“Il lungo periodo è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo periodo saremo tutti morti”. La celebre frase di Keynes non si addice più di tanto a Masoyoshi Son, detto “Masa”, investitore giapponese e fondatore di SoftBank. È divenuto un leggendario attore nella tecnologia digitale grazie ad alcune precoci scommesse degli anni ’90, che si sono affiancate alle sue attività nelle telecomunicazioni in Giappone. Da un lato l’acquisto di una quota del browser Yahoo! nel 1995, dall’altro quello di una quota di Alibaba, società di e-commerce cinese, al tempo alle sue origini, nel 1999. È stato in un certo momento il maggiore azionista di NVIDIA e adesso attraverso SoftBank controlla tra l’altro Arm, un nodo molto rilevante della filiera dei semiconduttori, ed è uno dei maggiori finanziatori di data center, tra Stati Uniti, Europa e Giappone.
L’ascesa e la caduta di Masayoshi Son
Masayoshi Son è oggi protagonista di un mondo fatto di enormi possibilità (lui stesso è nato in una condizione marginale, in quanto membro della minoranza coreana discriminata in Giappone) e di scommesse assurde, che hanno portato all’ascesa e alla caduta (durante la bolla dot-com) repentina del valore dei suoi investimenti. Del resto, nel 2024 l’ex direttore del Financial Times, Lionel Barber, gli ha dedicato una biografia intitolata “Gambling Man”. Dopo l’avvento di ChatGPT nel 2022, temeva di finire ai margini del nuovo ciclo di investimenti sull’intelligenza artificiale e ha investito tutto il possibile per recuperare in fretta, in modo ossessivo.
Al lungo periodo “Masa” ci crede davvero. In una presentazione di SoftBank del 2010, si era proposto l’obiettivo modesto di delineare il percorso della sua società di investimenti per 300 anni. Non un piano quinquennale o trentennale: un piano trecentennale. Il primo trentennio (2010-2040) andava considerato l’inizio di questo percorso. Attraverso una serie di slide, “Masa” descriveva il mondo di 300 anni fa, con un’età media bassa sia per i ricchi che (ancor più) per gli altri, le conseguenze economiche, politiche e sociali della rivoluzione industriale, la resistenza verso l’ascesa delle macchine. Nella sua descrizione del mondo dei prossimi 300 anni, dava grande enfasi all’esplosione della capacità di calcolo. In 300 anni, SoftBank sarebbe divenuta il punto di riferimento per “la simbiosi tra l’uomo e il computer”.
Masayoshi Son accelera sulla Superintelligenza Artificiale
Una nuova presentazione, diffusa pochi giorni fa, illustra l’evoluzione della visione strategica di SoftBank nel 2026, incentrata sullo sviluppo della Superintelligenza Artificiale (ASI), per espandere le capacità umane e favorire la coesistenza con robot intelligenti. Secondo “Masa”, la simbiosi è già in atto. Nelle nuove slide, “Masa” riprende proprio il suo documento del 2010, correggendolo in riferimento al suo piano di vita. Il piano iniziale era affermarsi nei vent’anni, finanziare le iniziative imprenditoriali più promettenti nei trenta, accettare nuove sfide nei quaranta, completare il proprio percorso imprenditoriale nei cinquanta e passare il testimone alla generazione successiva nei sessanta.
“Masa”, classe 1957, ora ha cambiato idea e si sente ancora molto giovane. Adesso i suoi 70 anni rappresentano l’inizio della vera sfida, che non può essere rimandata né delegata ad altri, passando il testimone: per il bene del piano trecentennale di SoftBank, è tempo di realizzare la Superintelligenza Artificiale già nei prossimi anni e diventare il principale fornitore dell’integrazione tra umani e macchine, con semiconduttori, robotica, modelli di intelligenza artificiale, data center.
Il lungo periodo si è avvicinato, in una grande accelerazione. Tutto questo avviene attraverso scommesse finanziarie sempre più aggressive, tra differenze e analogie con le bolle delle vite precedenti di “Masa”. Ma lui continua imperterrito a scommettere.






