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2014-2020, 350 miliardi di fondi europei per i liberi professionisti

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Risorse, non poche, che saranno reperibili attraverso programmi comunitari come Easi (Programma per l’occupazione ed innovazione sociale) e Cosme (Programma Europeo di competitività per le pmi).

Il nuovo piano di azione lanciato dalla Commissione Europea permetterà di migliorare l’attività degli 11 milioni di persone che nell’Unione  europea svolgono libere professioni, tra cui avvocati, ingegneri, architetti, medici e dottori commercialisti.

Ma entriamo nel merito per capire quali sono le linee di intervento. Il Piano si articola su quattro punti: accesso al credito, formazione all’imprenditorialità, accesso ai mercati, riduzione del carico normativo. Architetti, avvocati, ingegneri, commercialisti, giornalisti, medici e tutti i professionisti delle aree economico-giuridiche, tecniche e sanitarie potranno ricevere finanziamenti tanto dai fondi strutturali, governati a livello nazionale, o regionale, quanto da quelli gestiti direttamente dall’Ue, fra cui Cosme e Horizon 2020 per l’innovazione, o la ricerca. Ma potranno, anche, procedere alla propria formazione con corsi, anche, in e-learning e con l’organizzazione di una piattaforma in grado di mettere in contatto università e liberi professionisti, coinvolgendo anche le associazioni di imprese.

Da prendere in considerazione, il fatto che l’attività dei liberi professionisti genera circa il 10-20% del Pil dell’Unione Europea.

I liberi professionisti di tutta l’Unione Europea rappresentano quasi il 10% degli occupati con ritmi di crescita ampiamente superiori alla media degli altri settori.

L’attuale normativa europea equipara i liberi professionisti alle imprese e consente loro di accedere sia ai fondi gestiti direttamente da Bruxelles, sia ai finanziamenti gestiti da Stati membri e regioni, come i fondi strutturali. Per favorire gli interventi a sostegno di questo comparto, il piano d’azione per le libere professionisti fornirà “indicazioni e specifiche per fare in modo che questi liberi professionisti possano cooperare con colleghi di altri paesi”.

Per consentire al mondo delle professioni di cogliere le opportunità del mercato europeo c’è innanzitutto il problema di armonizzare le normative e semplificare le procedure per la partecipazione a bandi e gare in tutti i Paesi dell’Unione, oggi molto limitata soprattutto a causa delle difficoltà nel riconoscimento delle qualifiche e delle abilitazioni professionali. Decisivo, in questo senso, sarà il ruolo degli Ordini e delle Associazioni Nazionali che dovranno favorire un’autoregolamentazione flessibile e razionale nonchè il riconoscimento reciproco. Centrale anche il tema dell’accesso al credito, che rappresenta una sfida sempre più impegnativa anche considerando l’impossibilità di ricorrere a prodotti di finanza strutturata.

Con il nuovo accordo sul bilancio, gli stati membri potranno impiegare fino al 7% delle allocazioni nazionali dei fondi Fesr per garantire prestiti agevolati. Inoltre, anche al di fuori di iniziative ‘ad hoc’, attraverso la creazione di un consorzio fidi, i professionisti potranno beneficiare delle misure di garanzia per prestiti agevolati introdotte dal nuovo programma Cosme.

 

http://www.mauriziomaraglino.it/

@lospaziodimauri

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