Gli Stati Uniti alzano la pressione sulla Germania e aprono la strada a una possibile nuova stagione di dazi. Washington ha infatti avviato un’indagine formale sulle politiche tedesche di determinazione dei prezzi dei farmaci, accusando Berlino di remunerare in modo insufficiente i medicinali innovativi e di scaricare sui consumatori americani una quota eccessiva dei costi globali della ricerca farmaceutica.
A tutto questo si aggiunge la riforma sanitaria voluta dal governo tedesco per contenere la spesa pubblica, una scelta che l’amministrazione Trump considera incompatibile con l’obiettivo di sostenere gli investimenti nell’innovazione del settore.
L’INDAGINE DI WASHINGTON
L’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) ha annunciato l’avvio di un’indagine ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, lo strumento che consente a Washington di adottare misure unilaterali contro pratiche commerciali ritenute sleali. L’obiettivo è verificare se il “persistente sottopagamento dei prodotti farmaceutici innovativi da parte della Germania sia irragionevole o discriminatorio e costituisca un ostacolo o una restrizione al commercio degli Stati Uniti”.
Secondo l’avviso pubblicato nel Federal Register, le prove raccolte indicherebbero che la Germania applica politiche e pratiche di prezzo “ingiuste” nei confronti dei farmaci innovativi. L’amministrazione americana sostiene inoltre che la riduzione dei ricavi derivante da tali politiche contribuisca a limitare gli investimenti in ricerca e sviluppo, trasferendo sugli Stati Uniti una quota sproporzionata dei costi dell’innovazione farmaceutica.
LE ACCUSE DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP
“Il presidente Trump – ha spiegato il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer – ha chiarito che i pazienti americani non dovrebbero sostenere una quota sproporzionata dei costi mondiali della ricerca e dello sviluppo farmaceutico”.
Greer ha espresso particolare preoccupazione per l’accelerazione dell’iter legislativo tedesco finalizzato a ridurre ulteriormente la spesa per i farmaci innovativi, definendolo “un grave passo indietro in un momento in cui i nostri partner commerciali devono fare di più e iniziare a pagare la loro giusta quota”. Secondo il responsabile dell’USTR, i pazienti statunitensi pagano quasi quattro volte più dei cittadini tedeschi per i farmaci di marca.
L’ufficio commerciale americano, riferisce Bloomberg, aprirà il 25 giugno una procedura per la raccolta di osservazioni pubbliche, con termine fissato al 10 agosto, e terrà un’audizione pubblica il 22 settembre prima di formulare le proprie conclusioni.
LA RIFORMA SANITARIA TEDESCA
L’indagine arriva in una fase delicata per Berlino. Ad aprile il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha presentato una vasta riforma del sistema sanitario pubblico con l’obiettivo di contenere un deficit di finanziamento stimato in circa 20 miliardi di euro. Le misure mirano a generare risparmi superiori a 16 miliardi di euro e comprendono modifiche ai meccanismi di determinazione dei prezzi e di rimborso dei farmaci.
Parte delle proposte iniziali prevedeva l’introduzione di sconti variabili sui medicinali, ma dopo le critiche dell’industria farmaceutica, il governo tedesco ha iniziato a valutare correttivi, sostituendo alcuni dei meccanismi contestati con formule più stabili. Il Ministero federale della Salute ha comunque precisato che nessuna decisione definitiva è stata ancora adottata.
LE PRESSIONI DELLE AZIENDE FARMACEUTICHE
L’iniziativa americana arriva dopo mesi di crescente pressione da parte delle multinazionali del settore. Come scrive il Financial Times, Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, ha scritto al cancelliere Merz avvertendo che la nuova legislazione potrebbe mettere a rischio gli investimenti del gruppo in Germania. Anche Pascal Soriot, amministratore delegato di AstraZeneca, ha segnalato la possibilità di rinviare o limitare il lancio di nuovi farmaci sul mercato tedesco qualora le misure venissero approvate nella loro forma attuale.
A inizio giugno Eli Lilly ha annunciato il dimezzamento del previsto investimento da 2,3 miliardi di euro nello stabilimento di Alzey, in Renania-Palatinato. Anche Boehringer Ingelheim ha comunicato la cancellazione di piani di espansione per circa 900 milioni di euro. Entrambe le aziende hanno collegato le proprie decisioni alle prospettive create dalla riforma sanitaria tedesca.
LO SCONTRO SUI PREZZI DEI FARMACI
La controversia si inserisce in un confronto più ampio tra Washington e diversi governi europei sul finanziamento dell’innovazione farmaceutica. L’amministrazione Trump sostiene che i prezzi più bassi praticati in Europa costringano i consumatori americani a sostenere una quota sproporzionata dei costi di ricerca e sviluppo.
Un rapporto della RAND Corporation pubblicato nel 2024 ha rilevato che i prezzi dei farmaci soggetti a prescrizione negli Stati Uniti sono mediamente pari a 2,78 volte quelli registrati in altri 33 Paesi, con differenze ancora più significative nel caso dei medicinali di marca.
Washington considera il Regno Unito un modello da seguire. Ad aprile Londra ha raggiunto un accordo con gli Stati Uniti che prevede un aumento della spesa britannica per i farmaci innovativi nel prossimo decennio e garantisce al settore farmaceutico un’esenzione dai dazi americani per tre anni. “La Germania dovrebbe seguire lo stesso esempio attraverso negoziati costruttivi per affrontare questo squilibrio”, ha affermato Greer.
IL POSSIBILE ESITO
Le indagini condotte ai sensi della Sezione 301, stando a France24, possono concludersi con l’imposizione di dazi o altre misure commerciali nei confronti del Paese interessato. L’amministrazione Trump ha già utilizzato questo strumento contro numerosi partner commerciali e, nelle ultime settimane, ha proposto nuovi dazi fino al 12,5% nei confronti di decine di economie coinvolte in altre inchieste commerciali.
Pur lasciando aperta la strada al negoziato, Washington considera infatti la questione dei prezzi farmaceutici una priorità strategica. “Riteniamo che Stati Uniti e Germania possano trovare una soluzione che ampli l’accesso dei cittadini tedeschi ai farmaci più innovativi, garantendo al contempo un equo rimborso per i medicinali prodotti dai lavoratori americani”, ha dichiarato Greer.





