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Come procedere su green, Esg e sostenibilità?

Chi c'era e cosa si è detto all'evento di Intesa Sanpaolo sulla sostenibilità

Le numerose crisi che sorgono ai confini dell’Europa, dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia alla guerra in Iran voluta da Israele e America, non devono spingere la Ue a deviare dalla roadmap tracciata in precedenza sulla sostenibilità. Questo il fil rouge dell’evento “Energia e adattamento climatico” di Intesa Sanpaolo che si è tenuto stamani a Milano.

I lavori sono stati aperti da Gian Maria Gros-Pietro, presidente dell’istituto bancario: “Investiamo in tecnologia per aumentare il valore di ogni singola ora di lavoro, non per sostituire l’uomo con gli algoritmi”, ha spiegato, ricordando che “Ogni passo del nostro piano al 2029 dovrà essere sostenibile”. Per questo Intesa Sanpaolo destinerà il 30% delle nuove erogazioni a medio-lungo termine al credito sostenibile, oltre 110 miliardi di euro nell’arco dei 4 anni del piano già presentato dal ceo, Carlo Messina.

Del resto, serve intervenire con decisione nelle opere a contrasto del cambiamento climatico, come ha spiegato subito dopo Enrico Giovannini, ex ministro delle Infrastrutture e attualmente direttore scientifico Asvis: “Finora abbiamo pensato, come nel paradosso della rana bollita, di avere sempre altro tempo davanti a noi, perché in fondo il giorno successivo non succede apparentemente mai nulla. A causa di questa distorsione cognitiva di massa ci siamo giocati 50 anni. Ora il tempo della gradualità è finito”.

GIOVANNINI STRIGLIA TRUMP E VON DER LEYEN

Anche perché, ha ricordato Giovannini, “le imprese che investono in sostenibilità crescono di più e in più in fretta, a dispetto di quanto dice Trump che sostiene che la finanza sostenibile sia ormai morta.” Ma il presidente USA non è stato il solo politico sferzato dal principale volto della Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che ha rimproverato pure Bruxelles: “La Seconda Commissione von der Leyen, pur contraddicendo parte di quanto dichiarato dalla prima commissione von der Leyen, dimostrando poca coerenza con se stessa, ha finalmente iniziato a occuparsi di adattamento climatico”.

IL MONITO DI ENRICO LETTA SULLA TRANSIZIONE “GIUSTA”

Anche l’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha ammesso che servano da parte della politica comunitaria correttivi quando si parla di approccio al green: “Se la transizione non sarà accompagnata, le parti in maggiore difficoltà rischiano di mettersi di traverso. Sul punto noto disattenzione sia a livello europeo sia a livello nazionale. Servono – l’invito dell’ex premier – meccanismi di accompagnamento perché la transizione sia verde e giusta”.

Per il presidente dell’Institut Jacques Delors, inoltre, “Di tutte le strozzature del mercato interno quella energetica è la più insidiosa perché si basa sui Trattati. Le altre, telecomunicazioni, connettività, no. Ciò – ha motivato Letta -consente a ogni Paese di proteggere il proprio energy mix, anteponendo l’interesse dei singoli Stati rispetto a quello europeo”.

Sul fronte opposto, Nicola Pesaresi, Deputy Director Energy, Eu Commission, dopo aver ricordato le somme messe sul piatto da Bruxelles (“Finora il budget autorizzato dalla Commissione è stata di 250 mld alla decarbonizzazione, 20 mld solo nell’ultimo anno, 100 mld a favore delle imprese energivore”, ha detto con riferimento al piano emergenziale attuato a seguito dell’invasione dell’Ucraina decisa da Mosca) ha anche avvertito: “Con la crisi del Golfo la Commissione ha adottato un nuovo quadro temporaneo mirato su agricoltura, pesca e trasporti: meno spesa a pioggia che si è rivelata controproducente”.

“Noi come BEI”, gli ha fatto eco Nicola Pochettino, direttore energia e ambiente progetti della Banca europea degli investimenti, “siamo anche la banca europea per il clima. Siamo perciò focalizzati sui progetti contro il cambiamento climatico. La nostra strategia al 2030 prevede di mobilitare 1000 miliardi sul clima. Dobbiamo concentrarci su di una rete energetica che in futuro resista fisicamente e digitalmente agli shock che arriveranno dall’esterno”.

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