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Honda ripartirà dall’ibrido?

Cancellata la Serie 0 che avrebbe dovuto rappresentare il proprio impegno nel full electric dal 2026 al 2030, Honda riparte dalla sbandata economica dell'ultimo anno dovuta agli errori strategici sull'auto elettrica puntando sull'ibrido e dando nuova vita al motore a scoppio. L'elettrizzazione totale della gamma calciata lontano, al 2050

Come titolato qualche settimana fa su queste pagine, Honda – secondo marchio nipponico per volumi dopo Toyota – all’inizio di quest’anno ha dovuto ammettere di aver subito un vero e proprio tsunami finanziario: per la prima volta dal 1957 (anno della sua quotazione in Borsa)  ha chiuso in perdita, con un rosso di circa 424 miliardi di yen, pari a 2,29 miliardi di euro, a fronte dell’utile di 836 miliardi di yen dell’anno precedente. Tutta colpa, s’è affrettata a dire la dirigenza (che s’è pure tagliata lo stipendio per un trimestre) dell’aver creduto troppo – contrariamente alla conterranea Toyota – nelle possibilità offerte dall’auto elettrica: le attività legate ai veicoli Ev hanno infatti generato perdite complessive per 1.450 miliardi di yen. E ora?

PRIMA SI CANCELLA, DOPO SI RIDISEGNA LA STRATEGIA

E ora bisogna ripartire. Non prima di aver fatto coriandoli della precedente strategia attraverso la cancellazione della 0 Series, o Serie 0, insomma la famiglia di auto elettriche presentata al CES di Las Vegas nel gennaio 2025 per debuttare coi primi modelli già quest’anno.

Invece, con lo slittamento dell’auto full electric al 2050, la 0 Saloon e la 0 Suv (caratterizzate dalla carrozzeria da berlina e da sport utility) sono di fatto finite nel cestino. Dopo le due apripista sarebbe dovuta essere la volta di una Suv entry level, di una Suv “extra large” a sette posti per il 2027 e di altre due crossover di taglia più compatta tra il 2028 e il 2029 per arrivare al 2030 con una berlina compatta. Tutto cancellato. Peraltro, come fa notare questa analisi di S&P, la cancellazione della RSX e la fine della produzione della RDX lasciano Acura senza alcun SUV compatto disponibile almeno fino al 2027.

E LO SVILUPPO DEL SOFTWARE?

Mentre dovrebbe per lo meno andare avanti lo sviluppo del software proprietario Asimo OS che avrebbe dovuto segnare l’ingresso della Casa nipponica nell’era dei software defined vehicles operando un controllo integrato di tutte le funzioni principali del veicolo, dall’infotainment alla guida autonoma (le Honda 0 Series sarebbero dovute essere i suoi primi modelli con un sistema di Livello 3).

GAME OVER PER AFEELA

A proposito di intrattenimento di bordo, è noto, Honda ha pure annichilito la jv tessuta in precedenza con la connazionale Sony: ufficialmente resta in piedi, ma non produrrà le auto presentate sempre al CES (anche in questo caso si trattava di una berlina e una Suv) a marchio Afeela.

HONDA RIPARTE COME IBRIDA

Una inchiodata in piena regola, con Honda corsa a riposizionarsi sull’ibrido e ad annullare tutti i piani di dismissione dei suoi motori a scoppio. E secondo quanto riporta la testata statunitense Automotive News riparte all’insegna del pragmatismo, affidandosi cioè come Ford, Stellantis, Porsche e Volkswagen (le case maggiormente colpite dalla portata economica dal cambio di strategia in corsa) a una nuova piattaforma di prossima generazione definita “multi-energia”, ovvero capace di ospitare sia motorizzazioni full electric sia sistemi ibridi. E con ogni probabilità darà la precedenza a questi ultimi, lasciando alle versioni alla spina  una quota marginale, almeno fino a quando non cambierà il mercato.

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