Il governo degli Stati Uniti ha accusato l’azienda cinese di intelligenza artificiale Moonshot Ai di aver utilizzato illegalmente Fable, cioè il modello linguistico più avanzato della società americana Anthropic, per la creazione del suo Kimi K3. Non solo: Moonshot Ai sarebbe anche entrata in possesso dei microchip avanzati di Nvidia – l’azienda che domina il mercato mondiale dei processori per l’intelligenza artificiale -, soggetti a restrizioni commerciali.
LE DICHIARAZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP
Michael Kratsios, consigliere scientifico e tecnologico del presidente Donald Trump, ha scritto su X che Washington ha ottenuto delle informazioni che dimostrerebbero che Moonshot Ai abbia “distillato” Fable di Anthropic per lo sviluppo di K3. “Una distillazione industriale su larga scala e segreta, volta a sottrarre tecnologia proprietaria statunitense e a minare la ricerca americana, è inaccettabile”, ha aggiunto.
Il segretario del Tesoro ha dichiarato di stare valutando l’inserimento di Moonshot Ai in una sorta di “lista nera” di entità soggette a restrizioni commerciali e di imporre sanzioni.
COS’È LA DISTILLAZIONE E COSA FANNO LE AZIENDE CINESI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Di solito, i modelli di intelligenza artificiale cinesi eccellono in ambiti – come la matematica o la programmazione – in cui le risposte sono chiaramente giuste o sbagliate. Fanno invece più difficoltà nell’affrontare problemi aperti o che richiedano un giudizio autonomo e prolungato.
Questa loro caratteristica è legata ai controlli sulle esportazioni applicati dagli Stati Uniti nei confronti della Cina, che impediscono a quest’ultima di accedere ai microchip avanzati. Di conseguenza, non disponendo di un’elevata capacità di calcolo e non potendo dunque competere con gli americani nell’addestramento dei modelli, le aziende cinesi di intelligenza artificiale si focalizzano sulla fase di inferenza, quella in cui il modello risponde alle richieste degli utenti.
Anche nell’inferenza, però, i modelli cinesi tendono a utilizzare dati che estratti dai sistemi americani attraverso un processo chiamato “distillazione”. La distillazione, peraltro, era l’accusa che OpenAi (la società creatrice di ChatGpt) mosse a DeepSeek (la startup cinese di cui si parlò moltissimo a inizio 2025): OpenAi sosteneva cioè che DeepSeek avesse utilizzato impropriamente l’output dei suoi modelli per ottenere risultati grossomodo paragonabili ma a costi inferiori.
IL PRECEDENTE DI ANTHROPIC
Lo scorso febbraio, Anthropic disse che tre aziende cinesi di intelligenza artificiale avevano utilizzato illegalmente il suo modello Claude per estrapolarne delle funzionalità utili al miglioramento dei loro sistemi: DeepSeek, MiniMax e Moonshot Ai avevano infatti generato più di sedici milioni di interazioni con Claude utilizzando oltre ventimila account falsi, violando i termini di servizio di Anthropic e aggirando le restrizioni regionali di accesso al modello.
LA CORSA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA AMERICA E CINA
L’amministrazione Trump considera l’intelligenza artificiale – per via del suo potenziale trasformativo sull’economia e sulla difesa – una tecnologia critica per gli Stati Uniti e ritiene di essere impegnata in una “corsa” con la Cina: “se la perderemo”, disse il segretario degli Interni Doug Burgum, “ciò avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza nazionale”.
Non a caso, la responsabile della public policy di Anthropic Sarah Heck, riferendosi alla condotta di Moonshot Ai, ha scritto su X che “la distillazione illecita e ostile costituisce un furto di proprietà intellettuale e una forma di spionaggio industriale che rafforza le capacità militari e di intelligence delle potenze avversarie. Si tratta”, ha aggiunto, “di una sfida nazionale che comporta gravi rischi per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.
NON SOLO DISTILLAZIONE: MOONSHOT AI HA ANCHE OTTENUTO I CHIP DI NVIDIA
Kratsios ha scritto anche che Moonshot Ai ha utilizzato in Thailandia dei server contenenti processori per l’intelligenza artificiale di Nvidia (i sistemi GB300) “probabilmente per addestrare i suoi modelli”. Già a febbraio l’amministrazione Tump aveva sostenuto che l’ultimo modello di DeepSeek fosse stato addestrato con i microchip più avanzati di Nvidia, in violazione dei controlli statunitensi sulle esportazioni.
A febbraio il dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva invitato a prestare attenzione ai presunti sforzi delle società tecnologiche cinesi per sottrarre proprietà intellettuali americane. Nella comunicazione si leggeva che “i modelli di intelligenza artificiale sviluppati grazie a campagne di distillazione clandestine e non autorizzate consentono ad attori stranieri di rilasciare prodotti che sembrano offrire prestazioni comparabili su determinati benchmark a un costo molto inferiore, ma che non riproducono appieno le prestazioni del sistema originale”.



