Circular economy

Che cosa farà il governo su green e agricoltura

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agricoltura

Le novità emerse dall’audizione in Parlamento di Teresa Bellanova, ministro dell’Agricoltura

Una svolta green e maggiore tutele per gli agricoltori.

Teresa Bellanova, ministro renziano all’Agricoltura, non accetta il taglio alle agevolazioni per il gasolio agricolo. Contemporaneamente intende creare al ministero una Consulta permanente per la crisi climatica che influisce sulle campagne.

Due impegni indirizzati anche a chi ancora non si fida della ex bracciante, ma con collaudata esperienza politica. Al ministero c’è aria nuova, fa sapere, rispetto al predecessore leghista Gian Marco Centinaio che in verità qualche merito se l’era guadagnato.

Per fare cose bene ed in poco tempo la Bellanova — che ha già incontrato in suoi omologhi europei in un recente vertice ad Helsinki — punta sulla competitività delle aziende agricole. Lo sguardo è all’Europa, ma partiamo da casa nostra.

Davanti alle Commissioni di Camera e Senato ha smarcato un punto particolarmente delicato del green new deal del governo. Il gasolio agricolo non subirà penalizzazioni, non solo per le proteste degli agricoltori, ma per la stessa convinzione del ministro che ha detto di aver avuto assicurazioni anche dal ministro dell’Economia Gualtieri.

Una notizia da annotare, dato che la partita complessiva sulla svolta verde avrà i suoi tempi con molti osservatori in campo. Il governo non ha ancora piena credibilità su questo fronte che intreccia la battaglia politica dei tre principali azionisti principali:Pd, M5S, Italia Viva.

“È mia intenzione dare vita al ministero anche una Consulta permanente per la crisi climatica e le priorità agricole per costruire il piano strategico nazionale in un processo partecipativo di scrittura del futuro agricolo, alimentare e ambientale del Paese”. Così il Ministro a deputati e senatori che la ascoltavano.

Se il traguardo finale restano gli obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, come tutto il Conte 2 sostiene, dobbiamo, però, vedere da dove si partirà effettivamente. Le aziende agricole godono di agevolazioni sui carburanti per una somma di fattori economici e normativi che ne condizionano la forza competitiva sui mercati internazionali. I redditi agricoli sono in calo, con differenze sostanziali tra Nord e Sud.

La Bellanova pensa di agire anche sulla leva fiscale. A maggior ragione sarà interessante capire con quali strumenti. Vedere in che modo l’agricoltura sarà considerata nell’azione concreta dei prossimi mesi e non solo per la determinazione del ministro che quel mondo conosce bene.

La svolta sostenibile con la ripresa delle proposte di legge sulle semplificazioni, sul biologico, arenate Parlamento, è da salutare con soddisfazione, perché ci devono essere riconoscimenti crescenti per chi pratica agricoltura sana e guarda a far crescere la bilancia commerciale. L’Italia non ha ancora un catasto frutticolo, nonostante se ne parli da tempo. La sua creazione è utile per tracciare tutte le produzioni di qualità e concorrere con Paesi aggressivi che tentano di imporre in Europa prodotti falsamente “Made in Italy”.

L’audizione parlamentare è stata un esordio. Un ministro combattivo e determinato può fare sicuramente la differenza con i predecessori. Il giudizio, però, è lasciato al tempo per il quale durerà il governo. Dove Teresa Bellanova è capo delegazione del partito di Matteo Renzi.

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