Preme sull’acceleratore Sitael, azienda del gruppo pugliese Angel Investments (la holding guidata da Vito Pertosa).
In occasione di SmallSat Europe 2026 di Amsterdam, l’azienda aerospaziale di Mola di Bari ha annunciato un piano di crescita verso i 200 milioni di euro di ricavi entro il 2031, sostenuto da oltre 150 milioni di backlog e nove lanci previsti entro il 2030.
Oggi Sitael opera attraverso due poli industriali in Italia: Mola di Bari, con una clean room d’avanguardia e cinque satelliti in costruzione simultanea; e Pisa, dove lo scorso luglio ha inaugurato la sua nuova Smart Space Factory 4.0, centro tecnologico per la produzione di sistemi di propulsione elettrica destinati a satelliti di nuova generazione.
“Il piano si inserisce nel nuovo ciclo spaziale europeo, in cui comunicazioni sicure, osservazione della Terra, difesa e sovranità tecnologica richiedono capacità industriali solide” indica la nota diffusa.
Inoltre, Sitael conferma anche il proprio posizionamento nei programmi europei, ribadendo l’intenzione di partecipare alle competizioni relative a Ers – European Resilience from Space e Iris2, nonché alle future architetture governative europee dedicate all’osservazione della Terra.
Tutti i dettagli.
COSA FA SITAEL
Ad oggi Sitael ha completato 29 missioni spaziali. La combinazione tra piattaforme satellitari e propulsione elettrica proprietaria le consente di distinguersi nei settori delle costellazioni satellitari, della gestione orbitale, della sostenibilità spaziale e delle missioni in Very Low Earth Orbit. L’azienda sviluppa soluzioni fondate sulle piattaforme NextGen ed Empyreum e ha inoltre avviato con l’Agenzia spaziale europea (Esa) il concetto di propulsore Ram-ep senza propellente per operazioni in orbite molto basse.
Sitael conta circa 280 persone, con una crescita netta dell’organico di almeno il 10% annuo. Inoltre, ha otto satelliti in costruzione, due piattaforme in sviluppo, thruster in qualifica e un backlog superiore a 150 milioni di euro.
I NUMERI DEL PIANO
Dunque il piano prevede ricavi dagli attuali circa 60 milioni di euro a circa 200 milioni entro il 2031, con Ebitda atteso in aumento dal 12% verso il 25%. La pipeline comprende nove lanci tra il 2026/2027 e il 2030: Platino 1, Eagle-1, cinque satelliti Iride, Platino 2 e la missione Esa Scout HiBiDiS.
Infatti, l’azienda pugliese sta realizzando per l’Esa i cinque satelliti più grandi e più potenti della costellazione di osservazione della Terra Iride, equipaggiati ciascuno con un sensore Iperspettrale per il monitoraggio ambientale, l’agricoltura di precisione e lo studio degli effetti del cambiamento climatico.
PRIME CONTRACTOR DELLA MISSIONE ESA HIBIDIS
Riguardo alla missione Esa HiBiDiS, attesa al lancio nel 2030, Sitael è prime contractor mentre tra i partner figurano Amos per lo strumento iperspettrale, Vito e l’Università di Zurigo per il processamento dati ed il caso scientifico. Dedicata allo studio della biodiversità, la missione contribuirà allo sviluppo di strumenti avanzati per il monitoraggio della sostenibilità e della resilienza degli ecosistemi, con particolare attenzione agli ambienti forestali.
“HiBiDiS è più di un nuovo contratto”, ha spiegato la ceo dell’azienda Chiara Pertosa. “Conferma la nostra evoluzione verso una mission company europea, capace di combinare piattaforma, payload, integrazione, dati e impatto”.
LA ROTTA TRACCIATA DAL CEO PERTOSA
Infine, secondo Pertosa “L’Europa sta entrando in un nuovo ciclo spaziale. Sitael è pronta a industrializzarlo”. “Per anni abbiamo investito prima del mercato. Oggi il mercato si muove verso le capacità che abbiamo costruito: stabilimenti, piattaforme, propulsione, missioni, clienti e una traiettoria chiara di crescita”.
In parallelo, l’azienda pugliese ha rafforzato il percorso di internazionalizzazione con il MoU siglato con Eycore, provider polacco di servizi SAR, che ha recentemente lanciato i suoi primi satelliti radar ad apertura sintetica. Quindi l’accordo punta a esplorare collaborazioni in ambiti ad alto potenziale, a partire dall’osservazione della Terra, dalle applicazioni SAR e dai servizi satellitari avanzati.
“La nostra è stata una crescita sostenibile. Quello che abbiamo costruito è il frutto di molti sacrifici e ha posto basi solide per ciò che intendiamo realizzare nel prossimo futuro”, ha concluso Pertosa.





