Con una mossa che inverte le tradizionali dinamiche dell’industria farmaceutica, la startup Cellular Intelligence ha acquisito dal gigante Novo Nordisk i diritti di STEM-PD, una terapia cellulare per il Parkinson pronta per la fase 2 di sperimentazione.
L’operazione, sostenuta finanziariamente dalla Chan Zuckerberg Initiative di Mark Zuckerberg, vede il produttore di Wegovy passare da proprietario a investitore strategico, mentre la startup di Boston assume il comando dello sviluppo clinico avvalendosi di un nuovo laboratorio a Copenaghen e di esperti fuoriusciti dalla stessa Novo Nordisk.
IL CAMBIO DI ROTTA DI NOVO NORDISK
L’accordo tra Novo Nordisk e Cellular Intelligence segna un cambiamento di rotta per l’azienda danese, che lo scorso anno ha annunciato il ridimensionamento della sua divisione di terapie cellulari per concentrare le risorse su settori a più alta redditività come l’obesità e il diabete. Nonostante la cessione dei diritti su STEM-PD, Novo Nordisk mantiene un legame profondo con il progetto attraverso un investimento strategico in contanti nella startup e il diritto a ricevere royalties e pagamenti al raggiungimento di futuri obiettivi clinici.
Per garantire la continuità del programma, Cellular Intelligence ha aperto una sede operativa a Copenaghen, integrando nel proprio organico numerosi ex dipendenti di Novo Nordisk che avevano sviluppato la terapia fin dalle sue fasi iniziali. Questa collaborazione segue un modello già sperimentato da Novo Nordisk con la canadese Aspect Biosystems per altre tecnologie legate alle cellule staminali.
MENTI E FILOSOFIA DIETRO CELLULAR INTELLIGENCE
Fondata nel 2023, Cellular Intelligence ha rapidamente raccolto oltre 60 milioni di dollari da investitori di primo piano come Khosla Ventures e l’organizzazione filantropica di Mark Zuckerberg e Priscilla Chan, riferisce Bloomberg.
Al vertice della startup siede il Ceo Micha Breakstone, imprenditore nel campo dell’intelligenza artificiale noto per aver venduto Chorus.ai per 575 milioni di dollari. Il team scientifico è composto da figure di rilievo mondiale provenienti da Harvard e dall’Università di Washington, tra cui Allon Klein, Olivier Pourquié, Cliff Tabin e Jay Shendure, tutti membri della National Academy of Sciences.
La direzione clinica è affidata al Chief Medical Officer Nuno Mendonça, neurologo con esperienza in colossi come AbbVie e Novartis, mentre Kristy J. Brown ricopre il ruolo di Chief Development Officer e Arjun Raj guida la biologia computazionale.
L’obiettivo dichiarato della leadership è trasformare la biologia da un destino ineluttabile a un campo di design ingegneristico.
L’IA E IL MODELLO DI CELLULA VIRTUALE
Il cuore dell’innovazione di Cellular Intelligence, afferma la startup, risiede nella creazione del primo Modello universale virtuale di segnalazione cellulare. Questa piattaforma IA agisce come un gemello digitale capace di prevedere come qualsiasi cellula cambi stato in risposta a segnali esterni, superando il tradizionale metodo basato su tentativi ed errori.
La startup utilizza una tecnologia proprietaria a capsule che permette di eseguire milioni di esperimenti in parallelo, generando database massicci che coprono l’intero albero dello sviluppo umano. L’architettura del modello si basa su Transformer e Neural Ordinary Differential Equations (Neural ODEs), permettendo di simulare il comportamento biologico nel tempo continuo. Questa tecnologia verrà applicata a STEM-PD per ottimizzare i protocolli di produzione e prevedere come minime variazioni influenzino la sopravvivenza e la qualità delle cellule trapiantate.
IL MORBO DI PARKINSON E LA RIVOLUZIONE DI STEM-PD
Il Parkinson è attualmente la malattia neurodegenerativa con la crescita più rapida al mondo, con 11,8 milioni di pazienti che potrebbero raddoppiare entro il 2050. La patologia è caratterizzata dalla perdita dei neuroni dopaminergici nella substantia nigra e le cure attuali si limitano a gestire i sintomi senza ripristinare le funzioni perdute.
STEM-PD, nata dalla ricerca accademica delle università di Cambridge e Lund, propone un approccio radicalmente diverso: il trapianto nel cervello di nuove cellule nervose produttrici di dopamina coltivate in laboratorio. Il programma ha già ottenuto la designazione Fast Track della Food and Dug Administration (Fda) e l’autorizzazione per la fase 2, dopo essere stato citato da Nature Medicine come una delle undici sperimentazioni cliniche destinate a plasmare la medicina nel 2024.
L’integrazione con l’IA mira a rendere questa terapia, finora complessa e costosa, scalabile e accessibile a livello globale.





