Blog

Laurearsi ai tempi del Coronavirus

di

laurea

Il post di Alessandra Servidori

Giovedì all’Università di Modena e Reggio Emilia in commissione della laurea magistrale in giurisprudenza abbiamo laureato via Skype una giovane dottoressa che ha scelto coraggiosamente una tesi molto innovativa e molto apprezzata dalla stessa commissione. Quando mi propose il tema — i diritti degli animali da cose a soggetti — nel mio corso di insegnamento in “Politiche attive e di pari opportunità, nel mondo del lavoro pubblico, privato, autonomo” non ho avuto dubbi nell’incoraggiarla ad esplorare un ambito giurisprudenziale molto originale e mai trattato in tanti anni di esperienza con i giovani universitari, pur essendo il diritto del lavoro straordinariamente vasto e complesso.

L’autrice, Federica Bergonzini, nel suo elaborato ha valorizzato la figura degli animali, riconoscendoli dotati di una loro soggettività e, per tale motivo, meritevoli di avere un preciso status giuridico e morale. Il percorso di tesi rappresenta una riflessione volta a dar voce a chi voce non ne ha, poiché gli animali, esseri indifesi e spesso maltrattati ingiustamente, non sono dotati della capacità di parlare, e forse per questo motivo non considerati meritevoli di una tutela e protezione adeguata.

Secondo il diritto civile attuale gli animali sono mere cose mobili, oggetto di diritti reali, vengono considerati delle vere e proprie “res” e non vengono presi in considerazione per quello che sono realmente, ovvero esseri senzienti, capaci di provare emozioni, sentimenti, sofferenze non solo fisiche, ma anche psicologiche, e dunque soggetti del diritto. Dimostrando, attraverso il lavoro scritto doviziosamente, l’esigenza di una maggiore e migliore tutela nei loro confronti, superando l’antropocentrismo nel quale l’uomo è unico referente principale del sistema normativo.

Interessante è la proposta di legge costituzionale promossa dalla Lav, Lega Anti Vivisezione, assieme all’Intergruppo parlamentare animali, la quale chiede di integrare all’art. 9 della nostra Carta fondamentale il principio secondo cui gli animali sono esseri senzienti, e pertanto la Repubblica ne deve promuovere e garantire la vita, la salute e un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche.

Sul piano penale invece si è visto l’evolversi delle varie norme presenti nei precedenti Codici Penali, dal Codice Zanardelli del 1889 sino ad arrivare all’attuale legislazione introdotta con la Legge del 20 luglio 2004, n. 189, Titolo IX-bis del Libro II “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”, che ha previsto un inasprimento delle pene, allungando i termini prescrizionali e l’introduzione di specifiche fattispecie di reato, sottolineando che anche in ambito penale si continua a non adottare una vera e propria tutela degli animali in quanto soggetti, ma si propongono norme che sanzionano i reati “contro” l’animale, curanti solo del sentimento che questo suscita nell’uomo. La medesima legge n. 189/2004 ha previsto poi ulteriori modifiche, quali il divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce di cani e gatti, il sequestro o la confisca degli animali affidati ad associazioni o enti individuati con decreto del ministero della Salute, insieme col Ministro dell’interno, l’integrazione dei programmi didattici nelle scuole e in altri istituti, allo scopo di educare gli alunni nell’ambito dell’etologia comportamentale degli animali e al loro rispetto, che possono essere promossi da Stato e regioni di comune accordo.

Inoltre promuove il principio di vigilanza per prevenire e contrastare i reati previsti dalla legge in esame, con modalità di coordinamento dell’attività della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei Corpi di polizia municipale e provinciale.

Una parte fondamentale è dedicata al diritto internazionale, in particolar modo alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, (DUDA), al Trattato di Amsterdam e al Trattato di Lisbona, che hanno introdotto la tutela degli animali nella legislazione internazionale ed europea. Tra le altre importanti convenzioni che meritano di essere menzionate vi è la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987, ratificata dall’Italia con la Legge n. 201 del 2010. Tale Convenzione riconosce all’uomo l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi di qualunque specie, dando un grande valore agli animali da compagnia.

La Coalizione tra le nazioni sul fronte della protezione degli animali si trova anche in ambito di partiti animalisti, dove, per la prima volta, undici partiti animalisti di undici nazioni diverse si sono presentati alle Elezioni Europee del 2019.

