Anche Pfizer punta sull’intelligenza artificiale per accelerare la scoperta di nuovi farmaci e sceglie Chai Discovery, una startup californiana specializzata nella progettazione di biomolecole tramite modelli generativi. L’accordo garantisce al gruppo farmaceutico l’accesso anticipato a Chai-3, il più avanzato sistema sviluppato dall’azienda, e a una versione personalizzata costruita sui dati proprietari di Pfizer.
L’intesa arriva in una fase di crescente adozione dell’IA da parte delle grandi aziende del settore e rappresenta uno dei più importanti riconoscimenti ottenuti finora da una società fondata appena due anni fa.
L’ACCORDO CON PFIZER
Secondo quanto annunciato da Chai Discovery, la piattaforma di intelligenza artificiale della startup verrà integrata nei processi di ricerca di Pfizer per supportare l’identificazione e la progettazione di nuove molecole. Oltre all’accesso a Chai-3, Pfizer potrà utilizzare un modello sviluppato specificamente sul proprio databse e adattato ai suoi flussi di lavoro di ricerca.
L’obiettivo è accelerare le prime fasi della scoperta di farmaci biologici, un ambito storicamente caratterizzato da lunghi cicli sperimentali e da elevati tassi di insuccesso. Chai sostiene che i propri modelli siano in grado di prevedere e riprogrammare le interazioni tra molecole, consentendo ai ricercatori di progettare biomolecole con caratteristiche funzionali definite.
Joshua Meier, cofondatore della startup, ha spiegato che la collaborazione mira a mettere la tecnologia dell’azienda “direttamente nelle mani di una delle principali organizzazioni mondiali impegnate nella scoperta di farmaci”. Secondo Meier, infatti, “combinando la piattaforma di IA all’avanguardia di Chai con la profondità scientifica, i dati e le capacità di ricerca di Pfizer, vediamo l’opportunità di ampliare e accelerare ciò che è possibile fare nella scoperta di farmaci biologici e di aiutare Pfizer a perseguire bersagli che i metodi tradizionali hanno faticato a raggiungere”.
CHAI-3 E IL SALTO TECNOLOGICO
Uno degli elementi centrali dell’accordo è Chai-3, un modello che l’azienda non aveva ancora reso pubblico. Pfizer sarà tra i primi partner farmaceutici ad accedervi.
Secondo Chai, il sistema introduce miglioramenti significativi nella progettazione di anticorpi assistita dall’intelligenza artificiale. Il tasso di successo risulta doppio rispetto alla generazione precedente e il tasso di fallimento viene ridotto della metà, mantenendo la capacità di produrre anticorpi conformi agli standard terapeutici richiesti.
Il modello migliora inoltre le prestazioni legate al legame terapeutico, la progettazione di molecole multispecifiche e la capacità di sviluppare candidati contro bersagli biologici che i metodi tradizionali hanno avuto difficoltà a trattare.
CHI C’È DIETRO CHAI DISCOVERY
Chai Discovery è stata fondata nel 2024 a San Francisco da Joshua Meier, Jack Dent, Matthew McPartlon e Jacques Boitreaud. Il team riunisce competenze maturate in organizzazioni come OpenAI, Meta FAIR, Stripe, nella progettazione molecolare e nella ricerca accademica.
L’obiettivo dichiarato dei fondatori è portare “la precisione e la prevedibilità dell’ingegneria” in uno dei problemi più complessi della scienza moderna, quello dello sviluppo di terapie più efficaci e rapide anche per condizioni considerate difficili o impossibili da trattare farmacologicamente.
COSA FA…
L’azienda sviluppa modelli di IA progettati per comprendere struttura e funzione biologica, generare nuove molecole partendo da zero e aiutare le aziende farmaceutiche a lavorare su bersagli che finora si sono dimostrati particolarmente complessi. Secondo Meier, l’intelligenza artificiale ha aperto una strada per affrontare obiettivi biologici che in passato risultavano fuori dalla portata degli approcci tradizionali.
…E COME È CRESCIUTA
L’interesse degli investitori verso Chai, scriveva un anno fa il Financial Times, è emerso con forza nel 2025, quando la startup ha raccolto 70 milioni di dollari raggiungendo una valutazione di circa 550 milioni di dollari, inclusi i nuovi capitali raccolti.
Al round hanno partecipato Menlo Ventures, DST Global Partners di Yuri Milner e Yosemite, gruppo di investimento focalizzato sull’oncologia fondato da Reed Jobs, figlio del fondatore di Apple Steve Jobs. Hanno inoltre rafforzato il proprio sostegno investitori già presenti nel capitale come Thrive Capital e OpenAI.
Greg Yap, partner di Menlo Ventures, aveva definito Chai una realtà capace di riunire “il meglio dei talenti nell’IA avanzata con una reale competenza biologica”. Menlo aveva guidato il finanziamento attraverso il proprio veicolo di co-investimento con la startup di intelligenza artificiale Anthropic.
Tra gli investitori citati più recentemente dall’azienda, oltre a OpenAI, Thrive Capital, Menlo Ventures, figurano inoltre Oak HC/FT, General Catalyst e Dimension.
L’INTERESSE DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA
L’accordo con Chai si inserisce nella strategia di rafforzamento della pipeline di ricerca e sviluppo di Pfizer. Secondo Quartz, il gruppo farmaceutico ha registrato ricavi per 14,45 miliardi di dollari nel primo trimestre grazie alla crescita dell’oncologia e dei prodotti lanciati di recente. A maggio, l’amministratore delegato Albert Bourla ha dichiarato che la pipeline dell’azienda sta avanzando su più fronti, sostenuta da risultati positivi provenienti dagli studi clinici di Fase 3.
L’intesa rappresenta inoltre un ulteriore segnale della crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi operativi delle grandi aziende farmaceutiche. Recentemente anche Merck e Google Cloud hanno annunciato una partnership pluriennale del valore potenziale fino a 1 miliardo di dollari per applicazioni di IA destinate alla ricerca e sviluppo, alla produzione e alle attività commerciali.







