L’impatto del conflitto in Medio Oriente sull’attività globale di Bmw “va oltre le nostre previsioni iniziali”. A dirlo, senza giri di parole, il board della Casa automobilistica di Monaco di Baviera spiegando perché abbia deciso di rivedere al ribasso le previsioni per l’intero esercizio finanziario 2026, col risultato immediato ben fotografato alla riapertura dei mercati, dove il titolo in avvio arriva a perdere anche il 7 per cento (e sulla medesima cifra ondeggiava ancora a mezzodì).
LA GUERRA IN MEDIO ORIENTE COLPISCE BMW
Con lo scoppio e il protrarsi del conflitto voluto da Israele e Stati Uniti, i prezzi dell’energia si sono fatti più elevati rispetto al periodo immediatamente precedente pesando sulla struttura dei costi dell’azienda. Parallelamente, spiega il costruttore bavarese, l’instabilità dovuta al conflitto sta avendo un impatto negativo sulla fiducia dei consumatori nei mercati di tutto il mondo.
Un danno importante ma soprattutto già in essere, per questo proprio nelle stesse ore in cui Donald Trump annunciava baldanzoso la possibile fine della guerra in Iran, Bmw comunicava comunque l’erosione delle stime iniziali per l’intero 2026.
NUOVI RALLENTAMENTI IN CINA
Come gli altri marchi tedeschi in crisi, da Volkswagen a Porsche, Bmw soffre inoltre per la perdita di terreno in Cina. Bmw “non può operare indipendentemente da questo sviluppo del mercato – si legge in una nota – La crescita dei volumi di vendita in Europa e negli Stati Uniti non può compensare il calo delle vendite in Cina e nella regione Asia-Pacifico”.
Tuttavia, la sbornia di vendite provocata dagli incentivi statali e la successiva guerra dei prezzi scatenata dai marchi autoctoni quando Pechino ha infine chiuso i rubinetti stanno rapidamente saturando l’immane mercato, rendendo peraltro impossibile ai marchi occidentali trovare spiragli per competere.
LE PREVISIONI DI BMW PER IL 2026
Alla luce di quanto detto, Bmw si aspetta per l’esercizio finanziario 2026 un lieve calo nelle consegne mentre prima erano ritenute potenzialmente in linea con l’anno precedente, un margine Ebit tra l’1% e il 3% (contro la forbice precedentemente indicata tra il 4% e il 6%), un utile ante imposte in calo significativo sull’anno precedente rispetto alla precedente previsione che lo dava soltanto in calo moderato.
Gli analisti bavaresi ipotizzano un Automotive Free Cashflow superiore a 2,5 miliardi di euro. Infine, viene comunicato che il rapporto di distribuzione dei dividendi dovrebbe essere pari al 30-40% dell’utile netto attribuibile agli azionisti mentre il programma di riacquisto di azioni proprie in corso permarranno invariati.
COSA DICONO GLI ANALISTI
Guardando a cosa dicono gli analisti, Jefferies abbassa il prezzo obiettivo per Bmw da 92 a 70 euro – ‘Hold’ mentre JP Morgan lo porta a 82 euro da 100 euro – ‘Overweight’ e DZ Bank riduce il fair value sulla casa automobilistica a 75 euro dai 94 euro iniziali – ‘Buy’.








