(Financial Times Europe, Ignazio Angeloni, 12 May 2026)
Sei anni dopo aver avviato i lavori, la Bce è ancora nella fase di preparazione tecnica per un possibile lancio dell’euro digitale tra tre anni. Questo ritardo estremo, rispetto alla velocità dell’innovazione fintech, rischia di rendere il progetto obsoleto prima ancora di vederlo in circolazione. Nato come risposta a Libra di Facebook, l’euro digitale punta a consentire ai cittadini di effettuare pagamenti in moneta di banca centrale, ma incontra resistenze forti dal settore privato preoccupato per la disintermediazione bancaria, la stabilità finanziaria e la privacy.
Nel frattempo, le tecnologie distribuite (DLT) stanno aprendo nuove frontiere nel wholesale, con progetti come Pontes (pilota da settembre) e Appia, che combinano la sicurezza della moneta di banca centrale con i vantaggi dei registri distribuiti. Questi sviluppi sono promettenti, ma comportano rischi per la stabilità finanziaria e una maggiore presenza della Bce come fornitore di infrastrutture di mercato.
La Bce fa bene a spostare l’attenzione sul wholesale, ma deve decidere cosa fare dell’euro digitale retail, un progetto che rischia di diventare obsoleto prima di nascere se non si accelera o non si ridefinisce il suo scopo.
Ritardo pericoloso
«Sei anni dopo aver tracciato la prima roadmap, i preparativi tecnici sono ancora in corso per un possibile lancio tra tre anni. Questo è un tempo geologico rispetto al ritmo vertiginoso dell’innovazione fintech. Se e quando arriverà una decisione positiva, l’euro digitale rischia di essere vecchio prima di nascere.»
Resistenza del settore privato
«Dal principio l’euro digitale ha incontrato resistenza dall’industria. È difficile trovare un caso d’uso convincente: le persone sono a loro agio con gli attuali sistemi di pagamento, che sono efficienti in termini di costi e sicuri.»
Progetti wholesale più promettenti
«Pontes aggiungerà uno strato DLT a Target, l’infrastruttura di pagamento tra controparti di banca centrale. Appia estenderà una struttura simile agli scambi finanziari all’ingrosso. La Bce si è data tempo fino al 2028 per studiare il progetto.»
Rischio di confusione di ruoli
«Dare accesso a tutti i partecipanti ai mercati finanziari all’ingrosso alla banca centrale moltiplica i rischi per la stabilità finanziaria in momenti di stress sistemico. Inoltre, la Bce diventerebbe fornitore di infrastrutture di mercato, un’attività finora lasciata in gran parte in mani private.»
Spostamento di focus
«La Bce fa bene a spostare il focus più sui mercati all’ingrosso. Questo lascia la domanda su dove verrà lasciato l’euro digitale.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)





