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Tutti i piani degli Stati Uniti sulle centrali nucleari in mare

Gli Stati Uniti vogliono accelerare con lo sviluppo di centrali nucleari galleggianti in mare: al momento, però, c'è un solo impianto di questo tipo, in Russia. L'iniziativa rientra nei piani dell'amministrazione Trump di aprire le acque federali alle attività industriali.

Il governo degli Stati Uniti ha annunciato la creazione di un “quadro normativo chiaro” per la costruzione di centrali nucleari galleggianti sulle acque federali.

IL MEMORANDUM D’INTESA TRA LE AGENZIE AMERICANE

Ieri l’Amministrazione dei minerali marini, un’agenzia che supervisiona le attività nella piattaforma continentale esterna degli Stati Uniti, ha firmato un accordo di collaborazione in merito con la Commissione per la regolazione nucleare.

Al momento non sono previsti progetti commerciali, ma il direttore dell’Amministrazione ha dichiarato che “i sistemi a reattore sommerso vengono impiegati in tutta sicurezza in ambito navale da decenni e hanno dimostrato il loro potenziale come fonte affidabile di energia in ambienti marini complessi”. Ha aggiunto che le cosiddette floating nuclear power plants potrebbero “rafforzare notevolmente la sicurezza energetica degli Stati Uniti in futuro”.

LE TECNOLOGIE NUCLEARI OFFSHORE

Le tecnologie nucleari vengono utilizzate già da tempo in ambiente marittimo per l’alimentazione delle navi da guerra, dei sottomarini e di alcune navi rompighiaccio. Negli ultimi anni si sta pensando di introdurre la propulsione nucleare anche sulle navi cargo commerciali perché permetterebbe di risolvere sia il problema delle emissioni di gas serra (il trasporto marittimo dipende dai combustibili fossili, e i carburanti “puliti” come l’ammoniaca e il metanolo sono ancora costosi e poco diffusi) che quello dell’autonomia, dato che un rifornimento di combustibile nucleare basta per anni.

Quanto alle centrali nucleari galleggianti, ad oggi ne esiste una sola: quella di Akademik Lomonosov (nella foto), situata nell’estremo est della Russia. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ricorda però come, oltre agli Stati Uniti, anche la Cina, il Canada, la Corea del sud e la Danimarca stiano lavorando alla progettazione di piccoli reattori modulari marini.

I PIANI ENERGETICI (E NON SOLO) DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP

La promozione delle centrali nucleari galleggianti in mare si collega all’obiettivo del presidente Donald Trump di quadruplicare la capacità energetica nucleare degli Stati Uniti – già il paese al mondo con il maggior numero di reattori – entro il 2050, portandola da quasi 100 gigawatt a 400 GW. Più in generale, la Casa Bianca vuole ampliare la generazione nazionale di energia per rispondere alla crescita della domanda di elettricità, legata a sua volta ai data center per l’intelligenza artificiale e all’elettrificazione dei consumi industriali.

Inoltre, l’amministrazione Trump ha intenzione di aprire le acque federali alle attività economiche: al di là delle esplorazioni di idrocarburi, recentemente ha proposto di mettere in concessione per lo sfruttamento minerario un’area marittima al largo delle Samoa americane e di sfruttare la piattaforma continentale esterna per i lanci spaziali. Ha ostacolato, invece, i progetti di eolico offshore ufficialmente per ragioni di sicurezza nazionale, sostenendo che le turbine interferiscano con i sistemi radar per la difesa aerea; il presidente ha criticato spesso i parchi eolici per il loro impatto paesaggistico.

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