Sebbene negli ultimi dieci anni Google DeepMind sia stata l’azienda leader nell’applicazione dell’IA alla ricerca scientifica, ora sembra essere rimasta indietro, mentre Anthropic vive il suo momento d’oro e decide di impegnarsi ancora di più nella scoperta di farmaci con l’aiuto dell’IA.
La società guidata dai fratelli Amodei ha infatti presentato Claude Science, candidandosi a raccogliere l’eredità di DeepMind in questo settore. Non è solo una questione di ambizione scientifica: Dario Amodei, come Demis Hassabis di Google DeepMind, ha una formazione da ricercatore (a differenza di Sam Altman, più orientato al profilo imprenditoriale). Inoltre, tra i nuovi arrivi in Anthropic figura anche John Jumper, ricercatore che ha condiviso con Hassabis il Premio Nobel per la Chimica 2024.
UN LABORATORIO DIGITALE PER LA RICERCA SCIENTIFICA
Claude Science è il nuovo prodotto di Anthropic pensato per la ricerca scientifica, in particolare in biologia, chimica e sviluppo farmaceutico. Non si tratta di un nuovo modello di intelligenza artificiale, ma di un ambiente di lavoro che integra strumenti già esistenti in un’unica piattaforma. L’obiettivo è ridurre la frammentazione tipica del lavoro scientifico, che spesso richiede di passare tra database, software di analisi e strumenti di calcolo diversi.
Il sistema consente agli scienziati di porre domande in linguaggio naturale e ottenere risposte senza dover consultare separatamente molte fonti. Claude Science combina infatti oltre 60 database scientifici con strumenti di programmazione e analisi, permettendo di gestire flussi di lavoro complessi in un unico spazio digitale. Tra le funzioni principali c’è anche la possibilità di generare e analizzare contenuti scientifici come strutture proteiche tridimensionali, rappresentazioni chimiche e dati genomici.
COME FUNZIONA NELLA PRATICA
Il funzionamento di Claude Science, spiega TechCrunch, si basa su un assistente centrale che coordina le attività di ricerca come se fosse un project manager. Questo sistema può delegare compiti a sotto-agenti specializzati e interagire con strumenti già configurati per discipline specifiche come genomica, biologia strutturale e chimica.
Una parte rilevante del sistema è dedicata alla tracciabilità dei risultati. Ogni output, come un grafico o una struttura molecolare, viene accompagnato dal codice che lo ha generato, dall’ambiente di esecuzione e dalla cronologia delle operazioni. In questo modo gli scienziati possono verificare il percorso che ha portato a un determinato risultato e modificarlo semplicemente descrivendo in linguaggio naturale le correzioni desiderate.
Anthropic ha inoltre sottolineato che la piattaforma è progettata per migliorare la riproducibilità della ricerca e ridurre errori legati all’uso di fonti non verificabili, un problema crescente nei lavori scientifici assistiti dall’IA.
RICERCA FARMACEUTICA E USI INDUSTRIALI
Claude Science, scrive il MIT Technology Review, è stato pensato soprattutto per il settore delle scienze della vita e dello sviluppo di farmaci. Secondo Anthropic, il sistema è già utilizzato per individuare candidati terapeutici e analizzare malattie genetiche rare e trascurate, con applicazioni dirette nella biologia molecolare e cellulare.
Durante una presentazione, Alexander Tarashansky ha mostrato come il sistema sia stato in grado di identificare possibili candidati farmacologici per la fenilchetonuria, una rara malattia genetica. Anthropic ha inoltre annunciato che utilizzerà internamente il sistema per avviare programmi di scoperta preclinica di farmaci, concentrandosi su aree che il mercato farmaceutico tradizionale tende a trascurare.
“Queste sono aree che sono fuori dallo spettro di ciò che il settore farmaceutico tradizionale considera obiettivi attraenti, ma hanno comunque un impatto reale sulla salute”, ha spiegato Eric Kauderer-Abrams, responsabile delle scienze della vita di Anthropic.
LE STRATEGIE DEI COMPETITOR
Il lancio di Claude Science si inserisce in un contesto competitivo in cui diverse aziende stanno adottando strategie differenti per applicare l’IA alla ricerca scientifica.
OpenAI ha sviluppato un approccio più selettivo con modelli come GPT-Rosalind, pensato per la ricerca biologica e la scoperta di farmaci, ma distribuito solo a clienti enterprise qualificati e sottoposto a controlli di sicurezza e accesso limitato. Tra i partner iniziali figurano Amgen, Allen Institute, Moderna, Thermo Fisher e Novo Nordisk.
Google DeepMind, invece, mantiene una posizione diversa, basata su modelli scientifici proprietari come AlphaFold e AlphaGenome, utilizzati come strumenti fondamentali per la biologia computazionale. La sua piattaforma Gemini for Science integra questi modelli con oltre 30 database scientifici, creando un ecosistema chiuso e altamente specializzato.
Anthropic ha scelto una strategia più aperta, rendendo Claude Science disponibile in beta per tutti gli utenti a pagamento, dai piani Pro fino agli Enterprise. Allo stesso tempo, ha avviato collaborazioni con aziende farmaceutiche come Novo Nordisk e istituti di ricerca come Allen Institute, che hanno già utilizzato Claude per attività come la scoperta di farmaci e la sintesi della letteratura scientifica.
UN MERCATO TRA SCIENZA E INDUSTRIA
Il settore farmaceutico è diventato uno dei principali campi di applicazione dell’intelligenza artificiale. Aziende come Eli Lilly hanno investito in infrastrutture di calcolo e collaborazioni con società specializzate come Insilico Medicine per accelerare la ricerca di nuovi farmaci. In questo contesto, Claude Science si inserisce come uno strumento pensato per ridurre i tempi della fase iniziale di scoperta molecolare e analisi scientifica.
Non è un caso che la presentazione di Claude Science si sia svolta a San Francisco davanti a un pubblico composto da aziende farmaceutiche, startup biotech e centri di ricerca. Sul palco, accanto al Ceo di Anthropic Dario Amodei, è intervenuto anche Vas Narasimhan, amministratore delegato di Novartis e membro del consiglio di amministrazione di Anthropic, mentre era previsto anche un intervento di Chris Boerner, Ceo di Bristol Myers Squibb.
L’annuncio, riferisce Bloomberg, ha avuto un impatto immediato anche sui mercati finanziari. Le società specializzate nella scoperta di farmaci hanno registrato forti oscillazioni in Borsa: Schrödinger ha perso fino all’8,3%, Recursion Pharmaceuticals è arrivata a cedere il 3,3% prima di recuperare parte delle perdite, mentre IQVIA Holdings ha lasciato sul terreno fino al 2,3%, azzerando successivamente il ribasso. A dimostrazione del fatto che gli investitori sono attenti al crescente ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca farmaceutica.






