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Libia, perché è fondamentale per l’energia (che serve all’Europa)

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Libia

La Libia è un paese strategico per l’Italia e l’Europa, dalle coste libiche parte il gasdotto più lungo del Mediterraneo di proprietà dell’italiana Eni

La Libia, insieme all’Algeria, è uno dei due paesi del Nord Africa dal quale importiamo gas e petrolio. Nel 2013, stando ai dati di Iea, International Energy Agency, circa 48 miliardi di metri cubi di gas sono approdati in Europa dalle coste nord africane, e se teniamo conto che l’Europa importa circa 230 miliardi di metri cubi di gas all’anno, calcolatrice alla mano, l’apporto di paesi come Algeria e Libia è più del 20%.

Libia, infrastrutture energetiche

Libia, infrastrutture energetiche

La crisi di questi giorni con l’Isis che vuole conquistare tutta la Libia e che si dirige verso Tripoli, dopo aver conquistato Sirte, e la situazione di caos nel quale imperversa il paese nordafricano sono un problema per la nostra sicurezza e anche, in prospettiva, per la nostra sicurezza energetica. In Libia esiste il gasdotto più lungo mai realizzato nel Mediterraneo, il Greenstream. Lungo 520 kilometri, attraversa il mare anche in punti in cui le acque del mare sono profonde più di 1000 mteri. E’ stato realizzato dall’italiana Saipem, con tecnologie e tecniche di sostenibilità ambientale uniche. Greenstream parte dalle coste libiche e raggiunge Gela, in Sicilia.

Il gasdotto Greenstream ha avuto bisogno, per vedere la luce, di un investimento iniziale di 7 miliardi di dollari, di cui 3,7 messi a disposizione dall’italiana Eni, che controlla, con la National Oil Corporation (la Compagnia petrolifera di Stato) lo sviluppo di due siti, i giacimenti di Wafa nel deserto e quello di Bahar Essalm a 110 km dalla terra ferma. Greenstream rallentò il flusso di gas nel febbraio del 2011 quando iniziarono, con in testa la Francia di Sarkozy, le manovre per far cadere il regime di Gheddafi. Si parlò persino di svuotarne i tubi per un problema di sicurezza. Ad oggi non sono arrivate notizie precise su cosa ne sarà del flusso di gas che porta il Greenstream, visto che non si prospettano settimane facili. Intanto l’ambasciata italiana in Libia è stata chiusa e il personale della Farnesina che lavorava a Tripoli è arrivato in Italia.

 

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