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Eolico in Italia, i tagli dimenticano i benefici

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Non tira un buon vento per l’eolico in Italia, a dirlo sono gli operatori del settore in un convegno organizzato in occasione della giornata mondiale del vento a Roma presso la sede del GSE da Anev. Al centro delle preoccupazioni degli operatori è la riduzione degli incentivi prevista nella bozza del decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche fermo al ministero dello Sviluppo Economico e la scomparsa di sostegno per l’eolico off-shore e mini-eolico. Un duro colpo per una realtà divenuta ormai un asset stategico per l’energia del nostro paese che stando alle previsioni vedrà ribassati gli incentivi per 30 milioni di euro per il biennio 2015-2016. Un disimpegno quello del governo in controtendenza rispetto a quanto avviene negli altri stati europei, manchevole da un lato degli impegni presi in sede UE sulla riduzione delle emissioni e sul sostegno alle rinnovabili, e non curante dei benefici che l’eolico garantisce in rapporto ai costi.

Se il decreto non dovesse subire modifiche al rialzo, tuonano gli operatori, sarà difficile soddisfare gli impegni del 2020, una montagna di 12.680 MW di potenza eolica alla quale l’Italia ha per ora messo a terra solo 8.665 MW. Il decreto sul tavolo del Ministero prevede circa 350 megawatt ma sarebbero necessari secondo il presidente Anev Simone Togni 800 MW annui.

L’Italia resta indietro nella realizzazione di impianti off-shore. Il Piano di azione nazionale del 2010 prevedeva la realizzazione 680 MW di off-shore ma per l’unico impianto attivo sarebbe solo uno quello al largo di Gela. Nel decreto in cantiere, l’eolico in mare scompare tuttavia come prospettiva strategica. Scomparso come prospettiva anche il mini-eolico, una tecnologia italiana, migliorata negli ultimi anni che ha dato avvio a interessanti realtà industriali che avrebbero necessità di maggiori incentivi.

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Gli operatori rimproverano l’esecutivo di non tenere conto del rapporto costi-benefici: l’avvento dell’eolico avrebbe inciso positivamente oltre che sull’occupazione anche sulla qualità dell’ambiente e sulla riduzione del prezzo dell’energia elettrica. Si stima che la filiera dell’eolico conti complessivamente più di 27.000 occupati  con un potenziale al 2020 di 67.000 unità. Dal lato dell’ambiente sarebbero invece state evitate emissioni per 7,7 milioni di tonnelate di CO2.

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