“Ma la lettera di Meloni è stata determinante affinché Bruxelles alla fine cedesse, ha detto un funzionario dell’UE”.
Non sappiamo quanti quotidiani italiani domani riporteranno quanto pubblicato poche ore fa sul sito del Financial Times. Ma è un fatto che la posizione del governo italiano non solo ha ottenuto ascolto, ma addirittura è stata accolta dalla Commissione e da Ursula von der Leyen.
Infatti, a distanza di poche ore sia Bloomberg (per primo) che Financial Times hanno riferito che la Commissione sta valutando una proposta per concedere agli Stati membri maggiore flessibilità di bilancio per far fronte all’impennata dei costi energetici causata dalla guerra con l’Iran.
Secondo fonti vicine al dossier, il provvedimento permetterebbe ai governi di destinare circa lo 0,3% del PIL a spese legate all’energia (sostegni a famiglie e imprese, misure di contenimento dei prezzi) al di fuori delle normali regole fiscali UE.
La misura arriva dopo le forti pressioni dell’Italia e della premier Giorgia Meloni, che nelle scorse settimane ha inviato una lettera alla presidente Ursula von der Leyen chiedendo esplicitamente di estendere alle spese energetiche la stessa flessibilità già concessa per la difesa. In quella richiesta, Meloni sottolineava
Questo “energy buffer” rientra nel margine dell’1,5% già concesso per la difesa e serve a evitare l’apertura di procedure per deficit eccessivo e costringano i Paesi, in particolare l’Italia, a violare i vincoli del Patto di Stabilità. I dettagli della proposta sono ancora in fase di elaborazione e potrebbero essere formalizzata nelle prossime settimane.
Il quotidiano londinese, che riprende Bloomberg, riconosce apertis verbis che la misura arriva dopo le forti pressioni dell’Italia e della premier Giorgia Meloni. Era noto che la Commissione inizialmente era contraria, ma oggi ha ceduto dopo la lettera di Meloni. Un fatto inimmaginabile, dopo 25 anni di governi italiani col piattino in mano a Bruxelles. Le misure dovranno comunque essere mirate e temporanee.
L’Italia ha già speso circa 1 miliardo di euro in riduzioni delle accise sui carburanti da marzo. Un ruolo non secondario l’ha avuto l’avvertimento della Meloni che, senza sostegno energetico, l’Italia potrebbe rinunciare a circa 15 miliardi di euro di prestiti UE per la difesa.
La soddisfazione per le notizie che giungono da Bruxelles non deve però farci dimenticare che accogliamo con esultanza cose che dovrebbero essere normali e per le quali l’Italia non dovrebbe chiedere nulla a nessuno. Siamo purtroppo nel regime della razione di cioccolata di Orwell e ci tocca esultare per il fatto di riceverla, dimenticando che in passato era più abbondante e non dovevamo nemmeno chiederla.







