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Obama: salvare le api per salvare l’agricoltura americana. La chimica trema

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Obama
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Quando le api non ci saranno più, gli uomini si estingueranno. La profezia non è di Nostradamus, ma del fisico e scienziato Albert Einstein. E la profezia sulla moria delle api sta facendo tremare l’agricoltura americana.

Se c’è un caso dove il nesso tra tutela dell’ambiente ed economia è strettissimo questo riguarda l’impollinazione e le api, è per questo che il numero uno della Casa Bianca ha lanciato convintamente una serie di provvedimenti per salvare le api dai danni che la chimica provoca ogni anno.

Si è calcolato in 50 milioni di dollari l’investimento che il Governo Usa sta per sostenere in difesa delle arnie (circa 10 milioni si calcola che siano le arnie per un valore complessivo di 2 miliardi di dollari), visto che le api “producono” (inconsapevolmente) ogni anno un giro di affari per l’agricoltura pari a circa 15 miliardi di dollari. Una cifra impressionante che vuol dire parecchi punti percentuali di Pil, un numero spropositato di occupati, una filiera fatta di tecnologie, macchinari, prodotti, alimentazione. Un meccanismo che, a pensarci bene, dipende in gran parte dall’impollinazione.

Qualche anno fa, anche in Italia si diede l’allarme. La moria di api fu messa in luce in un’inchiesta di Edoardo Spera, uno dei giornalisti più esperti in materia di agroalimentare nel nostro paese; l’inchiesta portò alla sospensione dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura. I pesticidi venivano usati per la concia delle sementi, ed entravano nel circolo vitale dei fiori fino alla fase dell’impollinazione. Con la conseguente morte delle api. La sospensione dell’uso dei fitofarmaci, però, per le associazioni di apicoltori non fu sufficiente.

In America, a seguito dell’allarme lanciato, sono stati coinvolti sia il Dipartimento dell’agricoltura che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente che ha la delega specifica sui pesticidi, i principali nemici delle api, insieme ai cambiamenti climatici.

E proprio sui cambiamenti climatici Obama era intervenuto qualche settimana fa lanciando ufficialmente e solennemente un piano a favore delle energie rinnovabili. Per combattere le emissioni di CO2, un segnale importante per tutto il mondo da parte dell’America, che con la Cina è il maggiore produttore di carbone al mondo.

 

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