Segue un’analisi approfondita delle condizioni e delle responsabilità che riguardano gli animali; la regolamentazione che disciplina la loro presenza in condominio, disposta dall’articolo 1138 del Codice Civile, e le responsabilità annesse al proprietario, con un accenno alle colonie feline; la normativa sulla detenzione di animali pericolosi, per i quali l’allegato A del Decreto Ministeriale dell’Ambiente del 19 aprile 1996 ne proibisce il possesso di esemplari vivi. Merita attenzione la sezione sul randagismo e sull’abbandono, che, nonostante le molteplici norme e le sanzioni penali previste dall’articolo 727 del Codice Penale, continuano a crescere inesorabilmente.

È pertanto necessario sia individuare il soggetto legittimato a rispondere degli eventuali danni ad animali, persone o cose provocati da questi randagi, sia sostenere iniziative per contrastare questo fenomeno, come la promozione della sterilizzazione dei cani che vivono in libertà, così da limitare il più possibile le nascite di animali a loro volta randagi. Un’altra alternativa, anche se poco usata, è rappresentata dai cani di quartiere o dai cani libero accuditi. In ambito di circolazione stradale sono citate le modifiche effettuate con la legge 120 del 2010, con le quali si è potuto parlare di protezione degli animali sulle strade, dell’importante dovere di soccorrerli e di impedirne il traffico illecito. Un accenno anche agli animali definiti selvatici, che costituiscono patrimonio indisponibile dello Stato e che sono tutelati nell’interesse della comunità nazionale.

Si affrontano le tematiche delle responsabilità, disciplinate dal Codice civile: inizialmente quelle che sono in capo al veterinario, sia libero professionista, sia inquadrato all’interno del Servizio sanitario nazionale, e quelle in capo al proprietario dell’animale per i danni cagionati da quest’ultimo.

Essendo poi sempre più forte il legame instaurato con i nostri amici a quattro zampe ed essendo sempre più importante il loro posto all’interno della famiglia, significative anche le valutazioni normative che Bergonzini motiva in merito a quelle riguardanti il risarcimento per perdita dell’animale, del suo affidamento in caso di separazione, divorzio e cessazione della convivenza e del suo affidamento in caso di morte del proprietario; anche tali circostanze disciplinate dal codice civile, regolamentano la vicenda con la percezione dell’animale come bene.

Sempre più frequente anche il trasporto e la vendita di animali domestici: si è dunque rivolta l’attenzione anche a questi ambiti e alle disposizioni normative che disciplinano e regolano le responsabilità e le condizioni di questi due settori.

Successivamente si sono analizzate le attività nelle quali si ritiene giustificato l’uso di animali da parte dell’uomo, facendo attenzione a quello che è il loro benessere, secondo quanto stabilito dal Trattato per la Costituzione Europea, all’art. III-121. In primis si fa riferimento alle operazioni che vengono svolte sugli animali destinati alla nostra alimentazione; l’allevamento, il trasporto e la macellazione.

La sperimentazione animale, molto discussa e criticata in quanto moralmente riprovevole, ha prodotto notevoli conoscenze teoriche e applicative. Sovente gli animali sono coinvolti al solo scopo di divertire l’uomo e intrattenerlo; ovvero le attività circensi, gli zoo, le attività venatorie, la pesca e tutte quelle manifestazioni legate alla tradizione e definite culturali. Inoltre il loro appoggio, specialmente quello donato dai cani, lo si rivede soprattutto nell’aiuto che forniscono in attività terapeutiche di vario tipo, quali attività assistite dagli animali, (AAA), e terapie assistite da animali, (TAA), o nella guida che forniscono a persone non vedenti o che soffrono di attacchi epilettici. Le loro capacità naturali giovano in maniera straordinaria all’uomo, per questo sono stati avviati numerosi studi per il riconoscimento di malattie attraverso l’olfatto dei cani, come per esempio la diagnosi precoce dei tumori. Sempre per le loro innumerevoli qualità e capacità, i cani sono considerati lavoratori estremamente utili; vengono a crearsi unità cinofile in moltissimi ambiti e le doti di questi esseri, affiancati ai loro conduttori, arrivano spesso a salvare vite umane.

Una tesi con una giurisprudenza di merito molto ben organizzata e citata, una sitografia molto puntuale, una bibliografia eccellente.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati