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Tutto sul trumpiano Abelardo De La Espriella, nuovo presidente della Colombia

Abelardo De La Espriella, populista di destra outsider e sostenitore di Trump, ha vinto per un soffio le presidenziali colombiane contro il progressista Iván Cepeda. Chi è e cosa pensa il nuovo presidente della Colombia

In una delle elezioni più combattute e polarizzate degli ultimi decenni, la Colombia ha voltato pagina.

Abelardo De La Espriella, avvocato penalista senza alcuna esperienza politica, populista di destra e convinto sostenitore di Donald Trump, ha conquistato la presidenza con un margine strettissimo, ponendo fine all’esperienza di sinistra guidata da Gustavo Petro.

Come riporta il New York Times, con oltre il 99% delle schede scrutinate De La Espriella ha ottenuto il 49,7% dei voti contro il 48,7% di Iván Cepeda, il candidato che rappresentava la continuità con il governo uscente.

Una vittoria risicata ma netta nel significato politico: la Colombia torna su una linea conservatrice e si inserisce pienamente nella grande onda di destra che sta attraversando l’America Latina in questa fase storica.

Nel frattempo Petro e Cepeda hanno contestato i conteggi preliminari del ballottaggio, chiedendo verifiche più approfondite, ma l’esito appare ormai chiaro. Una nazione divisa a metà si prepara a una nuova era, tra speranze di sicurezza e crescita da una parte e timori di deriva autoritaria dall’altra.

I risultati del ballottaggio nelle elezioni in Colombia

Secondo i dati preliminari diffusi dal registro nazionale e riportati dalla BBC, De La Espriella ha prevalso per poco più di 250.000 voti su Iván Cepeda. Si tratta di uno dei margini più risicati della storia colombiana con il sistema a doppio turno, accompagnato però da un’affluenza record.

De La Espriella ha rivendicato subito la vittoria parlando di “nuova era” per il Paese e promettendo di governare per tutti i colombiani, anche per chi non lo ha scelto.

Lo ha fatto dal palco di Barranquilla, la sua città di adozione sulla costa caraibica, sempre protetto da vetri antiproiettile come durante tutta la campagna elettorale.

“Il mio sarà un governo assolutamente democratico e un garante della libertà e dell’ordine istituzionale”, ha detto De La Espriellla, aggiungendo che sarà “presidente per tutti i colombiani”, come riporta Deutsche Welle.

Il suo sfidante Cepeda ha riconosciuto il valore indicativo del conteggio rapido ma ha annunciato ricorsi su migliaia di seggi, mentre il presidente Petro ha parlato di possibili irregolarità, pur invitando alla calma, come riportato dal Guardian.

Chi è Abelardo De La Espriella

Quarantasettenne nato a Bogotá ma cresciuto sulla costa caraibica, De La Espriella rappresenta un profilo inedito per la politica colombiana.

Come evidenzia il New York Times, si è trasformato da elegante avvocato di Miami, sempre in giacca e cravatta, in populista che indossa la maglia della nazionale e cappelli di paglia per parlare direttamente alla gente comune. Come soprannome ha scelto un sostantivo eloquente: “El Tigre”.

Penalista di grido che ha ottenuto la cittadinanza americana nel 2023, ha costruito la sua fama – e buona parte della sua fortuna – difendendo clienti molto controversi: paramilitari di destra, figure legate a scandali di corruzione e narcotraffico, fino ad Alex Saab, stretto collaboratore di Maduro poi finito sotto accusa negli Stati Uniti. Lui ha sempre sostenuto di aver agito solo nell’esercizio della professione, scegliendo casi che gli davano “vertigini”.

Parallelamente ha sviluppato diverse attività imprenditoriali tra immobiliare, una linea di moda di lusso chiamata De La Espriella Style e persino un’azienda di rum.

Ama mostrarsi in video patinati mentre canta cover di Frank Sinatra o Andrea Bocelli su jet privati, o mentre sfoggia orologi e auto di lusso.

Fino a pochi mesi fa era praticamente sconosciuto al grande pubblico. Ha annunciato la sua candidatura da outsider, aggirando i tradizionali centri di potere e puntando tutto sui social e sul contatto diretto con la gente.

