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Abbonamenti Disney

Per risollevarsi Disney dichiara guerra alla condivisione degli abbonamenti. Cosa cambia?

Chiamato a coprire nuovamente il ruolo di amministratore delegato nel tentativo di salvare Disney dal baratro il Ceo dichiara guerra agli abbonamenti condivisi come ha fatto Netflix, nella speranza che gli utenti aumentino anziché diminuire

L’ultimo scampolo del 2023 aveva rivelato che la ricetta di Bob Iger – chiamato a coprire nuovamente il ruolo di amministratore delegato nel tentativo di salvare Disney dal baratro – stava iniziando a funzionare. Il risultato della ricetta è stato in realtà un boccone amarissimo per l’azienda e per i dipendenti – soprattutto per i tanti falcidiati dai licenziamenti -, ma almeno ha consentito al Gruppo fondato da Walt Disney di chiudere il trimestre terminato il 30 dicembre 2023 con ricavi invariati a 23,5 miliardi di dollari e un utile netto di 1,91 miliardi di dollari contro gli 1,28 miliardi di anno fa. L’utile diluito per azione (EPS) è aumentato a 1,04 dollari da 0,70 dollari nello stesso trimestre dell’anno precedente. La società aveva anche detto di essere sulla buona strada per raggiungere o superare l’obiettivo di risparmio annualizzato di 7,5 miliardi di dollari entro la fine dell’anno fiscale 2024, ma di continuare a cercare ulteriori opportunità di efficienza. E queste, per Disney, risiederebbero sul fronte dello streaing nel bloccare la condivisione delle password degli abbonamenti sul modello Netflix.

DISNEY BLOCCA LA CONDIVISIONE DEGLI ABBONAMENTI

Il Ceo Iger ha rivelato infatti in un’intervista alla CNBC che intende procedere, sulla falsariga di quanto già fatto da alcune rivali, con un repentino blocco della condivisione delle password e dei profili di Disney+. La tolleranza mostrata finora (ma in realtà si tratta di una vera e propria inversione di strategia commerciale) terminerà nel mese di giugno e si partirà solo in alcuni Paesi non ancora specificati, per poi estendersi a tutti gli abbonati entro settembre.

Con la fine del 2023 Igers è riuscito a portare quasi 7 milioni di nuovi abbonati su Disney+ e non è spaventato dalla possibilità che le nuove regole creino una emorragia di utenti, dato che Netflix – che com’è noto ha giocato d’anticipo con riferimento a tale strategia – è riuscito ugualmente ad aumentarli.

Può essere che, proprio seguendo l’esempio della rivale, anche la Casa di Topolino preveda abbonamenti a prezzi inferiori con pubblicità. Iger ha descritto questa operazione come “la prima vera incursione nel territorio della condivisione delle password” da parte di Disney, specificando che il blocco partirà “solo in alcuni Paesi e in alcuni mercati”.

IL PIANO DI RIENTRO  E LA STRETTA NELLA CIRCOLAZIONE DELLE PASSWORD

A gennaio, Disney aveva aggiornato e notificato agli abbonati di Disney+ le recenti modifiche al contratto di abbonamento. Sulla base della forza degli ultimi risultati conseguiti e delle aspettative per il resto dell’anno, Disney prevede che gli utili per azione per l’intero anno fiscale 2024, escluse alcune voci, aumenteranno di almeno il 20% rispetto al 2023, a circa 4,60 dollari.

Inoltre, il colosso statunitense dell’intrattenimento continua ad aspettarsi di raggiungere la redditività nelle attività di streaming combinate nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2024 e sta facendo progressi in quest’area, con le perdite operative di Entertainment DTC del primo trimestre in miglioramento di quasi 300 milioni di dollari rispetto al trimestre precedente.

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