.Ambiente / Energia, Energia

Il prezzo del petrolio continua a calare. Chi ci guadagna e chi ci perde

di

piattaforma offshore

Prezzo del petrolio sotto i 50 dollari: chi ci guadagna e chi ci perde. Ma siamo sicuri che oggi non rappresenti un problema per l’economia mondiale, dove i destini degli Stati sono legati tra di loro?

Prima di Natale il prezzo del barile è calato a 60 dollari, ieri è arrivato anche sotto i 50 dollari al barile. Da giugno ad oggi il calo del prezzo del petrolio si calcola in circa il 55% in meno. Un fenomeno questo che va valutato nella sua interezza e nella sua complessità. Cerchiamo di capire allora a chi fa bene e a chi fa male il petrolio low cost.

Per un paese come l’Italia che importa petrolio il dato dell’attuale prezzo del barile potrebbe contribuire ad aumentare la crescita economica, in molti calcolano circa l’1% di crescita di pil in più (il ministro dell’Economia, Padoan, ha calcolato una crescita dello 0,5%). Il deficit commerciale petrolifero del 2015 in Italia potrebbe ammontare a “soli” 13 miliardi di euro, contro il 30 miliardi di euro del 2013 e 25 del 2014. Insomma un dato ben visibile agli occhi di tutti. Almeno si spera.

Il prezzo del petrolio basso nell’ambito finanziario provoca l’allarme di alcuni osservatori: a differenza degli Anni ’80 quando il prezzo del petrolio scese dai 40 dollari di allora a circa 10 euro, questo fenomeno favorì la nascita di una fase di espansione dell’economia mondiale. Oggi i paesi più interessati dal calo del prezzo del barile sono paesi le cui economia sarebbero duramente colpite. Pensiamo a Nigeria, Iran, Iraq, Venezuela, Russia, Messico, Congo. Paesi che si sono indebitati per implementare la ricerca di idrocarburi e che hanno bisogno di un prezzo del barile non basso per rientrare degli investimenti fatti. Una crisi di questi paesi potrebbe avere un effetto contagio sull’economia mondiale.

Le ripercussioni del prezzo del barile basso sono diverse che dal passato, oggi le economie dei paesi e dei continenti sono interdipendenti e lo dimostrano i risultati dei mercati finanziari delle ultime settimane.

Il prezzo del barile basso, inoltre, favorisce le industri energivore, come l’industria siderurgica, ma non favorisce i colossi che vivono degli idrocarburi, che vedono a repentaglio una serie di investimenti, calcolati sul prezzo del petrolio ben più alto di quello attuale che balla sotto i 60/50 dollari.

Il prezzo della benzina è calato in Italia e si attesta a circa 1,4 euro al litro, si calcola per i consumatori un risparmio annuo di circa 500 euro.

 

 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati