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Fortnite, Epic Games incassa la prima vittoria su Apple

Epic Games Apple

I giudici australiani hanno dato ragione ad Epic Games in merito alla controversia su Fortnite e sulla sua esclusione dallo store Apple. L’articolo di Carlo Terzano

Spesso, quando i giornali di settore raccontano l’ormai annosa battaglia legale tra Epic Games contro Apple e Google, si lasciano prendere dall’entusiasmo e viene fatto il parallelo con la vicenda di re Davide contro Golia. In realtà, per quanto non sia in grado di competere, per dimensioni finanziarie, coi due colossi che hanno in mano (anche) i principali store virtuali per app, videogames e film, Epic non è certo piccola (chi fosse interessato a saperne più sul suo conto, come fatturi e quale sia l’origine del suo successo, avevamo scritto tutto qui). Dispone infatti di un negozio digitale di una certa rilevanza e ha fondi a sufficienza per aver intentato causa ad Apple e a Google su tutti i mercati. Non tutte le aziende potrebbero farlo.

L’AUSTRALIA BOCCIA LA LINEA DELLA MELA

Ma questi procedimenti civili hanno comunque una portata storica: se le corti principali dessero infatti ragione alla software house di Tim Sweeney, Apple e Google rischierebbero cause a catena da tutte le altre aziende ospitate su Play ed Apple Store. Non solo: dovrebbero ritoccare il loro modello sulle commissioni (finora in merito c’è stato solo maquillage). Mentre attende ancora notizie dai tribunali statunitensi e dalla Commissione europea, dove ha sporto denuncia al Direttorato Generale della Concorrenza, la software house del popolarissimo videogame Fortnite ha incassato una prima sentenza positiva.

È POSSIBILE INTRODURRE DIFFERENTI VIE PER IL PAGAMENTO

I giudici australiani hanno di fatti dato ragione ad Epic Games in merito alla controversia su Fortnite e sulla sua esclusione da App Store dopo che il team aveva integrato un sistema di pagamenti per bypassare le commissioni richieste da Cupertino in merito alle microtransazioni. Per la giustizia australiana, nonostante il negozio online sia di Apple, chi vi espone può proporre all’utenza anche vie differenti, soprattutto se maggiormente economiche, così da soddisfare il gioco della libera concorrenza. La sentenza è stata ovviamente subito contestata da Apple, che aveva già ricusato i giudici sostenendo che l’intero caso sarebbe dovuto essere trattato in California, sede del proprio foro per territorio. Di tutt’altro avviso, invece, Epic: “Questo è un passo in avanti per tutti gli australiani, siano essi consumatori o sviluppatori, che potranno così accedere a prezzi competitivi negli store online” ha commento un rappresentante del Gruppo.

LA BATTAGLIA SU FORTNITE

Per capire cosa stia succedendo tra la software house di Potomac, fondata nel 1991 da Tim Sweeney, e la corazzata di Tim Cook bisogna tornare indietro di quasi un anno. Anzi, no. Bisogna comprendere preliminarmente come possa un titolo free to play essere alla base della recente fortuna di Epic (che prima si sosteneva quasi esclusivamente con le royalties del suo motore grafico, l’Unreal Engine e con le entrate in qualità di intermediario del proprio store online di videogames). Secondo Superdata, Fortnite è il gioco che ha generato più entrate nel 2019: 1,8 miliardi di dollari. Ma il download non è gratuito?

COME FATTURA FORTNITE?

Il download sì. Tutto il resto, essenziale per giocare come si deve ed essere competitivi, no. Di mezzo ci sono insomma le famigerate micro-transazioni, quelle che a conti fatti riescono a strappare agli utenti più del prezzo medio di mercato di un gioco. C’è pero un problema: gli store di videogame (Epic lo sa bene perché appunto ne gestisce uno) come quelli di Google e Apple trattengono una percentuale (il 30%) su ogni transazione. E ad Epic Games non sta bene. Anche perché la software house statunitense (il 40% è in realtà nelle mani dei cinesi) si vanta di trattenere il 12% del transato, meno della metà di quanto non facciano gli altri.

LE LITI CON GOOGLE E APPLE HANNO RADICI LONTANE

È il motivo per il quale Sweeney scelse anni fa di non pubblicare Fortnite su Play Store, decisione che ha portato a numerose scaramucce con Google, come la volta (era il 2018) che il colosso statunitense rivelò (come fa sempre in casi analoghi) l’esistenza di una falla nella sicurezza del videogame di Epic nonostante il Ceo stesso si fosse mosso personalmente — pare — chiedendo qualche giorno in più per dar modo ai suoi programmatori di sanarla senza danni all’immagine.

Google, inutile dirlo, fece orecchie da mercante. Anzi, da Mountain View l’occasione fu sfruttata per ricordare implicitamente come, mentre per i software presenti sugli scaffali digitali del proprio negozio le patch vengono scaricate automaticamente, chi decide di restare fuori deve richiedere ai propri utenti di provvedere manualmente. Per questo Epic Games bollò la mossa di Google come “irresponsabile” dato che metteva a rischio tutti quei videogiocatori che ancora giocavano con la versione vecchia di Fortnite.

LA BATTAGLIA SUGLI INCASSI DI FORTNITE

Arriviamo alla scorsa estate. E al Rubicone attraversato da Epic (che, ricordiamolo, ha dietro il colosso cinese Tencent) con la decisione di fare concorrenza diretta agli altri store: uno sconto del 20% per chi acquista passando dall’Epic Store e non dai negozi dei rivali. “Siamo lieti di annunciare che da oggi è disponibile una nuova opzione di pagamento su iOS e Google Play: l’opzione di pagamento diretto Epic. Se scegli di utilizzare l’opzione di pagamento diretto Epic, potrai risparmiare fino al 20%, perché Epic ti girerà lo sconto sui costi di elaborazione dei pagamenti”.

IL BANNUM

La reazione di Apple e Google ovviamente non si è fatta attendere: nemmeno 24 ore dopo Fortnite era già fuori da App Store e Play Store. I due colossi non possono certo accettare il rischio di pubblicizzare un software gratuito, a commissione zero, che permette l’acquisto delle transazioni in app tramite piattaforma proprietaria, che per di più fa loro concorrenza sleale.

LA BATTAGLIA CON APPLE

E siamo ormai all’altro ieri. Il 10 settembre scorso Epic Games comunicava: “Apple sta bloccando gli aggiornamenti e le nuove installazioni di Fortnite su App Store e non ci consente più di sviluppare Fortnite per i dispositivi Apple. Per questo, il nuovo aggiornamento di Fortnite Capitolo 2 – Stagione 4 non verrà rilasciato su iOS o macOS. Anche Google sta bloccando Fortnite su Google Play. Ma se vuoi ancora giocare a Fortnite per Android, puoi accedere all’ultima versione dall’app Epic Games per Android su Fortnite.com/Android o dal Samsung Galaxy Store.”

E chiamava i fan alla protesta social: “Epic ha intrapreso azioni legali per porre fine alle restrizioni anticoncorrenziali di Apple e Google sul mercato dei dispositivi mobili. Unisciti alla lotta contro @AppStore e @Google sui social media con #FreeFortnite”.

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