Circular economy

End of Waste, occorre spostare il tema dalle autorizzazioni ai controlli. La posizione di Utilitalia

di

emergenza rifiuti

Lo ha ribadito Paolo Giacomelli nel corso dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla normativa che regola la cessazione della qualifica di rifiuto

Anche Utilitalia, dopo Fise Assoambiente e Fise Unicircular, chiede di recepire in un emendamento la direttiva europea sull’end of waste sottoscritto il 25 luglio da oltre 50 associazioni di settore italiane. Lo ha ribadito nel corso dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla normativa che regola la cessazione della qualifica di rifiuto, Paolo Giacomelli, vice presidente di Assoambiente.

NON CONVINTI DI CONCLUSIONI CONSIGLIO DI STATO

“L’evoluzione della vicenda sul tema dell’end of waste è nota, e alcune letture delle sentenze del Consiglio di Stato hanno portato a escludere le competenze delle regioni, anche se non siamo convinti che portasse sempre a questa conclusione in particolare per alcune aziende di raccolta che riguardano, ad esempio, il materiale proveniente dallo spazzamento stradale” o la raccolta del multimateriale, un tema tra l’altro delicatissimo – ha suggerito Giacomelli -. Bloccare impianti che fanno questo tipo di recupero significa mettere in crisi immediatamente le città che hanno fatto questa scelta portando a un blocco della raccolta. Assieme a un altro tema delicato che riguarda le attività di gestione post incenerimento delle scorie”.

NECESSARIO RECEPIRE LA DIRETTIVA UE

“L’intervento normativo nello ‘Sblocca-cantieri’ non è stato risolutivo ma regressivo – ha aggiunto il rappresentante di Assoambiente -. Di fatto ha bloccato uno degli elementi portanti dell’economia circolare, portando al tema avviato dalla provincia di Brescia che ha inviato oltre 120 lettere alle imprese autorizzate dal decreto 5 febbraio 98 per avviare la revoca” delle autorizzazioni stesse. “Per ora un intervento circoscritto ma potrebbe essere disastroso se esteso”. Per questo Utilitalia chiede alla commissione il recepimento “della nuova direttiva europea” attraverso “l’emendamento sottoscritto il 25 luglio con altre 50 associazioni”.

SPOSTARE IL TEMA DALLE AUTORIZZAZIONI AI CONTROLLI

Giacomelli ha poi segnalato due questioni importanti: la prima riguarda il confronto dell’Italia con il resto d’Europa che vede il contesto nazionale “molto avanzato con alcuni distretti produttivi che nascono sul recupero” che hanno anticipato alcune temi del settore. L’altro, la necessità di “spostare il tema dalle autorizzazioni ai controlli”. L’ultima osservazione riguarda, infine, le linee guida ministeriali sull’end of waste: “Crediamo che le linee guida siano già comprese nella direttiva europea. Poi saranno i soggetti deputati all’autorizzazione caso per caso a utilizzare quei criteri per verificare le condizioni di autorizzazione”. In conclusione, ha chiuso Giacomelli, “per la gestione dei materiali post raccolta differenziata c’è bisogno di un provvedimento sull’end of waste affinché il sistema sia efficiente e garantisca un flusso continuo, anche dal punto di vista logistico”.

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