Starmer svelerà un piano Nato da 50 miliardi di dollari per missili a lungo raggio.
Il progetto Deep Precision Strike (DPS), presentato ieri da Downing Street, sarà discusso oggi al vertice Nato di Ankara, dove il primo ministro dimissionario britannico Keir Starmer riunirà una dozzina di leader per discutere del nuovo programma missilistico.
Dodici paesi, tra cui il Regno Unito, spenderanno più di 50 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per un nuovo missile a lungo raggio destinato alla protezione dell’Europa, rileva la Bbc. Presentato come una delle armi più avanzate della Nato, è progettato per colpire obiettivi a quasi 300 km di distanza con estrema precisione, potenzialmente fino a 2000 km.
Il progetto si inserisce in un più ampio rafforzamento delle capacità missilistiche dell’Alleanza e si affianca ai programmi già avviati da Londra con Germania, Italia e Francia. Tuttavia, come molti progetti militari in fase di pianificazione, non si prevede che il Deep Strike sia pronto prima del 2030, precisa ancora la testata britannica.
Come sottolinea Bloomberg, questa iniziativa per sviluppare missili a lungo raggio senza la partecipazione degli Stati Uniti, ha l’obiettivo di rafforzare le capacità europee e ridurre il divario con la Russia in questo settore.
Tutti i dettagli.
IL REGNO UNITO LANCIA L’INIZIATIVA EUROPEA PER I MISSILI A LUNGO RAGGIO
Dunque Regno Unito, Francia, Germania e altre nazioni europee spenderanno più di 50 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per sviluppare armi di precisione a lungo raggio, potenziando così le capacità di difesa della Nato secondo quanto comunicato dal governo di Londra ieri.
Secondo quanto comunicato da Londra, l’investimento è destinato a fornire alla Nato armi “con capacità di colpire obiettivi a non meno di 300 km di distanza e, in alcuni casi, oltre i 2000 km, con estrema precisione”.
UNA “NATO PIÙ EUROPEA”
“Questa iniziativa guidata dal Regno Unito ci permetterà di intensificare la nostra cooperazione, riunendo gli alleati europei per garantire che la Nato rimanga sicura per gli anni a venire”, ha dichiarato Starmer.
La nota del governo britannico sottolinea inoltre che l’iniziativa “potenzierà radicalmente le capacità di difesa e deterrenza della Nato ed è un’ulteriore prova dell’impegno degli Alleati per garantire una Nato più forte e più europea”.
Come evidenzia Reuters, questi sistemi saranno sviluppati senza il coinvolgimento di Washington. La carenza di missili a lungo raggio in Europa è da tempo una preoccupazione per la Nato, sulla scia dell’utilizzo massiccio di missili convenzionali a lungo raggio da parte di Mosca durante l’invasione su vasta scala dell’Ucraina, ricorda Bloomberg sottolineando come tale preoccupazione sia aumentata da quando il presidente statunitense Donald Trump ha annullato il previsto dispiegamento dei missili BGM-109 Tomahawk in Germania.
GLI INVESTIMENTI GIÀ AVVIATI DA LONDRA NEL SETTORE MISSILISTICO (IN COLLABORAZIONE ANCHE CON ITALIA E FRANCIA)
Il governo britannico ha già stanziato 300 miliardi di sterline entro il 2030 nel Piano di investimenti per la difesa.
Londra – prosegue la nota – ha già impegnato 3 miliardi di sterline fino al 2030 nelle capacità missilistiche di precisione nell’ambito del suo Defence Investment Plan (Dip) da 298 miliardi di sterline, segnala Radiocor. Questo impegno include il programma Deep Precision Strike (770 milioni di sterline in 4 anni) con la Germania per accelerare lo sviluppo di missili ‘furtivi’ e ipersonici con una gittata superiore di 2mila km, che entreranno in servizio negli anni 2030, e la partecipazione al programma dei missili Stratus con Italia e Francia (1,4 miliardi di sterline in 4 anni) sviluppati da Mbda.
La collaborazione tra Regno Unito, Italia e Francia nel settore missilistico comprende anche lo sviluppo della prossima generazione del missile Storm Shadow, nell’ambito della cooperazione industriale tra i tre Paesi.
L’iniziativa annunciata ad Ankara si aggiunge quindi ai programmi multinazionali già in corso, con l’obiettivo di rafforzare le capacità europee nel settore dei sistemi d’attacco a lungo raggio. Sempre Bloomberg nota che non è chiaro come questa nuova iniziativa si inserisca nel separato European Long-Range Strike Approach (ELSA), lanciato due anni fa per sviluppare tali armi per il continente. Ciò non ha ancora portato ad alcun ordine di acquisto noto, poiché i missili sono ancora in fase di sviluppo.






