I numeri fotografano un sostanziale pareggio. Che ai ballottaggi delle Amministrative inducono il Pd a parlare di una affermazione del “campo progressista”. E a ironizzare su Giorgia Meloni, che, con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, loda “solidità e radicamento” della coalizione di centrodestra.
Elly Schlein attacca Meloni sull’uso “della calcolatrice”. Ma poiché, come diceva Cuccia per le azioni, il dato politico del voto di milioni di elettori forse è meglio pesarlo che contarlo, il Pd e il campo largo di colpo sembrano dimenticare la pesante sconfitta al primo turno di Venezia, la città più importante di questa tornata di Amministrative, rimasta al centrodestra, nonostante la sinistra avesse annunciato che dalla laguna avrebbe mandato la premier a casa, sentendosi sicura di un automatismo tra la vittoria del No al referendum sulla Giustizia e la rimonta attraverso le Amministrative verso la vittoria finale delle Politiche nel 2027.
Proprio ieri, come aveva già annunciato, tiene a sottolineare, Andrea Martella, l’ex candidato battuto, ha dato le sue dimissioni da segretario regionale del Pd del Veneto, che dovrà ripartire da “un profilo politico”. Il Pd e anche Matteo Renzi, che esalta il fatto che il campo largo ha tolto Agrigento al centrodestra, che ha perso anche a Bronte, sembrano dimenticare anche la clamorosa vittoria al primo turno del centrodestra che ha strappato Reggio Calabria al centrosinistra dopo più di un decennio.
Ma anche in questi ballottaggi, conclusisi in sostanziale parità numerica e con un numero di sindaci in 18 Comuni capoluogo per la sinistra superiore, 8 sindaci a fronte dei 6 al centrodestra, ci sono alcune affermazioni simboliche per la coalizione di governo in città strappate alla sinistra come Lecco, con il neosindaco Filippo Boscagli, espresso da FdI, e in altre della Lombardia, come Vigevano. A Vigevano in particolare si spegne di colpo l’exploit del candidato di Roberto Vannacci, al primo turno arrivato a più del 14 per cento, che nonostante avesse indicato di non andare a votare per il ballottaggio neppure per il candidato di Forza Italia, presentatosi da solo al primo turno, dove la coalizione si era divisa, deve prendere atto che gli elettori del centrodestra hanno invece premiato il neo sindaco, candidato di FI, Paolo Previde Massara. Vittoria che in particolare fa esultare Tajani e il deputato lombardo Alessandro Sorte. Salvini esulta a sua volta in particolare per la conferma del sindaco di Macerata, espresso dalla Lega, Sandro Parcaroli: “Grande Sandro, metterò una tenda lì…”, a Macerata dove il leader leghista è stato numerose volte.
Andrea Crippa, commissario della Lega in Toscana, sottolinea il “fattivo contributo” leghista per la vittoria a Arezzo, che resta al centrodestra, del neosindaco Francesco Comanducci e di Sara Grilli che, con un clamoroso ribaltone, strappa, proprio lei che era stata espulsa dal Pd, sostenuta dal centrodestra, Viareggio alla sinistra.
Anche la Lega, presa in particolare di mira dall’ondata politica e mediatica vannacciana, che proprio nella città toscana aveva visto un recente megaraduno con il generale, tira un respiro di sollievo ai ballottaggi. Il centrosinistra conserva Comuni importanti come Chieti, Mantova e molti altri, strappa Agrigento al centrodestra. Ma sembra già dimenticare Venezia, che aveva fatto diventare a queste Amministrative la città simbolo della fallita “rimonta” trainata dal referendum. E, in tutto questo, Vannacci finora non pervenuto all’esito finale delle urne. Sondaggi a parte. Maurizio Lupi, leader di “Noi Moderati”, già sentenzia: “Sfumato l’effetto Vannacci”.







