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Come prosegue il braccio di ferro tra Anthropic e Pentagono

Ieri Anthropic e il governo degli Stati Uniti si sono scontrati in tribunale nella causa intentata dalla società che sviluppa Claude contro la decisione del Pentagono di classificarla come una minaccia per la sicurezza nazionale. Ecco com'è andata

È battaglia legale senza esclusioni di colpi tra il Pentagono e la società di intelligenza artificiale Anthropic.

Martedì, durante l’udienza davanti a una corte d’appello di Washington, l’amministrazione Trump ha difeso la sua decisione di classificare Anthropic un rischio per la catena di approvvigionamento, pur cercando attivamente di capire come utilizzare il suo modello più potente, Mythos, per contrastare le minacce informatiche, segnala Axios. Dall’altra parte la società che sviluppa Claude si è difesa a sua volta sostenendo di non poter controllare i propri modelli di AI se usati in ambienti classificati.

Come ricorda Reuters, la causa è una delle due intentate da Anthropic contro la mossa senza precedenti del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, avvenuta dopo che Anthropic si era rifiutata di autorizzare l’uso del chatbot basato sull’intelligenza artificiale Claude per la sorveglianza statunitense o per le armi autonome, a causa di preoccupazioni relative alla sicurezza e all’etica.

La startup di intelligenza artificiale guidata da Dario Amodei ha chiesto infatti la sospensione del provvedimento presso la Corte d’Appello di Washington e ha anche citato in giudizio il Dipartimento della Guerra (già Dipartimento della Difesa ndr) presso un tribunale federale della California settentrionale.

Da una parte c’è Anthropic che sostiene come l’inserimento nella lista nera sia una ritorsione per le sue posizioni sulla sicurezza dell’Intelligenza artificiale. Tale etichetta, che impedisce alla società di ottenere contratti federali, è solitamente riservata alle organizzazioni provenienti da paesi stranieri ostili, sottolinea Afp. Dall’altra il Dipartimento della Difesa che all’inizio di marzo ha ufficialmente designato Anthropic come rischio per la catena di approvvigionamento, affermando che l’azienda minacciava la sicurezza nazionale.

Come sottolinea Axios, trattare un’azienda statunitense come una minaccia per la sicurezza nazionale, pur cercando di utilizzare la sua tecnologia per combattere avversari stranieri, è una situazione delicata.

Tutti i dettagli.

COME SI DIVIDONO I GIUDICI DELLA CORTE D’APPELLO DEL DISTRETTO DI COLUMBIA

Venendo all’udienza di ieri, ciascuna parte ha avuto 15 minuti per presentare il proprio caso al collegio di tre giudici – Karen Henderson, Gregory Katsas e Neomi Rao – della corte d’appello federale del Distretto di Columbia, che emetteranno poi un parere scritto.

I giudici hanno posto domande a entrambe le parti in merito alla giurisdizione del tribunale, al rispetto delle procedure da parte di Hegseth e del Dipartimento della Difesa e al motivo per cui non abbiano adottato soluzioni “meno invasive”.

Secondo quanto riportato da Politico, i giudici Katsas e Rao, entrambi nominati dal presidente Donald Trump, si sono mostrati scettici riguardo all’autorità della Corte d’Appello del Distretto di Columbia di esaminare la designazione di Anthropic come minaccia per la sicurezza nazionale da parte del Pentagono, ma hanno suggerito che possono esaminare specifici ordini che vietano a un’azienda e ai suoi prodotti di essere utilizzati in appalti governativi.

Più netta la posizione della giudice Henderson (nominata da George H.W. Bush) che ha affermato che le azioni del Dipartimento della Difesa sembrano un “eccesso di potere clamoroso”. “Non mi sembra che il Dipartimento abbia in alcun modo supportato la sua conclusione sull’esistenza di un rischio per la catena di approvvigionamento di Anthropic, tanto meno un rischio significativo”, ha aggiunto Henderson.

LA POSIZIONE DEL PENTAGONO

Sharon Swingle, avvocato del Dipartimento di Giustizia, ha sostenuto che il Dipartimento della Difesa doveva agire rapidamente e che la designazione è servita a rendere l’intera agenzia consapevole del rischio contemporaneamente. “Ha avvertito tutti che dovevano muoversi il più velocemente possibile per integrare nel sistema modelli di intelligenza artificiale sostitutivi al posto del modello di Anthropic”, ha dichiarato Swingle.

LA DIFESA DI ANTHROPIC

Passando alla posizione della società di intelligenza artificiale, l’avvocato di Anthropic, Kelly Dunbar, ha spiegato che se il governo non si fida del suo modello, potrebbe semplicemente decidere di non fare affari con l’azienda, una misura meno invasiva che il Congresso impone alle agenzie di valutare per prima.

Secondo Dunbar, l’inserimento nella lista nera equivale a un’esclusione legale permanente che rischia di portare a più ampie esclusioni commerciali a livello governativo e danneggia la reputazione dell’azienda, etichettandola come una minaccia alla sicurezza nazionale.

COSA ASPETTARSI ORA

Resta dunque aperto il fronte che coinvolge Anthropic e il Pentagono.

“Una decisione non unanime tra la Corte d’Appello federale di Washington D.C. e un tribunale di San Francisco significa che Anthropic non potrà stipulare nuovi contratti di difesa, ma potrà continuare a operare con agenzie non appartenenti al Pentagono durante lo svolgimento del contenzioso” segnala Axios. Nel frattempo, la Corte d’Appello di Washington, riconoscendo il rischio di danni irreparabili per la società, ha deciso di accelerare l’esame del caso e potrebbe pronunciarsi entro poche settimane, anche se procedimenti di questo tipo possono richiedere tempi più lunghi. Sullo sfondo resta inoltre la scadenza fissata dal presidente Trump, che ha concesso al Pentagono tempo fino ad agosto per escludere Anthropic dalle proprie attività.

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