Passo in avanti per i servizi digitali dello Stato. Infatti, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha formalizzato l’aggiudicazione di una maxi-gara dal valore di 15.906.900,00 euro a favore di Olidata, storica azienda italiana del settore tecnologico. Al centro dell’accordo c’è l’aggiornamento delle infrastrutture centrali e di sicurezza del circuito di emissione della Carta d’Identità Elettronica (Cie), uno dei pilastri della transizione digitale della PA.
COME EVOLVERA’ LA CIE
La maxi gara da quasi 16 milioni di euro mira a costruire un’infrastruttura strategica contro l’obsolescenza tecnologica e rendere il circuito di emissione della Carta d’Identità Elettronica più solido, moderno e protetto. Un nuovo tassello del puzzle della transizione digitale della Pubblica Amministrazione. Infatti, con un ritmo di produzione che supera gli 8 milioni di nuove carte all’anno, la Cie rappresenta a tutti gli effetti l’ecosistema cardine per l’identità dei cittadini e la chiave d’accesso principale ai servizi pubblici digitali del Paese. Oggi copre tutti e 3 i livelli di sicurezza richiesti dall’AgId per l’accesso ai portali della PA (INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico).
In futuro, diventerà la chiave d’accesso principale ai servi pubblici digitali. Ad esempio, sono già partiti progetti pilota per l’integrazione della carta con un portafoglio virtuale per l’accesso immediato ai trasporti pubblici, ma anche per il controllo accessi e la sicurezza fisica. Proprio per la sua rilevanza strategica, l’appalto della durata di 63 mesi che si è aggiudicato Olidata punta a rinnovare profondamente l’architettura nata intorno alla Carta d’Identità Elettronica per accompagnarne l’evoluzione.
GLI OBIETTIVI DELL’ACCORDO
Il primo obiettivo della gara bandita dalla PA è potenziare la capacità del sistema nazionale per rispondere in modo stabile alle richieste quotidiane di Comuni, Consolati e Pubbliche Amministrazioni. L’investimento da quasi 16 milioni di euro punta anche a ottimizzare i flussi digitali legati al rilascio e alla gestione del documento d’identità, riducendo i tempi biblici di elaborazione. Fondi che permetteranno anche di garantire un servizio fluido per i cittadini residenti in Italia e all’estero.
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI INVESTIMENTI IN SICUREZZA
Nel solo 2025, la PA italiana ha subito oltre 3.600 attacchi cyber strutturati pari al 10% degli attacchi cyber globali, secondo i dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e dell’AgID. Come se non bastasse, nel 2025 si è registrato un aumento dei casi gravi e degli incidenti con impatto rispetto agli anni precedenti. Per capire l’entità dei rischi legati alla gestione dei dati sensibili dei cittadini, basta guardare alle più recenti violazioni che hanno colpito la catena di approvvigionamento dello Stato. Uno degli esempi più lampanti è il caso “Salt Typhoon”, che ha coinvolto Sistemi Informativi, società del gruppo IBM che gestisce servizi infrastrutturali strategici per la PA italiana. Un attacco che ha messo nel mirino i sistemi di giganti pubblici come INPS e INAIL.
Il progetto della PA assegna infatti un ruolo centrale alla resilienza del sistema. I quasi 16 milioni di euro stanziati copriranno anche il potenziamento delle componenti dedicate alla continuità operativa e al ripristino dei servizi in caso di emergenza. Attraverso l’implementazione di soluzioni avanzate di Business Continuity e Disaster Recovery, la nuova infrastruttura potrà minimizzare il rischio di interruzioni del servizio, blindando i processi digitali che supportano la Carta d’Identità Elettronica e proteggendo i dati sensibili dei cittadini da potenziali vulnerabilità o guasti tecnici. Il potenziamento delle infrastrutture fisiche della CIE e delle procedure di Disaster Recovery affidate a Olidata sarà lo scudo dell’identità digitale degli italiani contro il cybercrimine globale.






