Fate un test: cercate su Google o su Youtube notizie e filmati di incidenti automobilistici in Cina. Vi compariranno decine di pagine con decine di risultati e un denominatore comune: quelle che vedete in fiamme, cozzare contro altre vetture o passanti, capottarsi in curva sono tutte auto moderne fresche di concessionaria, altamente tecnologiche, spesso persino con algoritmi ai comandi. Proprio l’aumento di sinistri, molti dall’esito mortale, sta spingendo il legislatore a settare nuove stringenti regole.
DOPO LE MANIGLIE A SCOMPARSA SOTTO LA LENTE I SEDILI RECRINABILI
Un cambio di passo inedito dopo la sbornia nell’ultimo periodo dovuta al fatto che il regime che guida al Paese ha preferito lasciar sbizzarrire imprenditori e imprese per non frenarne la competitività. Un primo segnale era già arrivato dal fatto che fossero finite alla sbarra le maniglie a scomparsa: troppo deboli e troppi mal funzionamenti in caso di sinistri.
La stampa locale riporta di un buon numero di casi nei quali non è stato possibile da parte dei soccorritori raggiungere gli occupanti mentre l’auto bruciava. Ma questa non è l’ultima innovazione che potrebbe avere vita breve nel Paese asiatico. La deregulation cinese ha infatti provocato a sua volta una deregulation alla “guida” delle auto. Troppi i conducenti che si affidano ciecamente agli Adas (Advanced Driver Assistance Systems), distraendosi mentre la legge prescrive di restare alla guida.
I TANTI CASI DI GUIDATORI SPIAGGIATI IN AUTO
Sempre più nutrita la casistica di multe e patenti ritirate perché il conducente non solo non prestava attenzione, ma addirittura viaggiava completamente disteso sfruttando pienamente la curva offerta dai sedili recrinabili, che diventano così il nuovo obiettivo dei dicasteri competenti. Anche perché, viene spiegato, procedere in tal modo, distesi come su un’amaca, non solo non permette di vedere la strada, ma non consente nemmeno a dispositivi salvavita come airbag e cinture di funzionare correttamente.
SOTTO LA LENTE PURE VOLANTI SIMILI A CLOCHE E TOUCH SCREEN
I vari uffici stanno anche valutando le fogge di volanti studiati appositamente per lasciare il maggior spazio possibile al conducente. Ci sono modelli che permettono persino di sedere con le gambe incrociate. Ma volanti troppo piccoli e dalle forme strane possono rivelarsi pericolosi, soprattutto nei casi emergenziali.
E poi ci sono i touch screen: le auto cinesi sono spesso piene di plance e visori, veri e propri tablet che oltre a contenere le informazioni demandate ai cruscotti tradizionali, ospitano app, film, videogiochi e ovviamente modalità karaoke, che in Oriente va per la maggiore. Tutte fonti di distrazione, come peraltro ha già sentenziato proprio all’inizio di quest’anno alle nostre latitudini l’EuroNCAP – l’ente che valuta quanto siano sicure le auto assegnando fino a un massimo di cinque stelle – aggiornando i suoi criteri per penalizzare appunto i modelli che s’affidano a monitor sensibili al tocco.
LE AUTORITÀ CINESI FANNO IRRUZIONE NEI SALOTTI A QUATTRO RUOTE
I dati di vendita dicono che la sterminata platea cinese, destinata a diventare primo mercato al mondo, esige auto belle fuori ma soprattutto comode dentro: alle prestazioni il guidatore medio in Cina preferisce che gli interni siano veri e propri salottini viaggianti pensati per svolgere attività ludico-ricreative che intrattengano gli occupanti durante il viaggio.
Una narrazione fin qui tollerata dal governo cinese, dal momento che le aziende del Dragone competono con quelle americane sulle soluzioni AI di guida autonoma destinate a trasformare i concetti stessi di auto e di viaggi. Una narrazione che, esasperata peraltro dal boom di vetture circolanti (secondo la China Association of Automobile Manufacturers solo nel 2025 sono state vendute quasi 35 milioni di nuove vetture), inizia ad avere un costo sociale troppo auto, dato che rendere le auto comode e belle le rende talvolta pure meno sicure, mentre i vari optional hi-tech distraggono i conducenti che quasi si sentono autorizzati dal marketing fin troppo spinto e da pubblicità ingannevoli che esaltano le proprietà degli algoritmi di bordo a non prestare più attenzione a quanto avviene sulla carreggiata.
NUOVE REGOLE PURE PER LE EREV
Da qui la decisione di procedere con interventi normativi che riportino ordine nel Far West urbano scatenato da questa spasmodica rincorsa a immettere sul mercato soluzioni sempre più hi-tech. E non sarà la sola stretta in arrivo dato che sono attese novità anche sul fronte Erev (Extended Range Electric Vehicle), ovvero le vetture a propulsione elettrica dotate di un motore termico utilizzato esclusivamente come generatore.
In questo caso è stato comunicato che i powertrain elettrici con potenze inferiori a 50 kW dovranno garantire una costanza di rendimento con variazioni massime di 1,5 kW così da eliminare le soluzioni meno efficienti o progettate per risultare competitive solo in fase di omologazione e test più severi su cicli di affaticamento pari a 750 ore di guida e 100.000 sequenze di Start-Stop, per valutarne la longevità sul medio e lungo periodo.







