandono graduale del rame in favore della fibra ottica. Sul tema Palazzo Chigi ha messo però le mani avanti dopo le polemiche sollevate dalla Telecom che dalla sostituzione vedrebbe deprezzato il valore materiale della propria rete. Lo switch-off del rame sarebbe quindi il frutto di indicazioni e non il contenuto di previsione di legge.

Il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Antonello Giacomelli ha tenuto a precisare che “I provvedimenti che saranno adottati dal governo si limiteranno ad applicare il Piano banda ultralarga per stimolare gli investimenti di tutti gli operatori: non sará presentato alcun decreto su Telecom o che imponga arbitrari spegnimenti della rete in rame”

Lo stato delle infrastrutture digitali in Italia: Secondo quanto emerso dall’Indice elaborato dalla commissione Europea l’Italia resta il fanalino di coda avanti a Romania e Bulgaria in tema di Banda Larga. Un ritardo che pesa gravemente sull’economia e sulle opportunità di sviluppo.

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