Skip to content

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Come rendere ancora più attrattiva l’Italia per le multinazionali. Report Teha

L'Italia investe in ricerca e sviluppo appena l'1,38% del Pil, contro il 2,13% della media europea. L'undicesima edizione del Global Attractiveness Index di The European House - Ambrosetti individua nella ricerca, nel capitale umano e nella semplificazione amministrativa le leve decisive per rafforzare la competitività del sistema Paese. Tutti i dettagli

 

Svelate oggi a Roma le nuove evidenze dell’undicesima edizione del Global Attractiveness Index curato da The European House – Ambrosetti (TEHA), l’iniziativa supportata da Philip Morris Italia, Amazon e Toyota Material Handling quali partner dell’Advisory Board.

Al centro dell’analisi si pongono le strategie per accrescere l’investimento in innovazione e il rafforzamento del capitale umano nazionale.

GLI ORGANIZZATORI E IL CONTESTO ISTITUZIONALE

Il Global Attractiveness Index (GAI) è una piattaforma nata nel 2016 per offrire ai policymaker una fotografia dell’attrattività e sostenibilità dei Paesi. Il progetto è curato dal gruppo di lavoro di TEHA Group e si avvale di un comitato scientifico composto da Ferruccio De Bortoli, Enrico Giovannini e Roberto Monducci.

Durante la conferenza è emerso come l’attrattività non sia un risultato automatico ma richieda una visione di lungo periodo. Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della 9ª Commissione del Senato e promotore dell’iniziativa, ha sottolineato che un Paese diventa attrattivo grazie a un lavoro che si costruisce nel tempo e che le difficoltà odierne sono il risultato di processi lontani.

IL DIVARIO STRUTTURALE IN RICERCA E SVILUPPO

L’Italia, stando ai dati presentati da TEHA, presenta un sottodimensionamento strutturale negli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&D), fermi all’1,38% del Pil nel 2024 rispetto a una media UE27 del 2,13%.

Il gap è evidente anche nel mondo corporate, dove la spesa italiana è dello 0,79% del Pil contro l’1,43% della media europea.

Sul fronte della proprietà intellettuale, nel 2025 il Paese ha presentato 4.800 domande di brevetto presso l’European Patent Office, pari ad appena il 2,4% del totale, un dato molto distante dalla Germania che ne conta 24.500.

Antonio Misiani, vicepresidente della 5ª Commissione del Senato, ha evidenziato che l’attrattività non è una questione d’immagine ma un tema correlato alla qualità della crescita, osservando come l’Italia viva una fase di stagnazione produttiva e salariale.

IL PESO DELLE MULTINAZIONALI NELL’ECONOMIA ITALIANA

Le imprese multinazionali (MNE), afferma TEHA, pur essendo solo lo 0,4% delle aziende totali in Italia (18.285 unità), sostengono il 38,3% della spesa complessiva in R&D del sistema produttivo.

Queste aziende garantiscono retribuzioni medie di 42.200 euro per addetto, quasi il doppio rispetto ai 22.600 euro delle imprese domestiche.

Il rapporto stima che un allineamento dell’Italia ai benchmark europei in termini di presenza di multinazionali genererebbe un impatto atteso sul Pil di 161 miliardi di euro, pari a una crescita del 7,1%. Tra i principali soggetti per attività brevettuale figurano grandi gruppi globali come Samsung, Huawei, LG, Qualcomm, Nokia, Siemens, Ericsson, BASF, Microsoft e Alphabet.

Tuttavia, Pasquale Frega, amministratore delegato di Philip Morris Italia, ha rilevato che l’attrattività del Paese sta aumentando nonostante le criticità, grazie a una straordinaria capacità di creare valore e costruire filiere.

CASI AZIENDALI DI INNOVAZIONE E TERRITORIO

Il report mostra poi gli impatti tangibili sul territorio delle aziende presenti nell’Advisory Board. Amazon ha investito oltre 25 miliardi di euro in Italia dal 2010, creando 19.000 posti di lavoro e attivando centri all’avanguardia come l’Operations Innovation Lab di Vercelli e il centro di ricerca su Alexa a Torino. Philip Morris ha investito 1,6 miliardi di euro tra il 2013 e il 2023 per il polo di Crespellano, che esporta prodotti innovativi in 60 mercati. Infine, Toyota Material Handling ha stanziato oltre 94 milioni di euro per investimenti in Emilia-Romagna focalizzati su ricerca industriale e soluzioni sostenibili elettriche e a idrogeno.

Intervenendo alla conferenza stampa, Matteo Bassi, Head of Economic Policy & Regulation di Amazon, si è detto orgoglioso del contributo economico dato all’Italia, sottolineando come l’azienda sia quella privata che ha generato il maggior numero di nuovi posti di lavoro nel periodo recente.

LE SFIDE DEL CAPITALE UMANO E DELLA FORMAZIONE

La dotazione di laureati, osserva TEHA, rimane una criticità, con solo il 31,6% della popolazione tra i 25 e i 34 anni in possesso di un titolo terziario nel 2024, contro il 53,4% della Francia. L’Italia fatica anche ad attrarre studenti stranieri, con un’incidenza sulla popolazione giovane dello 0,18% rispetto allo 0,51% della Germania. La fuga dei talenti ha comportato per l’Italia un costo stimato di 6,9 miliardi di euro nel solo 2024, dovuto all’emigrazione di 49.562 laureati. Inoltre, il premio salariale per la laurea in Italia (indice 132,8) è il più basso tra i Paesi benchmark.

Silvia Fregolent, membro della 8ª Commissione del Senato, ha affermato che le aziende che vogliono investire chiedono condizioni che spesso il territorio non garantisce, citando la certezza del diritto e la necessità di evitare segnali contraddittori agli investitori.

PROCEDURE AMMINISTRATIVE E PROGETTI STRATEGICI

Per facilitare gli investimenti, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha istituito l’Unità di missione per l’attrazione e lo sblocco degli investimenti (UMASI). Stando a Giovanni Savini, direttore generale dell’organismo, attualmente sono sei i progetti dichiarati di interesse strategico nazionale, per un valore di circa 20 miliardi di euro, tra cui figurano Amazon Web Services, Silicon Box per la produzione di chip e Novo Nordisk nel settore farmaceutico. La pipeline futura include altri progetti che potrebbero generare ulteriori investimenti tra i 20 e i 30 miliardi di euro.

Torna su