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Golden power, tutti i paletti del governo alla joint venture Leonardo-Baykar per i droni

Il governo italiano ha esercitato il Golden power per dare il via libera condizionato alla joint venture tra Leonardo e l'azienda turca Baykar per la produzione di sistemi aerei a pilotaggio remoto di nuova generazione. Tutti i dettagli

Via libera dall’italia all’approvazione condizionata alla joint venture tra Leonardo e Baykar per i droni.

Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla costituzione della joint venture tra il colosso della difesa italiano e l’azienda dei droni turca, esercitando i poteri speciali previsti dalla normativa sul golden power, secondo quanto anticipato dal Messaggero. L’operazione riguarda la creazione di una nuova società partecipata al 50% da Leonardo e al 50% da Baykar, con l’obiettivo di produrre sistemi aerei a pilotaggio remoto di nuova generazione.

Secondo il quotidiano romano, a sostenere l’urgenza dell’approvazione, anche in considerazione delle scadenze imminenti, è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Con questa decisione prende dunque forma la cooperazione industriale tra Italia e Turchia nel settore dei droni.

L’accordo, annunciato per la prima volta nel marzo 2025 e strutturato come una partnership paritetica, punta a dar vita a una joint-venture, con sede in Italia, dedicata alla progettazione, sviluppo, produzione e manutenzione di sistemi aerei senza pilota.

Tutti i dettagli.

LE CONDIZIONI IMPOSTE DAL GOLDEN POWER

L’autorizzazione del governo è accompagnata da una serie di prescrizioni finalizzate alla tutela degli interessi strategici nazionali. Tra le condizioni imposte, riferiscono fonti a conoscenza del dossier, figura l’obbligo di destinare le attività di sviluppo internazionale esclusivamente verso Paesi considerati “allineati” alle politiche dell’Unione europea e della Nato.

L’obiettivo delle prescrizioni è garantire la tutela degli «interessi strategici nazionali» e assicurare la continuità della supply chain, precisa Il Messaggero. Parallelamente, l’intelligence italiana, coinvolta nell’esame dell’operazione nel corso della riunione del tavolo interministeriale dell’11 giugno, ha richiesto specifiche misure per proteggere le informazioni classificate e le tecnologie che saranno conferite alla nuova società dettaglia ancora il quotidiano. Tutta la tecnologia impiegata nella costruzione dei droni sarà classificata. Le disposizioni mirano infatti a ridurre il rischio di «perdita di capacità tecnologiche» nazionali e a preservare il patrimonio industriale e tecnologico italiano nel settore della difesa.

I VANTAGGI INDUSTRIALI DELL’INTESA

La partnership sfrutterà le avanzate piattaforme senza pilota di Baykar, che hanno dimostrato efficacia operativa sui mercati a livello internazionale, e l’esperienza di Leonardo nella progettazione dei sistemi di missione e payload, e relativa certificazione aeronautica in Europa, spiegavano le aziende un anno fa.

Le aziende – entrambe attualmente impegnate nello sviluppo e nella produzione di sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicle), sistemi elettronici, payload, C4I (Command, Control, Communications, Computers, and Intelligence), Intelligenza Artificiale, sistemi di missione integrati, attrezzature e servizi spaziali – garantiranno l’interoperabilità all’interno di ecosistemi multi-dominio, prosegue la nota.

Per Baykar rappresenta un’opportunità di accesso al mercato europeo attraverso la collaborazione con il principale gruppo italiano della difesa e dell’aerospazio. Allo stesso tempo, la società turca potrà beneficiare dell’accesso a tecnologie avanzate sviluppate dall’industria italiana. Per Leonardo, invece, la partnership consente di rafforzare la propria presenza nel comparto dei droni e di integrare le proprie competenze con quelle di uno dei principali produttori mondiali del settore.

I SITI DI LEONARDO COINVOLTI

I siti di Leonardo impegnati nelle attività sviluppate dalla Joint Venture saranno quelli di Ronchi dei Legionari, centro specialistico nel settore unmanned, Torino e Roma Tiburtina, rispettivamente per gli aspetti legati alla produzione e per lo sviluppo delle tecnologie integrate multi-dominio, e Nerviano per l’offerta di soluzioni congiunte per il settore Spazio.

ALLA CONQUISTA DI UN MERCATO POTENZIALE DA 100 MILIARDI DI EURO…

Infine, l’operazione rappresenta un passaggio rilevante per il comparto della difesa e per la strategia industriale di Leonardo nel settore dei sistemi unmanned. Grazie all’accordo con Baykar, il gruppo italiano entra in modo più incisivo in un mercato che la stessa azienda stima possa valere 100 miliardi di euro nel prossimo decennio.

Baykar è oggi il principale esportatore mondiale di droni e registra un fatturato superiore ai due miliardi di euro. L’azienda turca si è affermata negli ultimi anni come uno dei principali protagonisti del mercato internazionale grazie alla diffusione dei suoi velivoli senza pilota in numerosi Paesi.

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