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Cosa c’è nel nuovo piano strategico di Sace

Sace ha presentato il piano strategico 2026-2028 da 150 miliardi di euro. Ecco come si muoverà l'agenzia di credito all'esportazione partecipata dal Mef. Numeri, dettagli e dichiarazioni.

Alla vigilia del traguardo dei suoi primi 50 anni – Sace è stata fondata nel 1977 – l’agenzia italiana di credito all’esportazione partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ha presentato Sace50, il piano strategico 2026-2028 che definisce le priorità e il ruolo della società come leva di politica industriale ed economica del Paese.

COSA PREVEDE IL PIANO SACE50

Il piano, approvato dal Consiglio di amministrazione, è il risultato di un percorso di ascolto che ha coinvolto oltre 400 imprese, in un contesto internazionale in rapida evoluzione e caratterizzato da un’elevata incertezza. In questo scenario, sottolinea Sace, saranno messi a disposizione circa 150 miliardi di euro di nuovi impegni nel triennio 2026-2028: circa 40 miliardi nel 2026, 51 miliardi nel 2027 e 58 miliardi nel 2028.

CONTINUITÀ, MA DIVERSA COMPOSIZIONE

Il livello complessivo degli impegni, evidenzia l’Agenzia, “si colloca in continuità rispetto al triennio precedente ma con una diversa composizione, coerente con le nuove priorità strategiche individuate: rafforzamento del ruolo di Sace a supporto della proiezione internazionale delle imprese italiane e maggiore capacità di intervento su iniziative nazionali ad alto impatto sistemico”.

I SETTORI STRATEGICI: AUTOMAZIONE, INFRASTRUTTURE, CANTIERISTICA, DIFESA & AEROSPAZIO

Il Piano rafforza il ruolo di Sace nel sostegno alle imprese italiane impegnate nei percorsi di crescita sui mercati esteri, “con particolare attenzione alla diversificazione dei mercati di sbocco, al rafforzamento del sostegno alle filiere produttive e al sostegno dei settori a maggiore potenziale per il Made in Italy”. L’obiettivo è in particolare quello di “sostenere le filiere ad alto potenziale di export e internazionalizzazione. Le filiere core individuate sono: automazione e meccanica strumentale, infrastrutture e costruzioni, economia blu e cantieristica, difesa e aerospazio. A queste si affiancano settori strategici del Made in Italy, tra cui digitale e microelettronica, automotive, agroalimentare, chimica, energia, siderurgia e metallurgia, tessile”.

DIVERSIFICAZIONE ANCHE GEOGRAFICA

La strategia di diversificazione riguarderà anche i mercati geografici, con un focus sulle opportunità offerte da Asia, Medio Oriente, Nord Africa e America Latina, oltre al rafforzamento delle relazioni industriali e commerciali nelle cosiddette filiere cross-border, ossia le catene produttive integrate tra imprese italiane e straniere, nelle economie avanzate.

COS’È LA GARANZIA ARCHIMEDE

Nel nuovo quadro strategico assume inoltre un ruolo centrale l’operatività sul mercato domestico attraverso la Garanzia Archimede, lo strumento principale di impiego della garanzia dello Stato per promuovere investimenti addizionali in iniziative strategiche per il Paese.

Nel triennio questi interventi sono destinati a crescere progressivamente fino a circa 14 miliardi di euro l’anno, per un totale di circa 32 miliardi, con una concentrazione su operazioni di maggiore rilevanza e su portafogli di investitori istituzionali selezionati in base ai criteri di addizionalità, sostenibilità economica e rilevanza per il sistema produttivo.

QUATTRO DIRETTRICI STRATEGICHE, DUE FATTORI ABILITANTI

Per conseguire gli obiettivi del Piano, Sace farà leva su quattro direttrici strategiche e due fattori abilitanti: l’evoluzione del modello di servizio in chiave advisory, il rafforzamento e l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi, la valorizzazione della complementarità tra le società del Gruppo e il consolidamento delle partnership con il sistema pubblico, finanziario e istituzionale, anche per aumentare la capacità complessiva di intervento.

LE PAROLE DI PIGNOTTI E PICCHI

Secondo l’amministratore delegato Michele Pignotti, oltre a rafforzare la missione storica di Sace a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione, il nuovo piano “segna anche un cambio di passo nel supporto pubblico alle imprese italiane con un approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile per accompagnare le aziende nei mercati internazionali, rafforzare la competitività delle filiere e indirizzare la garanzia pubblica a sostegno di nuovi investimenti nel Paese, valorizzando l’effetto leva e il coinvolgimento di capitali privati, coerentemente e in raccordo con gli strumenti europei di garanzia, al fine di concentrare risorse pubbliche su mercati, filiere e progetti d’investimento in grado di produrre ricadute tangibili sulla crescita del Paese”.

Per il presidente Guglielmo Picchi, invece, il nuovo piano valorizza “appieno la missione originaria della società a supporto dell’export e della proiezione internazionale delle imprese italiane, da sempre motori della crescita del Paese. In un contesto in cui economia e geopolitica sono sempre più connesse, rafforziamo il nostro impegno per sostenere il Made in Italy nel mondo e contribuire alla competitività dell’Italia, lavorando in sinergia con le istituzioni, il sistema finanziario e tutti gli attori del Sistema Paese”.

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