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Ecco come Publitalia e Mediaset coccolano Dazn

Calcio Dazn

Cosa è emerso dall’audizione dei vertici di Dazn nell’assemblea della Lega Serie A. Erano presenti a sorpresa anche top manager di Publitalia (Mediaset), che cerca di tenere Amazon, Netflix e Disney fuori dall’Auditel

Tutto liscio per Dazn all’assemblea di Lega Serie A.

“Siamo soddisfatti del clima di collaborazione riscontrato con la maggioranza dei club presenti all’Assemblea di Lega Serie A”, ha sottolineato ieri Dazn, a margine della riunione dei 20 club del massimo campionato.

Quest’anno a trasmettere la Serie A di calcio (7 partite in esclusiva e 3 in condivisione con Sky) è infatti la piattaforma di streaming che si è aggiudicata — per 840 milioni — i diritti di trasmettere tutte le gare del campionato.

Nei primi due mesi di gare Dazn ha registrato performance poco soddisfacenti e gli investitori pubblicitari sono in allarme per il nodo irrisolto della certificazione degli ascolti fra i dati home made di Dazn e quelli Auditel. Inoltre resta celato il numero degli abbonati a Dazn, che permetterebbe almeno una stima verosimile.

“Il caos sulla rilevazione dei dati di Dazn, ha mobilitato da una parte AgCom e dall’altra Upa, ovvero l’associazione degli investitori pubblicitari, che prima di comprare spazi vorrebbero avere certezze sui numeri” ha ricordato Andrea Amato di Tvzoom.

Ad affiancare Dazn in audizione c’era a sorpresa Publitalia, la concessionaria del gruppo Mediaset che attraverso Digitalia ’08 raccoglie la pubblicità per Dazn sulla Serie A. Con il sostegno di Publitalia di fronti ai presidenti dei club la piattaforma di streaming ha tentato di chiudere la questione del rilevamento degli ascolti.

“Deluso insomma chi presagiva una resa dei conti partendo dal tema ascolti”, rimarca il Sole 24 Ore.

Ma non è detta ancora l’ultima parola: per la prossima settimana la Lega di Serie A ha convocato Auditel e l’Upa.

Tutti i dettagli.

LA NOTA DI DAZN

“Anche alla luce della stabilità della performance riscontrata negli ultimi weekend — ha evidenziato Dazn — abbiamo avuto modo di chiarire ulteriormente i temi legati alla misurazione dell’audience e i risultati ottenuti in queste prime giornate di campionato”.

“Il mercato sta dando fiducia all’offerta di Dazn” sottolinea la società. Forte dell’incremento “dell’audience di oltre il 10%, rispetto alla stagione 2019/2020 (ultima stagione pre-pandemia); trend che si dimostra ulteriormente in crescita e che fa prevedere un ulteriore rialzo del 20% nel prosieguo del campionato”.

L’APPOGGIO DI PUBLITALIA

Riscontri positivi anche sul fronte della raccolta pubblicitaria, con il numero uno di Publitalia, Stefano Sala che, insieme con il direttore generale marketing di Publitalia ’80 Matteo Cardani, ha confermato la crescita del numero di aziende investitrici e del volume di ricavi legato agli investimenti sul campionato di Serie A Tim, sempre in confronto con la stagione 2019-2020.

POSITIVA LA RACCOLTA PUBBLICITARIA

“Raccolta che aumenta a due cifre, quindi, e con numero di aziende investitrici passate da 77 a 93 secondo numeri forniti durante un’assemblea in cui il peso specifico di Sala, manager della concessionaria leader del mercato Tv in Italia, avrebbe di fatto chiuso la partita dando l’imprimatur a quello che Dazn, nella sua nota, definisce un «trend che conferma la coerenza della performance tra dati, audience e revenue” sintetizza il Sole 24 Ore.

IL NODO DEL RILEVAMENTO ASCOLTI

Ma è davvero chiusa la partita della rivelazione degli ascolti?

Ricordiamo infatti che prima l’Agcom ha aperto una procedura nei confronti di Dazn di verifica degli ascolti, poi si è espressa in maniera critica l’Upa (associazione delle aziende che investono in pubblicità.

Resta infatti la discrasia fra i dati Auditel — unica società riconosciuta per il rilevamento degli ascolti tv in Italia — e quelli di Dazn, certificati da Nielsen. Quest’ultimi dati “quindi – su cui tra l’altro alcuni studi rilevano delle forti criticità – valgono poco” sottolinea Repubblica. “E i presidenti sono piuttosto tesi, perché gli ascolti si traducono direttamente in soldi, sotto forma di pubblicità”.

Ma a rassicurare i club in assemblea ci ha pensato lo stesso ad di Publitalia che “avrebbe spiegato come la rilevazione Auditel non sarebbe per ora consona per gli Ott (visto che il 50% del campione non possiede una smart tv)” riporta il Sole 24 Ore.

PERCHÉ PUBLITALIA (MEDIASET) SNOBBA LA CERTIFICAZIONE DEGLI OTT

Perché la concessionaria di Mediaset resta schiva nei confronti dell’inclusione di Dazn (e quindi di tutti gli Ott) nella rilevazione Auditel?

“Il timore di Mediaset sarebbe quello di includere anche gli OTT nelle rilevazioni Auditel, con la total audience. Se così venisse deciso per Dazn si creerebbe un pericolosissimo precedente, che magari porterebbe anche Amazon, Netflix e Disney a farsi censire da Auditel, stravolgendo il mercato televisivo italiano. A spanne, se questo dovesse accadere, vorrebbe dire che gli OTT ruberebbero una fetta stimabile nel 20% degli ascolti, levando spazio a Rai e Mediaset, ma soprattutto rosicchiando mercato pubblicitario in quel mitico “pubblico pregiato”, tanto caro a Cologno Monzese” teorizza Andrea Amato su TvZoom.

COSA FARÁ LA LEGA

Quindi il match sulla certificazione degli ascolti tv delle partite di Serie A è ancora aperto.

Repubblica segnala infatti che “la Lega ha deciso di convocare per la prossima settimana proprio i rappresentanti di Auditel e di Upa. Che esporranno una tesi probabilmente molto diversa da quella di Dazn e Publitalia”.

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