La scelta del vicepresidente José Manuel Restrepo, economista rispettato ed ex ministro, ha tranquillizzato molti elettori moderati preoccupati dal suo stile aggressivo.

La campagna elettorale

La campagna di De La Espriella è stata esplosiva, moderna e altamente mediatica. Il New York Times la descrive come uno spettacolo ad alta tensione: video generati con l’IA che mostravano tigri ruggenti e fiamme digitali cui si abbinavano attacchi feroci contro la sinistra.

Il candidato ha promesso di “sventrare” l’opposizione – espressione poi ridimensionata come metafora – e ha invocato apertamente l’intervento dell’amministrazione Trump contro i suoi avversari.

Con uno stile che ricorda Nayib Bukele e Javier Milei, ha cavalcato un nazionalismo acceso, agitando la bandiera, indossando la maglia della Colombia e adottando lo slogan “Firme por la patria!”. Ha messo al centro Dio, famiglia e ordine, evitando di parlare troppo dei suoi anni in Florida.

Ha sfilato sempre con il giubbotto antiproiettile, denunciando le violenze che hanno colpito anche membri del suo staff, e ha trasformato i comizi in veri e propri eventi da stadio.

Il programma elettorale

Il programma di De La Espriella ruota attorno a due pilastri principali: sicurezza e ripresa economica.

Sulla sicurezza promette un cambio radicale rispetto alla “pace totale” di Petro. Come rimarca Bloomberg, vuole costruire dieci mega-prigioni nella giungla, lanciare offensive militari su larga scala contro guerriglieri e narcos, bombardare i loro accampamenti e intensificare la collaborazione con gli Stati Uniti per distruggere piantagioni di coca e rotte del traffico. Intende interrompere ogni forma di negoziato con i gruppi armati e tornare a un approccio di forza militare.

Sul fronte economico, riferisce il Financial Times, punta a ridurre drasticamente la dimensione dello Stato, fino al 40%, attraverso tagli alla spesa inutile e lotta alla burocrazia e al clientelismo.

Vuole riaprire il Paese al fracking, revocare la moratoria sulle nuove concessioni petrolifere e minerarie, abbassare le tasse e attirare massicci investimenti esteri.

Promette di gestire con rigore il deficit pubblico ereditato, mantenendo però alcune misure sociali popolari introdotte da Petro, come l’aumento del salario minimo.

Sul piano dei valori, intende contrastare quella che definisce “ideologia di genere” e mettere al centro Dio e la famiglia tradizionale.

Ha anche parlato di riformare il sistema sanitario, ritenuto peggiorato dopo i tentativi di statalizzazione del governo uscente.

Il tutto all’insegna di un’alleanza strategica con gli Stati Uniti, principale partner commerciale e nella lotta al crimine organizzato.

Le reazioni negli Usa

Donald Trump ha esultato su Truth Social con un secco “He Won, BIG!” e ha chiamato personalmente De La Espriella per congratularsi.

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha scritto su X che l’amministrazione Trump è pronta a lavorare a stretto contatto con il nuovo governo per rafforzare la sicurezza regionale, contrastare l’immigrazione illegale e potenziare i legami economici. “I migliori giorni della Colombia sono davanti a noi”, ha aggiunto.

La continuità con la svolta a destra in America Latina

Questa vittoria non arriva in isolamento. Come sottolinea Reuters, si colloca in un’ampia onda conservatrice e populista di destra che ha già portato al potere leader come Milei in Argentina, Bukele in El Salvador, Kast in Cile e altri in Honduras, Ecuador e Costa Rica. Anche in Perù, dove è ancora in corso il conteggio dei voti, Keiko Fujimori appare favorita.

Gli elettori di questi Paesi, stanchi di insicurezza, problemi economici e delusioni dai governi di sinistra, hanno scelto mano ferma, pragmatismo e alleanze con Trump. La Colombia si allinea così a questo trend regionale.

De La Espriella ha di fronte sfide enormi in un Paese spaccato, ma il messaggio emerso dalle urne è chiaro: dopo quattro anni a sinistra, molti colombiani vogliono ordine, sicurezza e una prospettiva di ripresa concreta.

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