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Si sta gonfiando un nuovo caso sulla sicurezza degli airbag?

L'ente federale americano preposto alla sicurezza stradale dovrà decidere se avviare una inchiesta su oltre 800mila Honda Odyssey che potrebbero manifestare un vizio all'airbag con il rischio che s'attivi a vettura in movimento. Cosa sappiamo

Quando si parla di industria giapponese e di richiami per airbag la mente degli addetti ai lavori corre naturalmente al più grande richiamo della storia automobilistica, ovvero allo scandalo del 2013 dei dispositivi di sicurezza Takata che ha portato a una celere capitolazione dell’azienda che li produceva ma non ha certo fermato i problemi né per gli utenti né per le Case automobilistiche, con colossali richiami e numerosi procedimenti giudiziari che si sono estesi fino all’ultimissimo periodo e con un’ultima vittima, in Francia, che risale appena alla scorsa estate. Per questo la notizia di una possibile inchiesta (qui i documenti) da parte dell’ente regolatore della sicurezza automobilistica degli Stati Uniti (Nhtsa) su un numero considerevole di minivan del marchio nipponico Honda è subito rimbalzata  sulle principali agenzie e testate.

COSA SAPPIAMO

Ma, bisogna subito chiarire, siamo solo all’inizio di una possibile indagine perciò è bene frenare gli allarmismi anche perché non è chiara né l’esistenza né la portata del vizio. Si sa solo che sul vetrino dell’ente preposto alla sicurezza delle strade statunitensi potrebbero finire 806.963 Honda Odyssey, peraltro già finite nell’ultimo periodo all’attenzione delle testate del settore per un’altra campagna di richiamo che sta riguardando oltre 300mila unità relativo, come si dettaglierà meglio in seguito, a un vizio della telecamera posteriore.

In questo caso, da quanto si apprende da Reuters, la National Highway Traffic Safety Administration dovrà invece valutare l’attendibilità delle segnalazioni che le sono pervenute (sarebbero circa una decina ma senza vittime, feriti o sinistri) circa la possibile attivazione involontaria degli airbag mentre il veicolo è in movimento su veicoli prodotti tra il 2011 e il 2017.

ALCUNI PRECEDENTI

Non è la prima volta che il costruttore asiatico ha simili problemi sulle sue auto. All’inizio di giugno, come dettagliato dalla nota testata Car and Drivers, Honda aveva emesso un richiamo per 98.892 veicoli perché il sensore di peso del sedile del passeggero anteriore potrebbe rompersi, causando l’attivazione involontaria degli airbag in caso di incidente. In quel caso il richiamo riguardava 13 modelli della Casa giapponese, tra cui Acura TLX, RDX, MDX, nonché Honda Ridgeline, Pilot, Passport, Insight, HR-V, CR-V, Fit, Civic, Accord e nuovamente le Odyssey.

Ma quando si parla di problemi relativi agli airbag montati su vetture a marchio Honda impossibile non pensare agli oltre 2 milioni di veicoli che la casa nipponica fu costretta a richiamare in tutto il mondo nel giugno del 2014 prodotte tra il 2000 e il 2005 di cui quasi un milione immatricolate nel Vecchio continente. Nel medesimo periodo la connazionale Toyota richiamò 2,7 milioni di mezzi.

ODISSEA NELLE ODYSSEY

Con riferimento sempre agli airbag montati sulle Honda Odyssey, negli ultimi mesi sempre negli Stati Uniti si è tenuta una campagna di richiamo (codice Nhtsa 26V227) relativa a 440.000 minivan prodotti dal 2018 al 2022 perché i dispositivi laterali potrebbero attivarsi anche in assenza di un incidente a causa di parametri preimpostati erroneamente che farebbero partire il gonfiaggio anche solo con i sobbalzi dovuti a un dosso o a una buca.

Secondo quanto riportato dai media focalizzati sui diritti dei consumatori, questo problema avrebbe causato 25 feriti e potrebbe essere al centro di una nuova class action dopo quella annunciata solo lo scorso gennaio da diversi proprietari del minivan relativa a presunti guasti al motore V6. Gli utenti vogliono andare in giudizio sottolineando non solo che gli avvisi di richiamo sarebbero stati inviati dopo il deposito dei documenti idonei ad avviare l’azione legale, ma anche e soprattutto in quanto sostengono che alcune concessionarie si siano rifiutate di coprire i costi di riparazione anche per i veicoli ancora in garanzia (con spese a carico dei proprietari che variano da 3.000 a 11.000 dollari, a seconda del tipo di intervento) e che la pubblicità data al problema abbia ridotto il valore di rivendita dell’Odyssey per ciò che concerne il mercato dell’usato.

Infine, per ciò che riguarda invece l’ultimo richiamo che sta interessando in questo periodo sempre le Odyssey che Honda ha venduto negli Usa la campagna in questione come anticipato poco sopra servirà ad appurare tutt’altro vizio, ovvero se l’acqua possa essersi infiltrata nei circuiti della telecamera posteriore impedendo la corretta visualizzazione delle immagini durante la retromarcia. Sebbene il numero di veicoli richiamati sia piuttosto elevato, superiore alle predette 320mila unità, la documentazione allegata lascia presupporre che il numero di auto effettivamente interessate da tale vizio dovrebbe essere relativamente basso: 2604 auto, pari allo 0,8 per cento delle vetture interessate dalla campagna.

 

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