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Guida autonoma, la collaborazione tra Nvidia e la cinese Hesai allerta gli Usa

La collaborazione tra Nvidia ed Hesai sui sensori per la guida autonoma potrebbe finire sotto maggiore scrutinio: l'azienda cinese è già nella "lista nera" del Pentagono e gli esperti temono che i suoi lidar possano venire sfruttati da Pechino per raccogliere dati ed effettuare cyberattacchi.

La società cinese Hesai, una delle maggiori produttrici di sistemi lidar al mondo, sta approfondendo la sua collaborazione con Nvidia, l’azienda dominante nel mercato dei processori per l’intelligenza artificiale ma sempre più attiva nel settore della guida autonoma.

In poche parole, i lidar – abbreviazione di light detection and ranging – sono dei sistemi di rilevamento degli oggetti su strada: funzionano emettendo degli impulsi laser e misurando il tempo che questi impiegano per “rimbalzare” su un oggetto e fare ritorno. I sensori, poi, combinano migliaia di queste misurazioni per creare una mappa tridimensionale – in gergo si chiama point cloud – che permette ai veicoli a guida autonoma di orientarsi nell’ambiente circostante.

I lidar di Hesai sono una delle opzioni disponibili nella piattaforma per la guida autonoma di Nvidia, una sorta di “ecosistema” composto sia da hardware che da software, personalizzabile nelle sue varie componenti a seconda delle necessità dei costruttori automobilistici.

Questa collaborazione, però, potrebbe presto finire nel mirino delle autorità statunitensi, considerato che già nel 2024 il dipartimento della Difesa aveva inserito Hesai in una “lista nera” di entità considerate vicine alle forze armate della Cina e dunque rischiose per la sicurezza nazionale americana.

NIENTE DI ILLEGALE, MA…

La presenza nella blacklist impedisce a Hesai di stipulare contratti di fornitura con il Pentagono, ma non rende illegale la vendita dei suoi prodotti alle aziende statunitensi, purché non vengano utilizzati per scopi non militari.

La collaborazione con Nvidia è legittima, dunque, così come sono legittimi i rapporti con altre società americane di guida autonoma come Zoox di Amazon (robotaxi), Kodiak (camion), Agtonomy (macchinari agricoli) e Nuro. I sensori di Hesai sono addirittura presenti all’aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York, dove monitorano il flusso dei passeggeri ai controlli di sicurezza e alle porte di imbarco.

I LIDAR CINESI SONO UN RISCHIO?

Al di là della legittimità o meno di questi rapporti, secondo diversi esperti di sicurezza sentiti da Cnbc gli Stati Uniti farebbero bene a distaccarsi dalle tecnologie sensoristiche cinesi, anziché permetterne l’integrazione nei sistemi di guida autonoma: il governo di Pechino potrebbe infatti sfruttarle per ottenere dati sulle infrastrutture critiche americane e per condurre degli attacchi informatici.

Una volta che i veicoli a guida autonoma si saranno diffusi sulle strade americane, infatti, è facile aspettarsi che i lidar cinesi raccoglieranno tanti dati – e per giunta molto precisi – sulla posizione di impianti energetici, aeroporti o postazioni militari.

I lidar possono venire “infettati” attraverso dei malware (dei software malevoli, semplificando) inseriti in origine, durante il ciclo manifatturiero, oppure in seguito attraverso degli aggiornamenti del firmware. Cnbc ha scritto che questi malware possono essere difficili da identificare, dato che le case automobilistiche di solito non hanno accesso al codice sorgente e che il malware può restare “dormiente” fino a quando non viene attivato.

Un lidar compromesso da un malware potrebbe alterare la point cloud del veicolo, facendo comparire un ostacolo inesistente oppure, al contrario, cancellando dalla “vista” del sistema un ostacolo reale. Se lo stesso modello di lidar “infetto” fosse installato su un gran numero di auto a guida autonoma, un attacco informatico di questo tipo potrebbe provocare incidenti e disservizi su vasta scala.

QUANTA INFLUENZA POSSIEDE LA CINA SU HESAI?

Hesai è quotata sia alla borsa di Hong Kong che sul Nasdaq, il mercato borsistico elettronico di New York, ed è una delle aziende più grandi al mondo nel suo settore, dato che controlla un terzo del mercato dei lidar per l’industria automobilistica. Il merito è dei prezzi molto competitivi dei suoi prodotti, resi però possibili anche dai sussidi forniti dal governo cinese: la stessa Hesai, in un documento fornito nel 2025 alla Sec (l’ente federale americano che vigila sulla borsa valori), ha ammesso di aver ricevuto aiuti da Pechino in forma di aliquote fiscali ridotte, tassi di interesse agevolati e possibilità di dedurre il 200 per cento delle spese in ricerca e sviluppo.

Hesai afferma che né il governo cinese né alcuna entità governativa cinese possiedono delle quote della società. Tuttavia, nelle comunicazioni alla Sec ha dichiarato che l’esecuto di Pechino esercita “un controllo significativo sulla regolamentazione delle nostre attività e può influenzarle o intervenire su di esse in qualsiasi momento”. L’azienda specifica che i suoi sensori non conservano alcun dato – e dunque non potrebbero trasferirlo a Pechino – perché non dispongono della necessaria capacità di memoria.

LA POSIZIONE DEL PENTAGONO

Il Pentagono ritiene che Hesai partecipi al programma cinese di fusione tra settore civile e militare. L’azienda, per esempio, ha sede nel distretto Jiading di Shanghai, un’area già associata ad altre iniziative di questo tipo. Uno dei suoi maggiori fornitori di componenti elettronici, poi, è il conglomerato statale Cetc, legato all’esercito cinese.

Il Prague Security Studies Institute, in un white paper pubblicato un anno fa, aveva scoperto la presenza dei lidar di Hesai su un veicolo militare cinese nel 2023.

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