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Burocrazia, abbattiamo il nemico numero uno della #crescitaeconomica

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Il groviglio di leggi, il numero eccessivi di passaggi, il numero spropositato di autorizzazioni per aprire, facciamo un esempio, un’attività commerciale qualsiasi o artigianale, che sia, fanno del nostro paese una realtà poco attrattiva per chi vuole investire anche dall’estero.

In molti nel trovare le cause prime della difficoltà di uscire dalla crisi economica citano l’eccesso di burocrazia e di leggi che governano, e soffocano, il nostro sistema Paese. La burocrazia incide poi sui tempi, non solo sulle energie che ogni singolo imprenditore deve investire per sbrigare pratiche, correggere moduli, capire commi e decifrare interpretazioni giuridiche. 

Un artigiano orafo intervistato ieri, festa dell’1 Maggio, dal Gr Radio 1, ha dichiarato di aver aspettato 6 mesi per le autorizzazioni da parte di un Municipio di Roma, per effettuare lo spostamento del suo laboratorio da un indirizzo all’altro, nello stesso Municipio. Un’enoteca che voglia aprire al pubblico anche la possibilità di degustare prodotti tipici con un buon bicchiere di vino può aspettare per le autorizzazioni necessarie anche sino a due anni. Questi sono casi piccoli, minuscoli, microscopici per la nostra economia, ma pensiamo alle medie e grandi imprese, alle grandi industrie, come l’Ilva di Taranto, che è in attesa di autorizzazioni per riprendere in nuova veste i cicli produttivi, pensiamo all’altoforno di Piombino, pensiamo ai tanti progetti che non vengono autorizzati in Italia che riguardano l’energia, rinnovabile o da fonti classiche.

L’altro esempio di come la burocrazia può uccidere nella culla una buona legge, fatta per perseguire uno scopo buono riguarda la legge sulle start up innovative. Varata dall’allora Governo Monti, ad opera dell’ex ministro Corrado Passera, ancora non è stata del tutto attuata e le ultime novità che la riguardano non vanno incontro al settore delle start up. Due anni per attuare una legge, fatta bene, ma attuata male.

La burocrazia è il nemico numero uno della #crescitaeconomica, soffoca la creatività, indispone chi vuole creare ricchezza, spinge i capitali (onesti) all’estero. E’ il nemico numero uno da abbattere. La burocrazia eccessiva produce anche la corruzione, che attecchisce nella giungla di leggi, di regole che sono sottoposte a più controllori.

Tra l’altro se parliamo di riformare la nostra Costituzione perché oramai datata, figuriamoci se non dobbiamo abbattere l’impostazione di questa burocrazia che risale all’epoca di Cavour.

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