Fiat Lux. Anzi, Ferrari Luce. Maranello ha infine alzato il sipario sulla sua prima (forse unica?) auto elettrica, evento atteso da tempo se non altro per l’hype che il marketing del Cavallino rampante è riuscito a creare attorno alla presentazione, centellinando nei mesi notizie e immagini volutamente in penombra.
AUTO ELETTRICA, LE RIVALI INCHIODANO E FERRARI ACCELERA
Una scelta sicuramente coraggiosa, soprattutto se commentata mantenendo in filigrana le notizie e le mosse di altri costruttori – a iniziare da Porsche – che, com’è noto, stanno compiendo una vera e propria ritirata dal settore dell’auto elettrica.
Per la première il Cavallino rampante si è trasferito da Maranello a Roma alla Vela di Calatrava, in una data tutt’altro che casuale: il 25 maggio 1947 Ferrari vinse il Gran Premio alle Terme di Caracalla, la sua prima vittoria assoluta. Settantanove anni dopo ad arrivare al traguardo è una vettura che, vedrete a breve, farà discutere parecchio.
Le prestazioni sono da vera Ferrari: quattro motori elettrici, due per asse, con un’architettura a 800 V e 1.050 CV complessivi in modalità Launch Control. Ferrari Luce macina da 0-100 in 2,5 secondi e la velocità massima è di 310 km/h. Nessun cilindro sotto il cofano: solo una batteria da 122 kW e dall’autonomia fino a 530 km. Anche il prezzo è da vera Ferrari: oltre 550mila euro.

UNA FERRARI UN PO’ IPhone?
Quello che cambia rispetto alle altre auto della scuderia è senz’altro la foggia: Ferrari Luce non fa mistero di essere stata disegnata molto lontano dall’Italia, essendo frutto del collettivo LoveFrom di Sir Jony Ive, padre di McBook e iPhone, sotto la supervisione del Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni.

Che sia un’auto che sa di “device americani” lo si intuisce pure da diversi dettagli, come la chiave che, includendo un pannello eInk (lo stesso degli eBook), vede trasferire il proprio color giallo al quadro comandi quando si avvia il “motore”. O l’enorme tablet che accompagna la strumentazione classica.

LA “MALEDIZIONE” DI MONTEZEMOLO
La nuova Ferrari Luce arriverà su strada entro fine anno, prezzo di listino a partire da 550.000 euro. Ma il benvenuto è tutt’altro che caloroso. A dir poco amareggiato Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Ferrari S.p.A. dal 1991 al 2014 e di Ferrari N.V. dal 2013 al 2014: “Almeno questa è un’auto che i cinesi non copieranno” ha detto amaramente secondo quanto riportato dall’Ansa.

Quindi l’imprenditore ha aggiunto: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo”. Infine, si è rivolto all’attuale management di Maranello: “Almeno si tolga il cavallino”.
MERCATI E SOCIAL NON APPREZZANO
Anche i mercati non sembrano gradire. Se il grafico del titolo fosse una telemetria, non immortalerebbe infatti un giro da record.

Alle 11 del giorno successivo alla presentazione, ora in cui scriviamo queste righe, il titolo si è assestato su una caduta che supera i 6 punti percentuali, dopo un avvio di seduta persino peggiore, a -7.

Colpa, concordano gli analisti, del prezzo cui sarà proposta al pubblico eccessivamente elevato che rischia di rendere la supercar italiana ancora più di nicchia del solito. Come se Ferrari pur di piantare la bandierina nelle nuove motorizzazioni e temendo critiche sul fronte delle prestazioni non si fosse preoccupata della sostenibilità del progetto.

Non sono solo gli investitori a essere perplessi circa l’esistenza di questa bizzarra vettura elettrica. Sui social non si contano infatti sberleffi e battutacce. La rivista italiana Quattroruote ne ha raccolto alcuni, evidenziando che c’è chi sostiene sia “una Toyota Prius” marchiata Ferrari. E chi invece si chiede se sia una cinesissima Byd. L’aspetto estetico di Ferrari Luce sembra mettere tutti d’accordo e, soprattutto, fa passare in secondo piano il fatto che si tratti di un’auto elettrica, aspetto che finora aveva spinto i puristi ad attendere l’evento di ieri con parecchio scetticismo.

C’è pure chi, scherzando, interpella direttamente la dirigenza Ferrari domandandole se sia tutta una astuta mossa stile Machiavelli per non dovere fare auto elettriche. E se le vendite dovessero rispecchiare i timori degli investitori e gli umori social, effettivamente Ferrari Luce potrebbe restare un unicum nella scuderia di Maranello. E non è detto che ciò sia un male.







